Pubblicità
Dituttounpop > SERIE TV > Nord Sud Ovest Est, la recensione: la storia degli 883 continua a entusiasmare

Nord Sud Ovest Est, la recensione: la storia degli 883 continua a entusiasmare

Pubblicità

C’è un prima e un dopo Romanzo Criminale nella serialità italiana. Allo stesso modo Hanno ucciso l’uomo ragno – La leggendaria storia degli 883 ha fissato un nuovo standard. Se nel 2008 Sky con Cattleya aveva cambiato la prospettiva dei crime, oggi con le due stagioni della storia degli 883 lo ha fatto con le commedie o i dramedy. Nonostante tutto Sky continua a portare al pubblico i migliori prodotti seriali italiani in circolazione, trovando il modo di allargarsi, rendersi più popolari senza mai perdere la qualità.

Non era semplice proseguire il racconto degli 883, perchè la prima stagione aveva preso una storia che forse nessuno immaginava potesse diventare una serie tv e l’ha trasformata nel prodotto manifesto dei millennials, di chi oggi ha 40 anni (o poco più o poco meno) e ha vissuto quegli anni ’90 che stanno sempre più tornando alla ribalta. Ma non solo, ha saputo raccontare la vita di provincia, lo scorrere lento delle giornate, i sogni che nascono all’improvviso, le amicizie che fioriscono quando meno te l’aspetti. Max e Mauro non sono solo gli 883 ma sono diventati due come tutti noi, che cercano (stanno cercato, hanno cercato, continueranno sempre a cercare) il loro posto nel mondo.

Nord Sud Ovest Est è un cerchio che si chiude. Senza aver visto l’ottava puntata che è stata tenuta nascosta alle visioni in anteprima e di cui non si è nemmeno vagamente accennato durante la presentazione, mi sento di dire che questa seconda stagione è un prodotto pienamente riuscito. La prima puntata di Nord Sud Ovest Est probabilmente dividerà il pubblico perché potrebbe sembrare un tentativo di allungare il brodo, una forzatura per tentare qualcosa di diverso, ma alla fine non fa altro che ribadire tutto il tema centrale della serie, che non è tanto il racconto di un gruppo storico che ha fatto canzoni cult, quanto la storia di un’amicizia.

- Pubblicità -

La rappresentazione di quello che dovrebbe essere l’amicizia tra persone vere, disinteressate e che si proteggono l’uno con l’altro. In un mondo di squali, di arrivisti, di chi cerca di trovare un modo per sconfiggere l’altro, Mauro e Max si mettono sempre un passo dietro. Non vuol dire rinunciare, non è un segno di debolezza, ma incarna la capacità di occuparsi dell’altro, di voler bene nel senso più pieno e assoluto del termine. E c’è una frase, che non spoilero ovviamente, che dice (o meglio pensa) Mauro nel finale della settima puntata che incarna tutto questo e che scava un solco anche nei cuori più duri.

Nord Sud Ovest Est

Ci sono alcuni aspetti di esagerazioni narrative e dall’altro lato di semplificazioni che ogni tanto possono stonare e soprattutto risultare ridondanti dopo la prima stagione. Non tali però da intaccare la capacità di far sembrare naturali e veritiere le reazioni dei protagonisti. Anche tutto quello che può essere a prima vista forzato, finisce per avere un suo senso ben chiaro funzionale all’obiettivo del racconto. La costruzione delle singole puntate è impeccabile anche se abbastanza lineare. Un aspetto da non sottovalutare (e che spesso al contrario viene dimenticato) è la voglia di non perdere la coerenza temporale.

Inutile sottolineare la bravura nel far respirare quegli anni ’90, la scelta dei riferimenti, delle citazioni, delle scene che rendono perfettamente la vita degli adolescenti, dei giovani adulti di quel periodo. Bravi gli attori, ma oltre a Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli meritano una menzione d’onore sicuramente Davide Calgaro ed Edoardo Ferrario. Nord Sud Ovest Est chiude il capitolo 883 ma è difficile non immaginare che Groenlandia, Matteo Rovere, Sydney Sibilia e Sky non stiano già pensando a un modo per mantenere questa atmosfera magica e inseguire il filone dramedy (sperando senza abusarne come fatto col crime in passato). Magari ci sarà qualche aggancio nella misteriosa ottava puntata? Spoiler non spoiler, se fosse finita con la settima nessuno avrebbe avuto nulla da ridere perché quel finale di puntata è perfetto anche per una conclusione.

Summary

La serie riesce a far respirare l’atmosfera di quel periodo, facendo ridere, piangere ma soprattutto raccontando una storia mai eccessiva, mai esagerata con persone vere.

Voto:

9/10
9/10
Pubblicità