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Recensione Ratched, Ryan Murphy ricicla materiale da Horror Story per le origini dell’infermiera di Qualcuno volò sul nido del cuculo

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Recensione Ratched, su Netflix da venerdì 18 settembre le origini dell’infermiera di Qualcuno volò sul nido del cuculo rilette da Ryan Murphy

Nuovo capitolo nella lunga filmografia di Ryan Murphy in arrivo su Netflix, dal 18 settembre il prolifico autore ci porta negli anni ’40 per raccontarci le origini dell’infermiera Mildred Ratched, personaggio creato da Evan Romansky in Qualcuno volò sul nido del cuculo. 

Originariamente il progetto, prodotto con Fox 21 e ordinato prima dell’accordo tra Murphy e Netflix (che vedrà i suoi primi frutti con il film The Prom) era stato ordinata in 2 stagioni da 9 episodi ciascuna ma qualcosa nel frattempo è modificata visto che sono stati annunciati 8 episodi. Di seguito trovate i nostri primi commenti alla serie.

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Recensione Ratched – I Nostri Commenti

Qualcuno fermi Ryan Murphy e la sua squadra. Se ha degli amici, parenti, familiari, qualcuno gli dica di prendersi una pausa, magari bastano anche pochi mesi, rimettere inseme le idee per poi ripartire. Le sue serie tv sono ormai diventate un genere a parte, una melassa di trash elegante, soap opera d’autore, horror splatter e personaggi fin troppo sopra le righe per risultare credibili. Il favoloso mondo di Murphy esiste solo nella sua testa e crea questo universo parallelo in cui vivono le sue serie tv che hanno tutte uno stesso stile, una stessa impronta di base, temi che si ripetono, situazioni e personaggi che sembrano confondersi.

Ratched, arrivando dopo una lunga serie di freaks creati da Murphy, risulta l’ennesima copia non aggiungendo nulla a quanto già visto. Anzi l’impressione è di trovarsi di fronte a una stagione scartata da FX di American Horror Story. Tutto è spinto all’estremo per cercare di stupire ancora, ma l’effetto generato è esattamente l’opposto. Non c’è un personaggio che risulti vero oltre l’effetto caricatura. In tutto questo la storia non esiste, la sceneggiatura è labile come quella di uno stanco film tv, in cui all’insaputa della produzione è stato inserito l’horror. Voto 4, Riccardo Cristilli

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Dell’universo “murphiano” è da considerare ormai un genere a se, composto da prodotti difficili da inquadrare in un genere ben preciso, che sforna prodotti tutti uguali tra loro. Ratched fa parte di questo standard, dovrebbe essere un horror se vogliamo inquadrarla in un genere, ma quella perfezione stilistica delle serie di Murphy, mal si concilia con la “sporcizia” necessaria a un horror, presente spesso in American Horror Story, ma che qui manca. I colori pastello, la ricerca della perfezione in ogni singolo dettaglio – non c’è un capello fuori posto, un vestito sgualcito, un personaggio imperfetto nell’aspetto fisico, c’è una regia spettacolare, con riprese straordinarie della location scelta per la serie – è l’elemento di spicco di Ratched. Il problema principale però è la sceneggiatura e in particolare nel personaggio della protagonista interpretata da Sarah Paulson.

La sua Ratched è tutto: è femminista, manipolatrice, progressista, cattiva, gentile a seconda dei suoi interessi. Ma non è folle, quella caratteristica che serve al personaggio per inquadrare la serie in quel genere che gli viene attribuito. Ratched di fatto è una soap opera classica, tecnicamente perfetta è innegabile, ma che non aggiunge elementi di novità nel panorama seriale attuale. E’ semplicemente un’altra serie con una protagonista manipolatrice disposta a tutto per raggiungere i suoi obiettivi, che vive in un universo poco identificabile nello spazio, nel tempo e nel genere, abitato da personaggi sopra le righe, con interpretazioni sopra le righe. Una storia come tante e non ne avevamo bisogno. Voto 4, perchè la scusante del “tecnicamente perfetto” ormai non è più una scusa. Davide Allegra.

La noia più totale, questo in poche parole è Ratched. Mildred è uno dei peggiori personaggi degli ultimi anni: posticcia, prevedibile, banale come poche. La stessa Paulson risulta troppo carica ed esagerata nel ruolo, per nulla credibile o convincente. I colori pastello, per quanto splendidi in altre opere di Murphy, hanno decisamente stancato, sa tutto di trito e ritrito, soprattutto nella regia.
Il destino di Ryan sembra segnato, un po’ come quello di Woody Allen qualche anno fa: creare prodotti uno dopo l’altro, puntando sulla quantità, sacrificando la qualità narrativa. Il risultato? Serie (o film) trascurabili e per nulla all’altezza dei lavori precedenti. La sceneggiatura è debole, l’utilizzo della musica prevedibilissimo, i colpi di scena banali e scontati.
Tutto ciò rende Ratched la (brutta) copia sbiadita del Ryan Murphy di qualche anno fa. Peccato.
Come hanno scritto sopra: un reset e restart non gli farebbe affatto male.
Voto 4, Giorgia Di Stefano
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Io mi ritrovo sempre ad essere il bastian contrario della redazione. O meglio, anche a me Ratched ha deluso e non ha convinto ma non ai livelli estremi di chi mi precede, anche perché, come spesso accade in questi tempi seriali “fitti”, non è tutto da buttar via. In Ratched Ryan Murphy sembra aver usato solamente il pretesto di un personaggio preso in prestito dalla storia del cinema e della letteratura e averlo “scomodato”senza una reale motivazione artistica alla base per parlare di se e dei temi che gli stanno a cuore, che sono sempre quelli anche se in un contesto diverso (ma che in parte avevamo già visto in Asylum). Sarah Paulson ottiene l’effetto “abusata” come personaggio del Murphyverse e la perfezione quasi maniacale di ogni inquadratura doveva essere sporcata… anche se l’intenzione di Murphy non credo fosse fare un thriller claustrofobico ma piuttosto un drama puro, leggermente ibrido. E, incredibile che sia io a dirlo, ma il fatto che sia una serie e non una limited series non fa bene alla sua natura, dato quel finale buttato lì senza un vero perché (soprattutto perché chiunque abbia visto il film conosce il seguito). Sul fatto che Murphy non abbia più niente da dire non sono d’accordo, in parte Hollywood e soprattutto la sorprendente seconda stagione di The Politician dicono il contrario. Quindi Ryan, riposati e torna da noi più carico che mai, con la scusa del Covid forse puoi fare una pausa! Voto 6 Federico Vascotto

La trama ufficiale

Creata da Ryan Murphy con Ian Brennan, è una serie drammatica dalle venature horror, che racconta le origini di Mildred Ratched, infermiera di un istituto psichiatrico.

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Nel 1947, Mildred arriva nella California del Nord per trovare lavoro in un importante ospedale psichiatrico, dove vengono realizzati nuovi ed inquietanti esperimenti sulla mente umana. La donna ha in realtà una sua agenda e sotto l’aria da perfetta infermiera si nasconde bene altro e man mano che riesce ad infiltrarsi sempre di più all’interno del sistema sanitario mentale, il suo aspetto elegante lascia spazio ad una realtà molto oscura, che dimostra che i mostri possono non solo nascere, ma anche essere creati.

Il cast di Ratched

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  • Sarah Paulson (Mildred Ratched),
  • Cynthia Nixon (Gwendolyn Briggs),
  • Judy Davis (Betsy Bucket),
  • Sharon Stone (Lenore Osgood),
  • Jon Jon Briones (Dr. Richard Hanover),
  • Finn Wittrock (Edmund Tolleson),
  • Charlie Carver (Huck),
  • Alice Englert (Dolly),
  • Amanda Plummer (Louise),
  • Corey Stoll (Charles Wainwright),
  • Sophie Okonedo (Charlotte)
  • Vincent D’Onofrio (Gov. George Wilburn).
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Ratched racconta le origini di Mildred Ratched, infermiera di un istituto psichiatrico, personaggio di Qualcuno volò sul nido del cuculoRecensione Ratched, Ryan Murphy ricicla materiale da Horror Story per le origini dell'infermiera di Qualcuno volò sul nido del cuculo