Anna da oggi la serie Sky nel mondo spietato dei bambini di Niccolò Ammaniti

Anna
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Anna arriva su Sky e in streaming su NOW da oggi 23 aprile con tutti e 6 gli episodi

Uno spettro si aggira nell’universo seriale, è giovane ma vorrebbe crescere, è il teen drama una persecuzione per lo spettatore seriale, diventato sempre più preponderante e difficile da evitare per chi guarda le serie tv. La notizia di una miniserie senza adulti poteva far crollare le certezze dell’animale seriale ma la salvezza è arrivata dai nomi coinvolti. Anna è infatti una produzione Sky scritta e diretta da Niccolò Ammaniti sulla base di uno suo romanzo con la sceneggiatura realizzata con Francesca Manieri (certezza della serialità contemporanea con l’unico intoppo di Luna Nera).

Anna è una miniserie con i bambini ma non per i bambini. Anzi, forse non è nemmeno per tutti gli adulti. I sei episodi tutti subito disponibili dal 23 aprile su Sky on demand e in streaming su NOW (ma anche con rilascio settimanale per chi lo preferisce) sono un pugno in faccia sulle nostre certezze, una destabilizzazione d’autore del mondo che conosciamo, in un contesto imprevedibile.

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La rossa, la pandemia che uccide

Un cartello all’inizio di ogni episodio ricorda come la pandemia da Covid-19 è scoppiata quando le riprese erano già in corso e che è la miniserie è tratta da un romanzo del 2015. Un messaggio necessario. Anna infatti racconta un mondo stravolto da una pandemia, chiamata “La Rossa” che uccide tutti gli adulti lasciando nel giro di pochi anni, il mondo in mano ai ragazzini.

La Rossa è un qualcosa che tutti hanno nel corpo e che si attiva solo all’arrivo della maturità, intorno ai 13-14 anni a seconda delle persone. Il mondo è quindi destinato a sparire perchè anche i ragazzini sono destinati a morire ma nonostante questo, nonostante il senso di solitudine e abbandono che pervade tutta la serie, la tenacia della protagonista, interpretata dall’esordiente Giulia Dragotto, è un messaggio di speranza verso un futuro che non esiste ma si può sognare.

Anna sopravvive grazie alla madre (un’intensa Elena Linetti) che le lascia in eredità Il libro delle cose importanti con i consigli utili per bollire le cose, per controllare le scadenze, per cercare di mantenere in vita lei e il fratellino Astor. Sopravvivere per sperare, sperare per sopravvivere. Questo il binomio che accompagna sempre la ragazza. Anche quando tutto sembra perduto, anche quando il fratellino rapito dai blu sembra impossibile da ritrovare e tutti le sconsigliano il viaggio.

In un mondo senza regole…

In un mondo senza regole per sopravvivere ci vuole tenacia. Immersi in una Sicilia in cui la natura ha ripreso i suoi spazi, i ragazzini trovano un modo di organizzarsi allargando le regole dei giochi di quando erano più piccoli, imitando un mondo dei grandi che non esiste più. Così nasce la tribù dei blu, guidati da Angelica una figura mistica che si accompagna con l’inquietante Picciridduna, l’unica adulta sopravvissuta, a metà tra realtà e leggenda. Angelica guida il suo popolo di bambini con le regole spietate di un talent in cui è giudice e giuria, ma è la speranza di una ricompensa che mantiene in piedi l’equilibrio del regno che ha creato.

Il mondo dei bambini creato da Ammanniti è folle e spietato, popolato di mostri reali e immaginati, utile a dimostrare come dall’assenza di regole nasce una realtà selvaggia e al tempo stesso semplice, in cui prevale l’istinto alle formalità che quotidianamente ci soffocano. E il rapporto tra Anna e Pietro, quella velatura romantica necessaria, è dolce, delicato come è giusto che sia tra ragazzi, ma al contempo senza regole, senza obblighi, libero in un mondo libero.

I necessari flashback ci riportano nel mondo degli adulti per raccontarci l’evoluzione della pandemia ma anche per farci capire le storie dei ragazzi principali, di Anna, Astor, Pietro, Angelica. Piccole appendici di un immaginario creato da e per i bambini, lontani da essere dolci e gentili, spietati e folli come negli incubi peggiori dei film horror.

Grazie

Al netto di qualche ingenuità nel racconto, forse inevitabili vista l’inesperienza di attori e autori, Anna ci ricorda come un altro mondo (seriale) è possibile. Ci ricorda come esistono realtà in cui la qualità della scrittura è premiata, dove non si cercano scappatoie narrative per raggiungere l’obiettivo desiderato ma dove l’obiettivo è l’approdo naturale del racconto.

La miniserie Sky, rilasciata con tutti gli episodi perchè ciascuno possa scegliere come compiere il viaggio di Anna, ci riporta quella potenza mistica delle immagini che già Ammaniti ci aveva fatto vivere con Il Miracolo, in cui ogni scena, ogni inquadratura, ogni battuta è importante e racchiude al suo interno almeno due-tre significati oltre a quello apparente. Un lavoro lungo e corposo di messa in scena, di scrittura, di realizzazione testimonianza di passione e di un senso di necessità di quello che si racconta. Non girare per il gusto di avere un nuovo prodotto da presentare, dimenticato nel giro di pochi giorni, ma per realizzare qualcosa che possa restare nel tempo. Come la sigla Settembre di Cristina Donà. 

Il Cast di Anna

L’esordiente Giulia Dragotto (14 anni, scelta fra oltre duemila candidate) è Anna, Alessandro Pecorella (9 anni, anche lui alla sua prima apparizione in TV) è il fratello Astor. Nel cast anche gli esordienti Clara Tramontano e Giovanni Mavilla, nei panni rispettivamente di Angelica e Pietro, personaggi che Anna incontrerà nel suo cammino, Infine Roberta Mattei (Veloce come il ventoIl Primo Natale) la Picciridduna e Elena Lietti (Il MiracoloTre piani) che interpreta la madre di Anna.

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