Il viaggio dell’eroe è una struttura narrativa canonica presente praticamente in ogni storia, dall’antica mitologia alle puntate di una serie tv. Il protagonista affronta una serie di avventure e disavventure e torna trasformato al suo punto di origine. Quello di Odisseo/Ulisse nell’Odissea è il viaggio dell’eroe per eccellenza, Christopher Nolan ha preso il racconto mitologico di queste avventure trasformandolo in un’esperienza action intrisa di elementi fantasy visivamente avvolgente e coinvolgente.
Odissea è un film da vedere assolutamente e decisamente al cinema. Quasi tre ore di film in cui il pubblico viene trasportato nel viaggio epico di quest’uomo alle prese con difficili scelti e avventure inaspettate, mentre in parallelo la moglie Penelope e il figlio Telemaco aspettano il suo ritorno, lasciando la città di Itaca nel limbo senza re. Odisseo (Matt Damon) e Telemaco (Tom Holland) sono i due protagonisti che affrontano nel corso del film il viaggio trasformativo della loro esistenza. Un eroe che deve fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte, un figlio che deve diventare uomo ed è in attesa di un padre che conosce solo nei racconti degli aedi.


Accompagnato da critiche infinite per la scelta degli attori tutti decisamente poco Mediterranei, per i riferimenti storici o per le armature, Odissea di Nolan si prepara a incassare oltre 200 milioni di dollari nel mondo nel primo weekend. Perché di questo si tratta, di un blockbuster estivo americano pensato per incassare, per portare il pubblico in sala e rinfrescarlo per tre ore, masticando pop corn da 10 euro mentre Circe trasforma i soldati di Odisseo in maiali (una tra le scene più belle di tutto il film). Se ci si dimentica questo e si guarda il film con gli occhiali dell’intellettuale europeo, allora è meglio mettersi davanti a un ventilatore e riaprire il vecchio libro di Omero.
Odissea di Christopher Nolan prova a ricordare agli americani (e non solo) quanto sia sbagliato fare una guerra per un pretesto, quanto distruzione e doloro provocano le invasioni e quali sono le conseguenze anche gravi di una scelta. Il regista e sceneggiatore prosegue il suo racconto di uomini straordinari che devono pagare le conseguenze del loro devastante genio. Dopo Oppenheimer e la bomba distruttiva, anche Odisseo con il suo cavallo ha provocato la distruzione di un popolo. Nolan sceglie di eliminare tutta la componente divina, trasformando il viaggio di Odisseo nel tentativo dell’eroe di espiare le proprie colpe e superare il dolore.


Il film resta profondamente un blockbuster americano, ma se dietro l’elemento fantasy riuscirà a far breccia in qualcuno l’idea che l’imperialismo, la sopraffazione dell’altro, il desiderio di vendetta non siano sentimenti così positivi e che quello che succede dopo è spesso peggiore della situazione in cui ci si trovava prima, l’impatto non potrà che essere positivo. In un mondo in cui Presidenti attaccano e invadono paesi adducendo scuse, provocando dannose conseguenze anche su tutti gli alleati più o meno coinvolti da quei comandanti, usare l’antichità per parlare al presente è sempre un buon modo per ricordare che accogliere è sempre meglio di escludere.
Odissea è un film per immagini, suoni e metafore. Decisamente non è un film per attori, che sono tutti un po’ troppo perfetti per essere adatti al ruolo e forse la prova migliore la offre John Leguizamo nei panni di Eumeo. Matt Damon è un Odisseo a tratti bidimensionale anche quando si sforza di andare in profondità; Tom Holland è incastrato nei tratti dell’eterno bambino ed ha l’aria troppo pulita; Robert Pattinson è un Antinoo eccessivamente allucinato. Sul fronte femminile non si capisce perché Lupita Nyong’o sia tra i nomi sul manifesto quando è poco più di una comparsa; Charlize Theron sembra uscita da un pubblicità dei solari; Zendaya appare e Anne Hathaway ha gioco facile a fare la moglie addolorata. Sostanzialmente ogni candidatura per un premio agli attori magari arriverà ma sarà decisamente eccessiva.
Summary
Un grande blockbuster americano, visivamente coinvolgente che racconta la sofferenza e il dolore dietro un’artificio geniale capace di cambiare una guerra. Attraverso l’epica riletta in chiave fantasy parla al presente
Voto:
7/10