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Royalteen: la principessa Margrethe, su Netflix il sequel che prende una strada diversa – La recensione

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Ci eravamo lasciati con un principe norvegese accoppiato e contento nonostante tutto e con un film talmente assurdo da fare il giro e risultare d’intrattenimento. Royalteen, uscito ad agosto 2022, ha adesso un sequel. Si intitola Royalteen: la principessa Margrethe ed è disponibile su Netflix a partire dall’11 maggio. Come il suo predecessore, anche questo film è tratto dalla serie di romanzi young adult scritta da Randi Fuglehaug e Anne Gunn Halvorsen. É diretto dalla regista Ingvild Søderlind e sceneggiato da Ester Schartum-Hansen, Marta Huglen Revheim e Per-Olav Sørensen. Siamo abbastanza sicuri che finirà nella Top Ten di Netflix, e se lo merita già di più del primo film.

Royalteen: la principessa Margrethe la trama: un altro punto di vista

Mentre Kalle si gode la sua storia d’amore ormai felice, Margrethe ha vissuto un periodo molto difficile. Durante il ballo studentesco ha abusato di alcol e sostanze, ed è finita all’ospedale. I suoi genitori non hanno voluto che venisse seguita da uno psichiatra, per non danneggiare l’immagine della famiglia, e adesso la ragazza è tornata a scuola senza nessun tipo di aiuto o assistenza. Molto più percettiva del fratello, Margrethe sa benissimo che nella sua famiglia c’è qualcosa che non va, ma cerca di pensarci il meno possibile. Si butta in avventure spericolate, continua ad abusare di pillole ed è spaventata a morte che il ragazzo che al famoso ballo le ha fornito le sostanze pubblichi sul web dei video che potrebbero risultare compromettenti.

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Dopo averlo affrontato un paio di volte e dopo essere stata rifiutata dal principe danese a cui pensava di piacere, e troppo timorosa della sua cotta per il dolcissimo e talentuoso Arnie per fare qualcosa a riguardo, il video viene pubblicato. Margrethe si trova a dover affrontare i genitori e il mondo. Come ne uscirà?

Royalteen La recensione: il secondo è meglio del primo

C’è un miglioramento. Sarà che questo film è meno assurdo rispetto al primo. Sarà che Margrethe è un personaggio più sfaccettato di Kalle, o almeno ci prova. Sarà che la sua storia è più complessa, e fa i conti finalmente con quella della famiglia. Mentre Kalle e signora rimangono sullo sfondo, Margrethe deve gestire se stessa e i suoi errori, lo spettro della malattia della madre, dei tradimenti del padre e dell’immagine che la famiglia reale deve dare alla Norvegia e al mondo. Se il primo film gettava tutto questo su Lena, che però lo vedeva da fuori, il secondo ce lo fa vedere da dentro.

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Non abbiamo di fronte un bel film, ma sicuramente abbiamo di fronte un film migliore. Che la parabola di Margrethe sia assolutamente inverosimile (cosa la fa cambiare così profondamente e repentinamente? La paura? Il perdono dei sudditi?) e pericolosa (avrebbe dovuto chiedere aiuto psicologico) non importa. Nei modi e nelle velleità Royalteen: la principessa Margrethe è un passo avanti. Piccolo.

Il trailer

Il cast

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Elli Müller Osborne è la principessa Margrethe, Sammy Germain Wadi interpreta Alexander, il principe danese. Amalie Sporsheim è Ingrid, una delle migliori amiche della nostra protagonista. Filip Bargee Ramberg è Arnie, Ines Høysæter Asserson è Lena e Mathias Storhøi e il suo fidanzato e protagonista del primo film, il principe Kalle. Nel cast anche Kirsti Stubø, che interpreta la regina, e Frode Winther (il re).

Royalteen: la principessa Margrethe, su Netflix il sequel che prende una strada diversa

La recensione

Non abbiamo di fronte un bel film, ma sicuramente abbiamo di fronte un film migliore. Che la parabola di Margrethe sia assolutamente inverosimile (cosa la fa cambiare così profondamente e repentinamente? La paura? Il perdono dei sudditi?) e pericolosa (avrebbe dovuto chiedere aiuto psicologico) non importa. Nei modi e nelle velleità Royalteen: la principessa Margrethe è un passo avanti. Piccolo.

Voto:

5.5/10
5.5/10
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