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Money Road, una seconda stagione più dura, le dinamiche del gruppo si confermano la sua forza

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Lo scorso anno improvvisamente un reality aveva fatto gridare al miracolo. Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo era stato uno gioco di strategia mischiato al reality di sopravvivenza che aveva messo tutti d’accordo, pubblico e critica, arrivando a un finale epico tra colpi di scena e colpi bassi.

Proprio un meccanismo già noto e l’emulazione sono i rischi più grossi della seconda stagione di Money Roady partita su Sky e NOW il 21 maggio, in replica su TV8 il martedì per un totale di sei puntate. Una volta visto il programma i 12 concorrenti sono consapevoli di quello che li aspetta, delle tentazioni in arrivo, delle possibilità che ci saranno lungo il percorso. Il gruppo di lavoro di Sky e Blu Yazmine, come mostrato nella prima puntata, ha reso ancora più duro il percorso, complicando la vita dei partecipanti e provando a modificare alcune variabili del gioco per rendere tutto più imprevedibile.

ATTENZIONE DA QUESTO MOMENTO POTREBBERO ESSERCI SPOILER SULLA PRIMA PUNTATA

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Money Road 2

Come nel prelievo finale del capo gruppo eletto con una possibilità ulteriore offerta al concorrente che si ritrova davanti al bancomat. Ma soprattutto nell’intelligente scelta di offrire ai concorrenti la possibilità di veder aumentare il budget di 50mila euro. L’illusione di avere più soldi a disposizione ha spinto i concorrenti a spendere con maggiore leggerezza nei primi giorni. Ma Money Road è una maratona di due settimane e sicuramente pagheranno questa facilità iniziale quando la sofferenza e la fame sarà decisamente più forte e i prezzi delle tentazioni immaginiamo saliranno di conseguenza. Un gioco piscologico ben studiato dagli autori.

Come sempre e come è ovvio che sia, sono le dinamiche del gruppo a rendere avvincente Money Road. Puoi mettere tutte le prove e le tentazioni che vuoi ma è la reazione dei soggetti a fare la differenza. C’è chi ha la propensione a essere un leader, anche involontario, e chi è un seguace che segue i movimenti della massa. Così quando alla fine del primo trekking vedono spuntare delle docce istintivamente tutti reagiscono dicendo di volerle fare, poi basta una riflessione ulteriore di uno, l’instillare un dubbio e la decisione del gruppo cambia. Anche se era soltanto una decisione individuale.

Ancor più interessante è la dinamica tra machi alfa che si ritrovano al diner e alla fine di un lungo trekking decidono di spendere 1000 euro per birra, hamburger e patatine come se fosse un’uscita al pub per vedere una partita. L’effetto traino del primo che accetta sugli altri due che non vogliono esser da meno, è l’esempio plastico di come si muovono le dinamiche all’interno dei gruppi. Magari non avevano tutti e tre voglia di birra ma non ci si poteva mostrare da meno per non perdere preziose alleanze.

Il lavoro sul casting risulta quindi determinante per la riuscita del programma, anche se, inevitabilmente, per questa seconda stagione si sono cercati dei soggetti che potessero in qualche modo replicare le personalità della prima stagione. Così è possibile fare una sorta di gioco di sovrapposizione tra le due compagnie identificando alcuni inevitabili archetipi, necessari sia per il programma che per la costruzione di un gruppo. Se l’operazione dovesse andare avanti con future stagioni forse per la produzione potrebbe essere necessario immaginare un cambio di scenario per cambiare le dinamiche del gioco.

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