#TBT Throwback Thursday in Serie: Alla riscoperta di… FEUD su Disney+

recensione feud
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#TBT – Throwback Thursday in serie: Alla (ri)scoperta di… FEUD: Bette and Joan

Nuovo appuntamento 2021 con la rubrica settimanale di Dituttounpop che fa un tuffo nel passato, dedicata alla riscoperta di drama e comedy più o meno “storici”, ma anche del passato recente, che arrivano in catalogo sui vari servizi streaming o anche piccole grandi chicche seriali e che quindi potrete recuperare con delle belle maratone di binge watching. Stavolta tocca a FEUD: Bette and Joan.

FEUD: Bette and Joan, Susan and Jessica

“Feuds are never about hate, they are about pain”

Oramai lo sanno anche i muri che dal 23 febbraio è arrivato Star il nuovo brand all’interno di Disney+. Ne approfittiamo, dato l’arrivo di tante serie più o meno storiche (e alcune chicche) nel suo catalogo per iniziare proprio da quest’ultime, facendo un’eccezione alla rubrica e proponendovi il recupero di una serie antologica non conclusa ma per ora ferma a data da destinarsi.

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Stiamo parlando di FEUD che con il sottotitolo “Bette and Joan” mostra una delle serie più riuscite di Ryan Murphy (qui la nostra recensione). Andata in onda nell’oramai “lontano” 2017 su FX, sarebbe dovuta proseguire con una seconda stagione incentrata sulla rivalità fra Carlo e Diana d’Inghilterra, ma vuoi The Crown vuoi altri motivi fra cui le altre serie in sviluppo dell’instancabile showrunner – come l’altrettanto travagliata nuova stagione di American Crime Story e il suo accordo con Netflix che comportava nuovi prodotti da sfornare – il progetto si è fermato e non si sa al momento se e quando continuerà con nuove “rivalità”.

FEUD è stata la terza serie antologica di successo per Murphy dopo American Horror Story e American Crime Story, che ancora una volta ne curò sceneggiatura e regia di vari episodi e che viveva un momento d’oro a FX.

Come da titolo, la serie antologica si concentra sulle “faide” entrate nell’immaginario collettivo. La prima che analizza è quella delle star di Hollywood Joan Crawford e Bette Davis (da qui il sottotitolo), entrambe di una certa età quando furono scelte come protagoniste di Che fine ha fatto Baby Jane?, il film che doveva rilanciare anche il regista Robert Aldrich oltre alla carriera delle due. Prima durante e dopo il set ne successero di tutti i colori, tanto che si pensava di non riuscire a finire di girare il film, che ebbe un successo di botteghino e di critica (in)sperato e (in)aspettato.

La nomination all’Oscar fu data solo alla Davis, e la Crawford fece in modo di ritirarlo al posto della vincitrice Anne Bancroft per Anna dei miracoli pur di fare uno sgarro all’acerrima nemica. Questo celebre evento è inserito nel quinto episodio, uno dei più belli della serie scritto e diretto dallo stesso Murphy.

Il film – così come la serie – si presenta come un misto tra melodramma gotico e grand guignol, scavando nelle menti dei personaggi e costruendo un meta-racconto che è meta-televisivo e anche meta-cinematografico, come già lo era il film che aveva al centro della storia due sorelle di cui una bambina prodigio (la Baby Jane del titolo, interpretata dalla Davis). Un omaggio tanto alla vecchia Hollywood – che per Murphy tornerà nell’omonima miniserie di Netflix ma con una chiave di lettura molto più zuccherosa e idealista – quanto alla “moderna” tv.

Baby Jane fu un celebre thriller al femminile: famosa è la sequenza della colazione, in cui Jane, servendo la colazione a Blanche, l’avvisa che ci sono i topi in cantina e quest’ultima, affamata, crede a torto che sia impossibile che la sorella sia arrivata a metterle un topo sul vassoio.

Una delle particolarità di FEUD furono anche tutte le sequenze non solo di Baby Jane ma anche di altri film delle due attrici ricostruite minuziosamente e reinterpretate da Lange e Sarandon. Celebre anche un dialogo della Lange/Crawford sulla bellezza che tentava di avere a tutti i costi, facendosi togliere dei denti in fondo alla bocca per rendere il viso e l’espressione più longilinei.

Jessica Lange e Susan Sarandon si sono letteralmente trasformate per questo ruolo, regalando due interpretazioni memorabili insieme anche agli altri protagonisti e comprimari. Soprattutto la Sarandon riuscì a imitare addirittura il tono di voce di Bette Davis, e quell’anno agli Emmy tutti sperarono un po’ – dato che entrambe le attrici erano state candidate – che la spuntasse lei come tributo a Bette Davis… ma era l’anno di Big Little Lies che oscurò tutte le altre coi suoi premi. Anche in Italia la serie ebbe meno appeal del previsto, anche per problemi di diritti non acquistati inizialmente da nessuno, finendo con molto ritardo su Studio Universal, canale a pagamento di Mediaset Premium. Ora per la prima volta arriva su un servizio streaming, Disney+ Star (e in teoria ci rimarrà vista sempre la questione diritti ora passati alla Disney).

Bellissima la frase con cui inizia lo show, pronunciata da Olivia de Havilland (interpretata da Catherine Zeta-Jones), che nella realtà a 90 anni suonati fece causa a Murphy & co. per rappresentazione non consentita della sua persona: “Le faide non nascono dall’odio, bensì dal dolore” questo per ricordarci che a volte le nostre nemesi sono in realtà le persone che vorremmo più vicine al mondo. Un sapore agrodolce che speriamo di rivedere presto in una nuova FEUD.

La sigla

La stupenda sigla in stile minimalista mostra i punti salienti del film Che fine ha fatto Baby Jane? e allo stesso tempo la rivalità nella vita reale delle due protagoniste.

Il cast

  • Joan Crawford è Joan Crawford
  • Susan Sarandon è Bette Davis
  • Judy Davis è Hedda Hopper, attrice e giornalista di gossip americana
  • Jackie Hoffman è Mamacita, la domestica di Joan Crawford
  • Alfred Molina è Robert Aldrich, regista e produttore americano
  • Stanley Tucci è Jack L. Warner, capo della Warner Bros.
  • Alison Wright è Pauline Jameson, l’assistente di Robert Aldrich
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