Rai Movie chiude, tante polemiche per un cambiamento comunicato male

Rai Movie chiude ma il cinema non scompare dalla Rai. Bastava solo dirlo prima

Rai Movie chiude (e anche Rai Premium se è per questo). Probabilmente nelle ultime 24 ore questa notizia vi sarà apparsa un po’ ovunque. Una notizia che a quanto pare sarebbe anche vera ma che sicuramente è stata comunicata malissimo, partendo da un’indiscrezione che se fossimo all’interno di un film (o di una fiction) sarebbe forse partita direttamente dalla Rai e da chi non vorrebbe far chiudere il canale.

Perchè se fai girare l’indiscrezione che Rai Movie chiude per far spazio a una razionalizzazione dei canali e aprire un canale femminile le polemiche le cerchi.

Da un lato chi difende il cinema, dall’altro chi è contrario a ogni forma di distinzione di genere (giusto per carità ma parliamo di target pubblicitari non di leggi scolpite sulla pietra), peccato che da che mondo e mondo si facciano pubblicità, film, programmi, show indirizzati a una tipologia di pubblico. Indirizzati non obbligati. Se una donna vuol vedere un action adrenalinico e un uomo una soap romantica nessuno lo vieta. Ma che l’action sia su Italia 2 e la soap su La5 ha una sua logica. Ma ripetiamo se un uomo tocca il telecomando determinati canali non scompaiono.

Si perchè canali divisi “al femminile” o “al maschile” esistono da tempo: Fox/FoxLife, Real Time/DMax, La5/Italia 2 (certo poi Mediaset ha anche Iris, 20, Mediaset Extra ma lì andiamo nel campo della parcellizzazione per raggiungere una somma). Noi che seguiamo da vicino il mondo degli USA, sappiamo bene come ABC cerchi di riconquistare il pubblico femminile, Lifetime sia un canale femminile, CBS per maschi adulti e così via.

Premesso questo chiudere Rai Movie non ha alcun senso. Su questo siamo d’accordo. Un canale di cinema per gli amanti di cinema in chiaro ha senso anche nell’epoca dello streaming e dell’on demand e è più facile immaginare di trovare un film su Rai Movie che su Rai 4 o Rai 6. Solo per il nome immagini che se vai su Rai Movie trovi un film se vai su Rai 6…boh chi lo sa, trovi i numeri del lotto? Sbaglia però chi dice che è l’unico spazio dove trovare film in chiaro: Iris, Paramount, CineSony hanno una programmazione fatta quasi interamente di film. Quindi non è l’unico ma in ogni caso è meglio averlo che non averlo, no.

In una comunicazione tardiva, quando ormai la polemica montava e gli attori italiani erano tutti schierati in difesa del canale, la Rai ha specificato (come riporta tvblog) che si tratta di una “razionalizzazione e valorizzazione dell’offerta elaborata in base alla composizione del pubblico. Per tale motivo, a fronte di una proposta attuale che prevede un solo canale di cinema (Rai Movie), il Piano disegna un’offerta cinematografica ancora più presente su più canali. Ciò consentirà, peraltro, di andare maggiormente incontro alle esigenze del pubblico offrendo meno repliche e una più ricca e varia programmazione di cinema, serie tv e contenuti originali. Quanto al nuovo canale (che nascerà non dalla chiusura ma dalla fusione di Rai Premium e Rai Movie) e a Rai 4, nel Piano Industriale sono stati costruiti tenendo conto della profilazione riguardante generi e fasce di età: l’individuazione di due canali, uno più orientato al pubblico femminile e uno a quello maschile, deriva dalla necessità di costruire un prodotto che sia appetibile per una platea sempre più ampia.

Nel caso specifico, i nuovi canali puntano, pertanto, ad avere una programmazione di maggior appealing in base a tutte le profilazioni emergenti dalle rilevazioni di ascolto esistenti universalmente nel mondo dei media che segnalano una differenza di gradimento di prodotti televisivi basata su fasce di età e generi. L’immagine di prodotti appartenenti a una discriminazione di genere basata su modelli relativi a decenni passati appartiene ad una narrazione fuori dal tempo, dalla logica, dall’interesse dell’attuale management e completamente priva di ogni fondamento e, in ogni caso, non appartiene in alcun modo a questo Piano Industriale. In aggiunta, il contenuto cinematografico sarà determinante nell’offerta di Rai Play, considerata centrale nel nuovo assetto. Il Piano, pertanto, garantisce la stessa proposta e un’attenzione confermata al contenuto cinematografico. E’ corretto parlare di un aumento dell’offerta cinematografica, che riguarderà l’aggiornamento della programmazione di Rai4 e Rai5, senza alcuna chiusura o taglio. La Rai investe su un progetto complessivo di rilancio che si rispecchia anche nella decisione strategica di istituire due nuovi canali: uno in lingua inglese e uno dedicato alle istituzioni, realizzando quanto previsto dal Contratto di servizio.

Il messaggio della Rai ha la pecca di essere poco incisivo, mancante di quell’appeal che nominano e soprattutto arrivato tardi. Tra l’altro dire che il nuovo canale non nasce dalla chiusura ma dalla fusione di due è un po’ una supercazzola perchè se da 2 ne deriva 1, 2 scompaiono e 1 rimane. Bastava semplicemente rigirare il tutto, mettere al centro il cinema, puntare sullo streaming (come tra l’altro fanno), sulla voglia di razionalizzare e eliminare le repliche e tutta queste polemiche si sarebbero evitate. Forse.

In sintesi nella nuova idea Rai, i film sarebbero su Rai 4 Rai 5 e Rai 6 (o come si chiamerà) e in streaming su Rai Play. Su Rai 4 rimarranno le serie tv tra repliche e prime tv, su Rai 6 le fiction e gli show in replica, come Rai Premium e magari quelle serie spagnole come Isabel.

 

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