Dopo un lusinghiero percorso iniziato un anno fa al Sundance, finalmente arriva al cinema Se solo potessi ti prenderei a calci di Mary Bronstein. Il film prodotto dalla A24 segna il ritorno della regista americana al lungometraggio dopo 17 anni e sarà nelle sale italiane dal 5 marzo 2026 per I Wonder Pictures.
Se solo potessi ti prenderei a calci: la spirale discendente
Tutti abbiamo vite complicate, ma alcune lo sono più di altre. Linda potrebbe, probabilmente, vincere il premio per la vita più complessa del mondo intero. Sua figlia ha una patologia che la costringe a essere nutrita via tubo, e ha bisogno di continue attenzioni mediche che, col marito lontano, ricadono unicamente su di lei. Tutto il resto del suo tempo è preso dalla sua carriera come psicoterapeuta, in cui si trova a contendere con una serie di pazienti problematici e resistenti a qualsiasi aiuto. E quando una misteriosa voragine si apre nel soffitto della camera da letto, allagando completamente l’appartamento e costringendo madre e figlia a trasferirsi temporaneamente in un motel, la marea di responsabilità che circonda Linda s’innalza ancora, mandando la donna in una spirale discendente dalla quale rischia di essere inghiottita per sempre…
Nessuna tregua
Se solo potessi ti prenderei a calci è un’esperienza intensissima, dalla quale si esce frastornati. Linda si ritrova in uno stato di caduta libera che la rimbalza da una crisi all’altra, con gli unici brevissimi momenti sollievo forniti dalle sue sessioni di terapia. Tutto è asfissiante e confuso: le inquadrature strettissime, il montaggio discontinuo, le scene tagliano di botto appena la crisi si avvia verso una risoluzione. È un film che ha una sola ossessione: rinchiudere lo spettatore nell’insostenibile realtà psicologica di Linda.

Le celate esitazioni di sé solo potessi ti prenderei a calci
La debolezza di Se solo potessi ti prenderei a calci non è tanto nella sua monodimensionalità in sé, quanto nel fatto che il film non riesce a fidarsi del tutto della propria idea portante, e si ritrova a bombardare lo spettatore non solo con una cosa brutta dopo l’altra, ma con una serie di concetti e scelte formali che a volte risultano un po’ gratuite, giusto un’altro stimolo da darci per evitare che ci annoiamo. È un peccato perché Rose Byrne si mangia lo schermo (non a caso questa interpretazione le è valsa un Orso d’argento a Berlino), e probabilmente con un po’ di respiro in più sarebbe riuscita a regalarci una performance non solo intensissima e magnetica, ma anche catartica e risolutiva.
Consigliato agli intrepidi.
Il cast
Rose Byrne è Linda, una madre sull’orlo del tracollo nervoso e protagonista assoluta del film. Conan O’Brien ci delizia con un inedito ruolo drammatico nei panni del terapista di Linda, mentre Danielle Macdonald è Caroline, una paziente anche lei in profonda crisi. Completano il cast ASAP Rocky nei panni di un impiegato del motel e Christian Slater in quelli Charles, distante marito di Linda. Fa la sua comparsa anche la regista Mary Bronstein nel ruolo della Dottoressa Spring, che supervisiona la situazione clinica della figlia di Linda.
La recensione
Se solo potessi ti prenderei a calci è un’esperienza intensissima, frastornante, che cerca di trascinare lo spettatore nella realtà psicologica di una donna che sta affogando. Splendidamente recitato ma con qualche carenza strutturale, consigliato agli intrepidi.
Voto:
6/10