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Niente da perdere: l’esordio di Deloget è una storia dura ed empatica che tutti dovremmo vedere – La recensione

Ci sono film adatti a tutti, e poi ci sono quei film che tutti dovremmo vedere, che raccontano quelle esperienze universali ma sfuggenti che non riusciamo a definire con le parole. Niente da perdere, pellicola drammatica francese del 2024 diretta da Delphine Deloget e scritta da Deloget con Olivier Demangel e Camille Fontaine, è uno di questi film, presentato fuori concorso al festival di Cannes 2023 e distribuito da Wanted Cinema a partire dal primo maggio 2024. 

Niente da perdere: il duro vortice della realtà

La vita di Sylvie è complicata: lavora come barista in un locale notturno e cresce da sola i suoi due figli, il responsabile e sensibile adolescente Jean-Jacques ed il più piccolo e turbolento Sofiane. Nonostante la tanta fatica, nessuna di queste difficoltà la spaventa: è una donna combattiva ed ha sempre affrontato ogni problema di petto. Un incidente domestico che coinvolge Sofiane mentre lei è al lavoro scatena però i servizi sociali, che decideranno di toglierle il bambino per affidarlo a una casa famiglia. L’asfissiante battaglia con la macchina burocratica che ne seguirà sarà un vortice che risucchierà non solo Sylvie e Jean-Jacques, ma anche i due fratelli di lei, i loro amici, colleghi, sogni e ambizioni. 

Neorealismo contemporaneo

Niente da perdere è un film dalla scrittura molto lucida, che pennella in maniera dolorosamente accurata i loop interiori e interpersonali in cui la vita adulta ci rinchiude. Lo fa, però, senza mai perdere l’empatia, ricordandoci sempre che siamo creature complesse e fragili che cercano di sopravvivere come possono, e che tutto quello che abbiamo sono le persone con cui scegliamo di legarci. Menzione d’onore per l’antagonista della storia: non un personaggio specifico ma la burocrazia, intesa come sistema impersonale di regole e processi che, nel suo “fare le cose nell’interesse dell’individuo”, si scorda completamente dell’empatia.

Interpretazione, interpretazione, interpretazione

Siamo chiari: il comparto tecnico di Niente da perdere è più che all’altezza. D’altro canto, a che serve parlare di comparto tecnico con un cast così? Splendida la protagonista Virginie Efira, che riesce a farci empatizzare con Sylvie anche quando si comporta in modi che ci fanno venir voglia di urlare allo schermo. Bravissimo anche Félix Lefebvre nel ruolo del dolce e responsabile fratello maggiore. Solidi tutti i comprimari, con menzione d’onore all’inquietante interpretazione dell’operatrice dei servizi sociali di India Hair. 

Niente da perdere – Il cast

Virginie Efira interpreta Sylvie, una madre gettata in una spirale d’impotenza dalla scelta dei servizi sociali di toglierle l’affido del figlio. Félix Lefebvre interpreta J.J., un adolescente gentile e creativo costretto ad assumersi le responsabilità di un adulto, mentre il piccolo e problematico Sofiane è interpretato da Alexis Tonetti. Arieh Worthalter e Mathieu Demy sono rispettivamente Hervé e Alain, i due fratelli di Sylvie, mentre India Hair interpreta l’inflessibile e convincentissima assistente sociale Madame Henry. 

Niente da perdere - La recensione

La recensione

Niente da perdere è un film dalla scrittura lucida, che pennella in maniera dolorosamente accurata le difficoltà della vita adulta. Non perde mai però l’empatia, ed il risultato è un film che tutti dovrebbero guardare.

Voto:

8/10
8/10