Recensione Bridgerton, il romanzo rosa ideale per Netflix (e per le feste)

Phoebe Dynevor recensione bridgerton
Cr. LIAM DANIEL/NETFLIX © 2020
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Recensione Bridgerton, la nuova serie prodotta dalla Shondaland di Shonda Rhimes arriva a Natale su Netflix. E’ il momento ideale per la serie, e per Netflix.

Un po’ per richiamare una tradizione della televisione inglese che negli anni 2000 trasmetteva degli speciali di Natale di Downton Abbey, da oggi 25 dicembre su Netflix arriva la prima stagione di Bridgerton, una serie che con Downton Abbey non ha nulla in comune. Creata da Chris Van Dusen (Scandal, Grey’s Anatomy e Private Practice), e prodotta dalla Shondaland di Shonda Rhimes, è il primo progetto parte dell’accordo tra la produttrice e Netflix siglato qualche anno fa.

La prima stagione di Bridgerton è composta da 8 episodi e si ispira alla serie di romanzi omonimi dell’autrice Julia Quinn, dai quali prende spunto per personaggi e storie e ne crea un universo tutto nuovo e per certi aspetti inedito. Ecco un trailer in italiano:

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La trama

Bridgerton segue le vicende di Daphne (Phoebe Dynevor), la figlia maggiore della potente famiglia Bridgerton mentre fa il suo debutto nel competitivo mercato matrimoniale di Regency London. Sperando di seguire le orme dei suoi genitori e trovare il vero amore, le prospettive di Daphne inizialmente sembrano non essere messe in discussione. Mentre suo fratello maggiore inizia a escludere i suoi potenziali corteggiatori, il foglio dello scandalo dell’alta società scritto dalla misteriosa Lady Whistledown pone Daphne sotto una cattiva luce.

Recensione Bridgerton – I Nostri commenti

Quello che si può dire di Bridgerton senza cadere nella trappola del gusto personale è che sicuramente sarà una serie perfetta per il suo pubblico di riferimento. E se consideriamo le recenti Top10 italiane del servizio streaming, quel pubblico Netflix ce l’ha. La serie ha tutte le caratteristiche tecniche e produttive di una serie Netflix ad alto budget, grazie alle quali qualsiasi tipologia di prodotto si presenta “scintillante” e ben realizzato. Qui infatti la ricostruzione di questo universo sia a livello tecnico, tra costumi e scenografie, che a livello di sceneggiatura è forse impeccabile. Il lavoro più grosso probabilmente sta nella sceneggiatura, nel prendere i personaggi e le storie monotematiche dei romanzi, che si focalizzano su certi personaggi, e creare un universo ampio, un universo che non esisteva nella realtà se non nei gli usi e nei costumi di quel periodo. Sta qui l’impronta di una casa di produzione inclusiva e moderna come Shondaland, capace di includere il futuro nel passato, per creare una perfetta fiaba rosa adatta a chi ricerca un intrattenimento leggero per le feste. Per il resto entra in gioco il gusto personale e se questo tipo di storie fa al caso vostro, go for it. Voto 6 Davide Allegra.

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Shonda Rhimes e il suo gruppo di lavoro a Shondaland ha deciso di andare sul sicuro con il primo progetto presentato per Netflix, preparando un facile romanzo rosa ideale per la piattaforma di streaming capace di andare a intercettare quel pubblico che ama gli intrecci da soap, gli sfarzi, gli intrighi che pullulano tra i teen drama di Netflix. E Bridgerton è uno young adult con la qualità di Shondaland con temi e spunti molto più attuali di quanto l’ambientazione possa far pensare, tra ruolo della donna, omosessualità e relazioni sociali. La qualità nelle ricostruzioni non manca, ma tutta la serie è percorsa da un senso di leggerezza e vacuità come quando di nascosto si legge il romanzetto pop che sbanca le classifiche e nessuno ammette di aver letto. Un prodotto leggero, scorrevole, con dialoghi rapidi e dai contorni ironici, ma soprattutto capace di portare una ventata di colore in questo grigio 2020. E se siete curiosi di andare alla fine, di scoprire chi è Lady Whistledown, usate pure senza vergogna quello strumento del diavolo inserito da Netflix, che permette di aumentare la velocità di riproduzione. Ma usatelo con parsimonia in qualche scena inutile o superflua, senza abusarne. Interessante la scelta di rendere brani moderni con atmosfere antiche. Voto 6 Riccardo Cristilli

Proprio il giorno di Natale, spetta a me la parte della severa del gruppo, e vi avviso già: non darò la sufficienza a Bridgerton. A conti fatti, la prima serie Netflix targata Shondaland non mi ha convinta, forse mi aspettavo troppo o forse non l’ho iniziata contestualizzandola correttamente. Mi aspettavo la profondità di Jane Austen e speravo di trovare in Bridgerton gli archetipi e l’emozionalità dei sentimenti dei suoi romanzi a me molto cari (“Ragione e Sentimento” su tutti). Invece, mi sono ritrovata di fronte a un guilty pleasure molto meno convincente (per me ovviamente) di altri. Ma (c’è sempre un ma) se cercate una serie scaccia pensieri, romantica e ricca di sesso e gossip, che strizza l’occhio a Gossip Girl – seppur in un altro periodo storico – Bridgerton è la serie che fa per voi. Leggera quanto basta per svuotare la testa ed evadere dalla realtà, soprattutto in questo periodo.
Voto 5 Giorgia Di Stefano
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