Recensione Jupiter’s Legacy, la serie Netflix guarda oltre il costume del supereroe

jupiter's legacy
Credit: ADAM ROSE/NETFLIX © 2021
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Recensione Jupiter’s Legacy, la serie tratta dai fumetti di Mark Milla e Frank Quietly dal 7 maggio su Netflix.

Da venerdì 7 maggio 2021 su Netflix si torna nel campo dei supereroi con la nuova serie Jupiter’s Legacy. Si tratta della prima serie tratta dai fumetti omonimi di Mark Millar e Frank Quietly, parte di un accordo complessivo che la piattaforma ha con Millar. Un superhero drama che attraversa decenni e percorre le complesse dinamiche della famiglia, del potere e della lealtà.

Steven S. DeKnight (Daredevil) era showrunner della serie, ma lasciò il progetto a settembre 2019. Le riprese sono poi terminate a gennaio 2020 con alla guida Sang Kyu Kim. A gennaio 2021 sono state girate alcune scene ulteriori. Ecco un trailer in italiano:

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Jupiter’s Legacy, la trama

La vicenda attraversa i decenni e vede al centro la prima generazione di eroi che ha ottenuto i poteri negli anni ’30 su una misteriosa isola, proteggendo da allora il pianeta. Oggi sperano che i loro figli possano raccoglierne l’eredità diventando eroi a loro volta, cercando, al tempo stesso, di non rovinare l’immagine di supereroi con atteggiamenti da figli viziati di super…ma star. I ragazzi proveranno a cercare il proprio posto nel mondo sfidando l’ombra e l’autorità dei genitori.

Recensione Jupiter’s Legacy – I nostri commenti

Jupiter’s Legacy fa parte di quella categoria di serie tv con supereroi che abbandona i canoni di una serie di questo tipo, per concentrarsi più sui personaggi, sulle loro caratteristiche da comuni mortali, sui loro rapporti interpersonali, quindi i legami familiari e affettivi in generale. In Jupiter’s Legacy il nemico è la vita e tutte le complessità che ne derivano, non bisogna quindi aspettarsi il classico action con effetti speciali, cattivi da uccidere e il mondo in pericolo. L’universo di Jupiter’s Legacy è diverso si prende tutto il tempo per raccontare come i personaggi sono arrivati al nostro presente e ne racconta le sfide, le evoluzioni che in qualche modo vanno a giustificare le azioni di quelle briciole del presente che scopriamo a poco a poco durante la prima stagione.

Jupiter’s Legacy è una serie parlata, è come un racconto di un nonno al nipote, che ne spiega l’origine raccontando di un passato segnato dalla Grande Depressione del 1929 quando i protagonisti erano ancora persone normali alle prese con problemi nomali. E’ una serie in cui il supereroe parla con lo psicologo per capire come funziona e ragiona il mondo, un po’ come oggi ci chiediamo come si possa cedere a teorie strampalate che hanno fatto la fortuna di movimenti sovranisti e populisti. Jupiter’s Legacy e si inserisce, meglio di altre serie, in quel modello Netflix che usa intere stagioni per realizzare degli enormi prologhi, che costruiscono le fondamenta di una storia che verrà raccontata nelle stagioni successive. In Jupiter’s Legacy probabilmente mancano quegli elementi pop che spesso si ritrovano nelle serie di Netflix, al contrario è molto discorsiva, cosa che ne riduce il ritmo, ma può essere un buon intrattenimento per chi ricerca proprio queste qualità in una serie tv. Voto 7. Davide Allegra.

Jupiter’s Legacy è una serie tv strana, ti colpisce, si fa seguire ma al tempo stesso ti allontana. Uno di quei casi in cui si vede che ci sono state più persone che vi hanno rimesso mano, in alcune puntate il montaggio che alterna passato e presente è incoerente, sfasato, senza alcun legame, come se fossero due serie tv in una. Al tempo stesso però è una serie che sorprende perchè prende i canoni del mondo dei fumetti e degli eroi e li asciuga dei fronzoli visivamente più accattivanti per concentrarsi sul racconto. E in particolare sull’origine dei supereroi e dei loro poteri, la parte più convincente e interessante proprio perchè diversa dal solito.

Negli otto episodi di varia durata, Jupiter’s Legacy alterna family drama, teen drama, period drama, adventure mescolando tutto senza una grossa coerenza ma in qualche modo trovando una formula per cui possa essere guardato. Il rischio però è di non trovare il pubblico giusto, di perdersi quegli spettatori più easy di Netflix in cerca del nuovo meme da ricondividere, senza catturare gli amanti della serialità più matura, verbosa, riflessiva. Infatti la serie è in grado di alternare una scazzottata a una riflessione morale sul ruolo degli eroi nella società contemporanea e sulla loro presenza nel passato, andando a toccare quel grosso elefante nella stanza del “se ci sono supereroi perchè ci sono state grandi tragedie, terrorismo, guerre, campi di concentramento” trovando una risposta inevitabile quanto semplicistica. E il rischio moralismo è dietro l’angolo non solo attraverso le parole ma anche nell’immaginario costruito dal racconto. Sicuramente è una serie che ha bisogno di una seconda stagione per trovare una giusta quadratura e un equilibrio dopo il lungo prologo appena rilasciato. Voto 6.5 Riccardo Cristilli

Il cast

  • Josh Duhamel è Sheldon Sampson / The Utopian,
  • Ben Daniels è Walter Sampson / Brainwave, fratello maggiore di Sheldon
  • Leslie Bibb è Grace Sampson / Lady Liberty, moglie di Sheldon
  • Elena Kampouris è Chloe Sampson, figlia di Grace e Sheldon
  • Andrew Horton è Brandon Sampson / Paragon, figlio di Grace e Sheldon
  • Mike Wade è Fitz Small / The Flare,
  • Matt Lanter è George Hutchene / Skyfox
  • Tenika Davis è Petra Small, figlia di Fitz
  • Anna Akana è Raikou,
  • Tyler Mane è Blackstar
  • Chase Tang è il cattivo Baryon
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PANORAMICA RECENSIONE
Davide Allegra
7
Riccardo Cristilli
6.5
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