Recensione Lupin, la serie disponibile dall’ 8 gennaio su Netflix, alla ricerca di una sua identità

Lupin

Recensione Lupin, la serie originale francese di Netflix che strizza l’occhio al ladro gentiluomo, che non ha ancora trovato la sua identità. La serie è disponibile dall’8 gennaio

Dall’8 gennaio su Netflix arriva Lupin, una serie originale francese che potrebbe ingannare a primo impatto lo spettatore, visto che il riferimento a Arsenio Lupin è chiaro. Il protagonista della serie, interpretato da Omar Sy (Quasi Amici), non è Lupin, ma è un uomo con una sua storia che ha sviluppato l’ossessione per i romanzi, tanto da imitarlo nella vita.

La serie, prodotta da Gaumont, è stata creata da George Kay in collaborazione con François Uzan e diretta da Louis Leterrier. La prima parte con il sottotitolo Dans l’ombre d’Arsène, sarà composta da 5 episodi. Ecco un trailer in italiano:

Lupin, la trama

Da adolescente, la vita di Assane Diop è stata sconvolta quando suo padre è morto dopo essere stato accusato di un crimine che non aveva commesso. 25 anni dopo, Assane userà il libro “Arsène Lupin, ladro gentiluomo” come ispirazione per vendicare suo padre.

Recensione Lupin – Parte 1, i nostri commenti

Permettetemi una citazione dal gusto molto pop ma che rende nel migliore dei modi l’impressione avuta con Lupin “bene ma non benissimo”. Perchè la serie originale francese di Netflix si appoggia sulle solide spalle del suo protagonista, un Omar Sy che ha la fisicità ideale per questo ruolo di ladro gentiluomo e bonaccione, ma non sa bene cosa voglia essere da grande. Lupin è un intrattenimento piacevole come tutti i film e le serie con al centro ladri, rapine e truffatori che giocano su soluzioni inaspettate e risvolti imprevedibili, ma non calca troppo sull’aspetto spettacolare e più guascone, perdendo di ritmo dopo il primo entusiasmante episodio. Al tempo stesso però nel suo tentativo di essere più maturo, più serializzato e meno procedurale, di darsi un’anima coerente e una storia di fondo interessante, pecca di superficialità scadendo nel già visto. Così Lupin finisce per vivacchiare nel limbo di entrambi, risultando piacevole da vedere soprattutto visti i soli 5 episodi della prima parte ma senza entusiasmare. Voto 6.5 Riccardo Cristilli

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E chiaro che Lupin è parte di quella categoria di intrattenimento leggera, godibile, da bingiare, da Netflix quindi. E’ la serie a cui non si può dire nulla dal punto di vista tecnico, capace di sfruttare i punti di forza del luogo in cui è ambientata (la bellissima Parigi), ma che in questo caso non è riuscita a decidersi sul tono da usare per raccontare la sua storia. Assistiamo a frequenti “sbalzi d’umore”; da momenti seri, che tentano di raccontare uno spaccato culturale diverso da quello che conosciamo, a momenti più di decoro come quando assistiamo all’indagine di una polizia totalmente incapace e composta da personaggi macchietta.

Sia chiaro è un buon intrattenimento, quel tipo di serie da guardare magari perchè si trova in top ten e si è curiosi di capirne il motivo, e a fine stagione ci si arriva senza alcuno sforzo. Ma è difficile dire in quale realtà è ambientata perchè a volte sembra reale, quando si sforza nel sembrare qualcos’altro, spesso invece è abbastanza banale e inverosimile. Basterebbe semplicemente decidersi sull’uno o l’altro tono, giusto per capire se giustificare o meno i tanti risvolti banali che accettiamo spesso solo nei cartoni animati. Voto 6 Davide Allegra.

La cosa che più ho apprezzato di questa serie è stata il fatto di ispirarsi al mito (di Lupin) ma in una veste tutta nuova, capace di rendere contemporaneo un personaggio che ha oltre un secolo di età. Da lettrice delle opere di Maurice LeBlanc (da bambina le adoravo!) ho apprezzato il tentativo di Kay e Uzan di intraprendere una via nuova per omaggiare le gesta del ladro gentiluomo. Omar Sy è perfetto nel ruolo che gli è stato assegnato: magnetico e insolente, riesce a rendere al meglio il savoir faire di Arsenio Lupin, senza mai stonare e la sua performance risulta davvero convincente. E poi sullo sfondo c’è una Parigi incantevole, tra il Louvre, i vicoletti e i giardini di Lussemburgo, che fa da cornice a questa storia avvincente seppur non originalissima. Cinque episodi scorrevoli e gradevoli, che fanno il loro dovere: intrattenere. Potentissimi il primo e il quinto episodio (con un finale apertissimo!) con i tre nel mezzo che approfondiscono la storia di Assane e della sua famiglia. Azzeccati anche i personaggi secondari, compresi gli agenti di polizia imbranati. Per me questo Lupin è un gran bel sì!  Voto 7 Giorgia Di Stefano
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Il Cast

Oltre a Omar Sy nei panni del protagonista, nel cast di Lupin troviamo anche Hervé Pierre, Nicole Garcia, Clotilde Hesme, Ludivine Sagnier, Antoine Gouy, Shirine Boutella e Soufiane Guerrab.