Recensione Domina, su Sky e NOW arriva Olivia Pope dell’antica Roma

Domina
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Domina dal 14 maggio su Sky e NOW in streaming con tutti gli episodi subito disponibili. La storia di Livia Drusilla moglie di Augusto, interpretata da Kasia Smutniak

Arriva su Sky e in streaming su NOW da oggi 14 maggio Domina nuova produzione originale Sky rilasciata con tutti gli episodi subito disponibili in parallelo ai classici doppi episodi settimanali. Otto episodi ambientati nella Roma durante il passaggio dalla Repubblica all’Impero con la presa del potere da parte di Gaio Ottaviano futuro Augusto.

Per differenziarsi rispetto ad altre produzioni simili Sky con Tiger Aspect e Fifthy Fathoms ha puntato su quel punto di vista femminile che negli ultimi anni è predominante nella serialità. E l’attenzione è così concentrata sulla figura di Livia Drusilla interpretata a partire dal terzo episodio da Kasia Smutniak (nei primi due episodi la Livia giovane è Nadia Parkes).

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La voglia di Sky Italia di avere una produzione internazionale ma incardinata nella storia “locale” ha trovato la combinazione perfetta con questa storia di una donna forte, potente, capace di controllare la politica e gli uomini, perfetta per la sensibilità contemporanea. Una “banale” storia romana sarebbe stata sicuramente più complessa da portare in giro per il mondo. (Qui i dettagli della trama, mentre qui le dichiarazioni dalla conferenza stampa).

Livia Drusilla, Olivia Pope a.C.

Il contesto, passato e presente, che circonda Domina è quindi dominante (perdonate il voluto gioco di parole) per questa serie tv descritta come una miniserie ma che per come è strutturata e pensata potrebbe andare avanti per più stagioni. In un mondo in cui ogni mese spuntano come minimo 10 nuove serie tv (quando siamo fortunati) per spiccare sopra gli altri e poter conquistare una fetta di spettatori c’è sempre bisogno di trovare una chiave di lettura capace di far breccia nell’agone mediatico. La storia di una donna romana, per lo più sconosciuta, soffocata da una storiografia maschile e maschilista è facilmente divulgabile.

Inserita in un contesto storico accurato e preciso che offre spunti infiniti per i racconti di finzione vista la natura lasciva, gli intrighi politici, gli amori e i legami familiari del mondo romano, la storia di Livia Drusilla si trasforma in un procedurale di stampo americano. Come una novella (anzi antica) Olivia Pope di Scandal, Livia Drusilla si prodiga in intrighi, intrecci, incontri e manipola chi la circonda per raggiungere il proprio obiettivo: difendere i suoi cari, mantenere il potere, restaurare la repubblica (anche se questa componente sarà sempre più sfumata). Dopo le prime due puntate da giovane in cui educata dal padre che l’ha cresciuta da solo come fosse un maschio, è dalla terza puntata nella fase adulta che in ogni puntata Livia si trova davanti un problema da risolvere che ne mette a rischio il potere acquisito.

Ad aiutarla Antigone, una schiava africana liberata, unico personaggio totalmente inventato della storia e inserito (spiace dirlo) per rispondere all’esigenza contemporanea di diversità. Antigone è lo strumento che permette a Livia di raggiungere i propri scopi, capace spesso di anticiparne le sue stesse esigenze e insieme all’altro schiavo liberto Ticone, che rappresentano gli Huck e Abby di Scandal.

Simon Burke si affida a una struttura consolidata, facilmente identificabile per il pubblico internazionale, infilando qua e là quelle scene di sess0, sangue e violenza che ti aspetti da una serie tv ambientata in quel periodo storico.

Domina il buio oltre la tecnica

L’incontro tra talenti italiani e stranieri è nettamente vinto dai nostri e non per amor di patria. La componente tecnica dai costumi alle scenografie, fino alla splendida ricostruzione di Roma presente all’interno di Cinecittà (e visitabile durante le visite guidate agli Studios) formano una confezione perfetta, impeccabile per Domina, ma la sceneggiatura non regge l’urto. Il risultato finisce per essere quello di un vestito di un buon negozio infilato in una busta di una grande firma.

La Storia con la S maiuscola prevale sul racconto e le scelte compiute per esaltare la figura di Livia Drusilla spesso sembrano dettate dal caso più che da una sua capacità strategica. Voce che sussurra nell’orecchio di Augusto, Livia finisce per essere complice della presa del potere di un tiranno, quell’idea dell’uomo forte, capace di proteggere la democrazia ma che finisce per metterla in soffitta ha forti rimandi con il presente ma viene oscurato dalle dinamiche da soap opera di prima serata. La figura più interessante, scheggia impazzita in uno schema consolidato, risulta essere Tiberio, giovane figlio di Livia dai tratti vicini a quelli di uno psicopatico, che diventerà un imperatore attento e prezioso per consolidare l’Impero ereditato dal patrigno. A conferma di come gli spunti nella storia romana sono potenzialmente infiniti.

Il Cast

  • Kasia Smutniak è Livia Drusilla
  • Nadia Parkes è Livia da giovane nei primi 2 episodi
  • Matthew McNulty è il futuro imperatore Gaio Ottaviano
  • Tom Glynn-Carney è Ottaviano giovane nei primi due episodi
  • Claire Forlani è Ottavia, sorella di Gaio;
  • Christine Bottomley è Scribonia, prima moglie di Gaio nonché acerrima nemica di Livia;
  • Colette Dalal Tchantcho è Antigone, prima fidata ancella di Livia e poi donna libera sua confidente;
  • Ben Batt è Agrippa, amico d’infanzia di Gaio Ottaviano, suo generale e poi console.
  • Liam Cunningham è Livio padre di Livia Drusilla
  • Isabella Rossellini è Balbina

La serie è stata ideata e scritta da Simon Burke (Fortitude, Strike Back). Con lui alla sceneggiatura anche Nicola Wilson, Emily Marcuson e Namsi Khan. Dietro la macchina da presa Claire McCarthy (OpheliaThe Luminaries), che guida un team di regia completato da David Evans (Downton AbbeyCucumber) e Debs Paterson. La premio Oscar Premio Gabriella Pescucci ha curato i costumi della serie, Luca Tranchino (Prison Break) alla scenografia, Katia Sisto (Penny Dreadful) al make-up e Claudia Catini (Trust: Il rapimento Getty) all’hair design.

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