Recensione Petra, la serie Sky con Paola Cortellesi non rinnega la cura dei prodotti della piattaforma

recensione Petra
foto di Luisa Carcavale

Recensione Petra, la serie Sky con Paola Cortellesi in onda dal 14 settembre su Sky Cinema 1 e in streaming su Now TV.

Da lunedì 14 settembre su Sky Cinema 1 e Sky Atlantic, e in streaming su Now TV, debutta Petra, la nuova serie originale di Sky, con la prima delle quattro storie previste. Petra è una collezione di storie gialle, il cui formato richiama quello de I Delitti del BarLume, composto da stagioni di mini-film collegati tra loro, in questo caso quattro.

La serie, si ispira ai romanzi di Alicia Giménez-Bartlett (in Italia pubblicati da Sellerio), è prodotta da Cattleya in associazione con Bartlebyfilm. Petra è stata girata in parte a Genova con il supporto della Genova-Liguria Film Commission, ed è diretta da Maria Sole Tognazzi. La serie è scritta da Giulia Calenda, Furio Andreotti e Ilaria Macchia. Una sceneggiatura è firmata anche da Enrico Audenino. Ecco il trailer:

Petra, la trama

La protagonista è Paola Cortellesi che presta il volto a Petra Delicato, un’ispettrice della mobile di Genova, che dall’archivio si ritrova catapultata in prima linea a risolvere dei casi di omicidio e di violenza, assieme al viceispettore Antonio Monte – interpretato da Andrea Pennacchi – poliziotto vecchio stampo prossimo alla pensione, ricco di saggezza umana e di grandi intuizioni.

Due matrimoni falliti alle spalle, libera da legami sentimentali, fuori dagli schemi e alla continua ricerca del suo posto nel mondo, Petra, grazie al nuovo incarico che la porterà ad affrontare nuove sfide, saprà rimettersi in gioco non solo professionalmente. La sua franchezza, i suoi modi diretti e spesso sbrigativi, la sua ironia pungente e sagace caratterizzeranno anche il rapporto con il collega Monte con il quale, nonostante le numerose differenze caratteriali, costruirà una solida affinità professionale oltre che una sincera amicizia.

Recensione Petra, i nostri commenti

Durante la conferenza stampa di presentazione (qui il resoconto) Nicola Maccanico di Sky ha confuso i presenti parlando di Petra come un tassello della strategia di Sky di allargare il perimetro delle proprie serie tv, cercando prodotti più popolari. Guardando Petra è facile capire il senso di questa dichiarazione: creare prodotti con nomi di richiamo ma sulla scia della qualità solita di Sky. Petra è un prodotto molto curato, adeguato alla media attuale dei prodotti d’autore di livello europeo e internazionale.

L’ambientazione è perfetta, una Genova pastosa, oscura come la sua protagonista, ma al tempo stesso aperta al mondo come la serie che ospita. Regia, fotografia e adattamento complessivo della serie sono impeccabili, ma la ricerca della perfezione nella creazione di un personaggio spigoloso, scostante risulta a tratti troppo artificiosa, costruita, quasi falsa. E in questo, spiace dirlo, non aiuta la scelta di Paola Cortellesi. Nel primo episodio la sua Petra è troppo carica, troppo caricaturale e poco reale, per fortuna nel corso degli episodi in particolare nel terzo e nel quarto tutto si normalizza e il personaggio risulta più naturale, più fluido. Menzione d’onore per Andrea Pennacchi e il suo Monte: personaggio memorabile e perfetto.
Voto 7- Riccardo Cristilli

Guardando Petra, personalmente ho pensato un po’ a Rocco Schiavone: entrambi due personaggi complessi, fuori dagli schemi, incuranti degli altri, decisi ad andare dritti per la loro strada. Paola Cortellesi funziona nel ruolo e, seppur non risulti sempre credibile al 100% (ammettiamolo, siamo troppo abituati a vederla in ruoli completamente diversi), la sua Petra è un personaggio convincente e affascinante. Da non appassionata di crime, ho faticato a lasciarmi trasportare dalle storie raccontate nei singoli episodi, innegabilmente ben scritte e ben dirette.

La fotografia è la vera carta vincente della serie perché riesce a conferire a Genova, città notoriamente luminosa e colorata, un’immagine invece cupa e scura, proprio come la Barcellona dei romanzi. Ed è proprio una Genova nuova e diversa da come siamo abituati a vederla, il “personaggio” che più ho amato in Petra.

Voto 6,5 – Giorgia Di Stefano
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Petra è il crime col nome noto che mancava a Sky come tipo di prodotto e che potrebbe andare avanti per molto, sulla scia dei Delitti del Bar Lume o di Montalbano sulla Rai. Proprio su quella falsariga si tratta di quattro episodi da un’ora e venti, quindi dei mini film perché realizzati per Sky Cinema. Questo è l’aspetto che personalmente più mi è pesato, anche se strategicamente azzeccato. Detto ciò, Paola Cortellesi non mi è dispiaciuta nel ruolo anche se siamo così abituati a vederla in tutt’altro e facciamo un po’ di fatica da spettatori, però da subito conquista con la sua irriverenza. Il primo episodio funge da pilota e quindi viene detto tutto troppo e troppo in fretta poi il ritmo si ammorbidisce. Interessanti i casi a tema “femminista” scelti altrettanto strategicamente per dare un’impronta quasi da SVU alla serie. A colpire è il tono visivo dato alla serie, dalla bellissima sigla animata alla fotografia che mostra i vicoli oscuri e bui di Genova, che dà quel respiro europeo alla serie, piuttosto che la luce che normalmente la caratterizza. Anche io faccio una menzione speciale per l’Antonio Monte di Andrea Pennacchi, adorabile anche se un po’ macchietta, e per il marito n.2 di Petra. Voto 7 Federico Vascotto