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Paradise 2, la recensione: la serie tv per i veri appassionati del racconto seriale (oltre le mode)

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Paradise è una tra le più belle serie tv del 2025. Dan Fogelman è riuscito a coniugare il racconto emozionale ed emotivamente dirompente di This is Us con il mistero intricato e portatore di teorie alla Lost. Non solo ma nella seconda stagione che ha debuttato su Disney+ dal 23 febbraio con le prime tre puntate, è riuscito nell’ardua impresa di ampliare entrambi gli aspetti.

Un dedalo di personaggi e di storie aspetta lo spettatore che deve prendersi il proprio tempo, non aver fretta magari attendendo il 30 marzo e l’ultima puntata per poi fare il binge watching. Non ci sarebbe nulla di più sbagliato perché Paradise è una serie tv da primi anni 2000 portata in modalità streaming, una serie che fa nascere teorie e discussioni, in cui bisogna prestare sempre attenzione a ogni parola e scena perché prima o poi potrebbe tornare utile. Paradise è una serie tv che deve sedimentare e che nei 2000 con 15 puntate a stagione avrebbe avuto il suo formato ideale.

Paradise
(Disney/Ser Baffo)
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Perché la sensazione, anche in questa seconda stagione, è che Paradise duri troppo poco. Poche puntate per dar fiato, corpo e sviluppo ai suoi personaggi. Soprattutto a quelli nuovi che spuntano in questo viaggio fuori dal bunker ma anche dai flashback. Dan Fogelman, che in This is Us ha giocato sapientemente per anni con i diversi piani temporali, ha appreso la lezione di Lost riempiendo Paradise di flashback fondamentali per il proseguo della narrazione ma continuando a introdurre storie e personaggi che passano in fretta. Toppo.

Nella seconda stagione di Paradise non c’è un unico e solo protagonista. Perché è il bunker il protagonista del racconto, il luogo da cui tutto parte, dove qualcuno vuole arrivare e altri vogliono scappare. Perché tutto è relativo rispetto al punto di vista da cui si guardano le cose. Dan Fogelman fortunatamente rifugge ad alcune scelte facili dei survival drama infondendo di umanità ed emozioni il mondo scomparsa ma in cui tutto potrebbe ripartire. La musica è un’altra protagonista del racconto. La colonna sonora guida l’emozione di chi guarda portando lo spettatore a raggiungere le lacrime nel momento preciso in cui la storia lo necessita.

Paradise
(Disney/Ser Baffo)

Paradise è un gioiello arrivato troppo tardi (o chissà forse troppo presto). Perché è una di quelle serie che avremmo voluto ci facessero compagnia per mesi. In un mondo di fast series, in cui tutto si consuma rapidamente nel tempo di un binge watching che fa dimenticare quello che si è visto il giorno prima, Paradise è una coccola per gli appassionati veri di serialità.

Summary

Paradise in questa seconda stagione allarga il racconto, lo complica, inserisce più misteri e personaggi ma senza mai perdere di vista l’emozione

Voto:

8.5/10
8.5/10
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