Un primo piano stretto sull’occhio di Nicole Kidman, con i capillari dell’iride ben evidenti e delineati a rendere in modo vivido il poco sonno della protagonista Kay Scarpetta, è un’inquadratura emblematica della serie tv in 8 puntate tutte (ahimè) in arrivo su Prime Video l’11 marzo. L’attenzione per i dettagli è una delle caratteristiche di questa serie tv, adattamento dei romanzi di Patricia Cornwell che ha raccontato come da anni molti provassero a realizzare adattamenti cinematografici o seriali ma senza successo, finché la sua amica Jamie Lee Curtis le ha chiesto se i diritti fossero disponibili. Una volta ottenuta la risposta affermativa, ha coinvolto Blumhouse e si è ritagliata il ruolo della sorella sopra le righe Dorothy Scarpetta.


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Scarpetta è un piccolo miracolo nella serialità contemporanea. Una serie che lavora di profondità, non ha fretta di concludere, accavalla linee narrative lasciando che sia lo spettatore a farsi strada nel proprio racconto. Non è piegato ai voleri del pubblico, ma crea una sua narrazione per costruire una sua identità. Scarpetta entra subito nel vivo dell’azione, incontriamo la dottoressa di origini italiane proprio nel giorno, o meglio nella notte, in cui è tornata a riprendere le redini dell’ufficio legale della Virginia. In parallelo ci viene mostrato il passato, siamo nel 1998 e Kay Scarpetta da poco nominata a capo di quello stesso ufficio, è alle prese con il caso di un serial killer che sta sconvolgendo la contea e che le mette tanta pressione. Lei, unica donna in un mondo di uomini, deve tenere testa ai colleghi che provano a ostacolarla, cercando però di risolvere il caso.
Quasi trent’anni dopo, il primo caso che dovrà affrontare alla guida dello stesso ufficio che aveva lasciato in passato, ha inquietanti corrispondenze proprio con quella prima indagine. Qual è la verità? In un continuo rimando tra passato e presente, la storia si allarga all‘universo familiare di Kay Scarpetta, alla sorella Dororthy, all’adorata nipote che ha praticamente cresciuto, al marito agente FBI, al detective Pete Marino passato da collega a cognato. E in entrambi i piani temporali la donna protagonista deve sempre dimostrare più degli uomini, perchè saranno anche passati trent’anni ma la situazione purtroppo da quel punto di vista non è cambiata.

Scarpetta è una gioia per gli occhi. Una serie tv scritta alla perfezione, in cui i movimenti di macchina si spostano insieme allo sguardo dello spettatore, cambiando improvvisamente fuoco e prospettiva. Una serie tv recitata alla perfezione, con un cast cesellato divinamente a partire da una Nicole Kidman in stato di grazia, un Bobby Cannavale che è perfetto nella parte dell’uomo sopraffatto dalla vita, una Jamie Lee Curtis che si diverte in un ruolo che ne esalta la prorompente vitalità.
La serie tv di Prime Video fin da subito instaura un patto con lo spettatore, gli promette onestà in cambio della sua attenzione. Scarpetta non nasconde, ostenta il dolore, la sofferenza, la crudeltà, la cattiveria, non risparmia i particolari più cruenti ma li mette in mostra per evidenziare la freddezza analitica della sua protagonista. Nell’affastellarsi di ipotesi, sospetti, indagini, la serie ci trascina nella mente dei suoi personaggi, mostrando quel lato più fragile e oscuro che è in ciascuno di noi ma che tendiamo a nascondere.
Scarpetta sa essere anche un family drama, mettendo al centro una famiglia disfunzionale e caotica, in cui le emozioni esplodono all’improvviso e travolgono chi come l’agente Benton Wesley (Simon Baker/Hunter Parrish) è più propenso alla razionalità e alla freddezza. Le origini italiane della protagonista diventano così evidenti non solo nelle parole in italiano buttate qua e là ma anche nella costruzione della dinamica familiare, in cui traspare una visceralità che è la stessa che si trova nelle cene di famiglia dei Berzatto di The Bear.
Non abbiamo dubbi che hai fan dei romanzi non piacerà questa serie tv, hanno iniziato a criticarla fin dall’annuncio. Ma è normale sia così, perché ogni opera letteraria è un’esperienza personale che rischia di esser tradita.
La recensione
Scarpetta è un thriller vecchio stampo, per un pubblico maturo e attento, gioca con i particolari della scena e del racconto e sfrutta un cast sopraffino
Voto:
8/10