Recensione Black Mirror: il commento ai nuovi episodi della quinta stagione

Recensione Black Mirror

Recensione Black Mirror stagione 5: il commento ai tre episodi della nuova stagione: Striking Vipers – Rachel, Jack e Ashley Too – Smithereens

Dopo lo speciale interattivo di Black Mirror, rilasciato da Netflix a dicembre, è arrivata la quinta stagione della serie, che proprio come le prime stagioni è composta solo da tre episodi. Ma è l’unica caratteristica che la quinta stagione di Black Mirror ha in comune con le prime stagioni, perchè il risultato è completamente diverso. Recensione Black Mirror.

Essendo una serie antologica, il commento per Black Mirror deve essere suddiviso per episodi che hanno una trama e un cast diversi. Precisiamo che non seguono spoiler.

Recensione Striking Vipers – Black Mirror 5×01

Il primo  di questo nuovo ciclo di episodi ha come protagonisti Danny, interpretato da Anthony Mackie dell’universo Marvel, e Karl (Yahya Abdul-Mateen II). Sono due migliori amici che si perdono di vista e che si incontrano qualche anno dopo alla festa di compleanno di Danny. L’episodio o mini-film (dura poco più di un’ora), non è Black Mirror, manca la novità, l’angoscia e la critica alla società. Brooker non ha assolutamente inventato niente di nuovo. Ha ripreso il filone narrativo di San Junipero ha usato una tecnologia che in una versione più semplice esiste anche nel nostro universo e ha raccontato una storia normale, una storia che ha solo sollevato un dilemma sul tradimento.

L’elemento che spicca è un gioco per consolle che permette di vivere le “esperienze di gioco”, se proprio possiamo definirle così, e si è scelto Striking Vipers un gioco che ricorda moltissimo il popolare “Mortal Kombat“. La sensazione, dopo aver guardato l’episodio, è quella di aver guardato un normale film, ben realizzato, con un cast composto da attori molto bravi (un po’ come quasi tutti i film originali di Netflix se vogliamo). Ma niente di più, niente che ricordi Black Mirror. Voto: 6.5 – Davide Allegra.

Gli episodi di Black Mirror dovrebbero sempre lasciare qualcosa nello spettatore, uno spunto di riflessione, un qualche senso, un’idea. Soprattutto dovrebbero darti quel senso di ansia e inquietudine verso un uso distorto e possibile della tecnologia che altrove non troveresti. Charlie Brooker qui sembra più interessato a raccontare le dinamiche tra le persone, i rapporti tra gli esseri umani con la tecnologia ridotta a mero strumento. Non è Black Mirror. Magari è “storie di passioni” “L’umanità” ma non è Black Mirror. Il voto non è negativo perchè preso fuori dal suo essere parte di un’antologia non si può definire un brutto prodotto, voto: 6.5 – Riccardo Cristilli

Recensione Smithereens – 5×02

Il secondo episodio è il migliore del nuovo ciclo. Il protagonista è un tassista o presunto tale interpretato da uno straordinario Andrew Scott che abbiamo già conosciuto nei panni di Moriarty in Sherlock. L’episodio è una sorta di critica alla dipendenza dai social, rappresentati da Smithereens in questo universo. Passiamo l’episodio a chiederci perchè questa persona ha rapito un dipendente di Smithereens, con il solo scopo di parlare col capo per raccontargli la sua storia.

Anche qui manca la novità, la serie aveva già trattato questo argomento nell’episodio Nosedive della terza stagione, usando uno strumento diverso, quello della popolarità e della finzione sui social, per arrivare sempre allo stesso risultato, alla stessa critica. Qui si è scelto di usare la dipendenza e la lezione che ne deriva è che dopo tutto quello che è successo nell’episodio, non cambia nulla, la società ormai è abituata così: arriva la notifica, si legge e la vita va avanti. Voto 7 Davide Allegra.

Smithereens ha un solo grande merito: far conoscere Andrew Scott al pubblico “di massa” che ama Black Mirror e forse ha perso piccoli capolavori come Sherlock (dov’era Moriarity) e Fleabag (dove nella seconda stagione è un magnifico prete). Andrew Scott si prende sulle spalle l’episodio interamente costruito intorno al suo personaggio e ci regala un’interpretazione di alto livello.

Tutto intorno a lui si sprofonda nella banalità di una scrittura da thriller molto semplice, in cui la tecnologia è contemporanea se non quasi passata e molto poco “del futuro” come ci si aspetta da Black Mirror. Non aggiungo altro per non “rovinare” la visione dell’episodio. Voto: 6.5 Riccardo Cristilli

Recensione Rachel, Jack e Ashley Too – 5×03

Che dire dell’episodio con Miley Cyrus, è il più brutto. E’ la storia di una cantante che non ama più fare il tipo di musica che fa, ma è costretta a continuare dalla zia/manager che nel frattempo cerca di drogarla per tenerla in riga, ma lei è intelligente è scopre tutto, e in tutto ciò viene aiutata da una fan e la sorella. La storia ha poi altri protagonisti e risvolti, ma la domanda principale che mi pongo è: perchè Netflix non l’ha rilasciato da solo col titolo: “Rachel, Jack e Ashley Too” un film originale con Miley Cyrus. Non c’è altro da dire. Voto 5 Davide Allegra.

L’episodio Rachel, Jack e Ashley Too ha probabilmente gli elementi tecnologici più interessanti e parzialmente innovativi inseriti però nel contesto di una fiaba Disney (c’è anche la principessa addormentata e la strega cattiva!). Qualche imprecazione e qualche provocazione, oltre alla colonna sonora più ritmata servono a ricordarci che non siamo davanti a un film tv di Disney Channel ma a un episodio di Black Mirror. Ma non bastano per ricordare Black Mirror. Voto 4 Riccardo Cristilli

Commento generale

Il commento generale è sempre lo stesso, quello che facciamo da anni. Black Mirror è cambiato, non è quello che era un tempo ma è diventata una serie di storie, ben fatte, ben recitate, ben girate per carità, che possono vivere benissimo anche separatamente, come film originali di Netflix, al netto di eventuali dettagli che puoi trovare in un episodio (tipo tutti i collegamenti a San Junipero fatti nel primo e terzo episodio). A questo punto la serie non ha motivo di esistere, o potrebbe evolversi in una sorta di spinoff, Mirroring Black Mirror, Lo specchio della società o robe così. Così almeno evitiamo di pensare a quello che è stato. Voto generale agli episodi 6- (6+5,5), li guardi volentieri per passa tempo. Voto a Black Mirror: Non pervenuto, perchè non esiste più. Davide Allegra/Riccardo Cristilli.

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