#TBT Throwback Thursday in Serie: Alla riscoperta di… Jane the Virgin su Netflix

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#TBT – Throwback Thursday in serie: Alla (ri)scoperta di… Jane the Virgin

Nuovo appuntamento 2021 con la rubrica settimanale di Dituttounpop che fa un tuffo nel passato, dedicata alla riscoperta di drama e comedy più o meno “storici”, ma anche del passato recente, che arrivano in catalogo sui vari servizi streaming o anche piccole grandi chicche seriali e che quindi potrete recuperare con delle belle maratone di binge watching. Stavolta tocca a Jane the Virgin.

Jane the Virgin: più che una telenovela

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Questa settimana con il TBT andiamo nel passato recentissimo e la serie di cui parliamo la trovate in catalogo su Netflix. Si tratta di Jane the Virgin scelta perché quando si dice mai giudicare una serie dalla copertina la nostra Jane fa proprio al caso.

Il serial è andato in onda per 5 stagioni e 100 episodi tondi tondi – fortemente voluti per la syndication, tant’è che il 99° è semplicemente un dietro le quinte celebrativo prima del finale vero e proprio – negli Usa su The CW e in Italia tra Rai2 e Netflix che ha reso interamente disponibile l’ultima stagione a Capodanno 2019.

Creata da Jennie Snyder Urman (la stessa dietro il reboot di Charmed/Streghe per capirci e forte del women power che si prefigge di raccontare), la serie si basa sulla telenovela venezuelana Juana la virgen creata da Perla Farías.

La trama è presto detta. Jane Gloriana Villanueva è una giovane ventitreenne con il sogno di diventare una scrittrice, frequenta il college felicemente fidanzata, da due anni, con Michael Cordero, giovane e ambizioso detective di Miami. Tra le cose che più contano nella sua vita, oltre al suo dettagliato piano di vita futura, ci sono sua madre, Xiomara, rimasta incinta appena sedicenne, e sua nonna Alba, fortemente credente e molto legata ai dogmi cristiani e che, da quando Jane compie tredici anni, la mette in guardia circa le conseguenze del sesso prematrimoniale.

Jane incorpora questi moniti in maniera così profonda da arrivare ai suoi 23 anni ancora immacolata. Tuttavia, durante un normale controllo ginecologico, la dottoressa Luisa Solano, in condizioni di stress per aver trovato sua moglie a letto con un’altra, attua erroneamente su Jane un’inseminazione artificiale utilizzando l’unica provetta superstite dello sperma di Rafael Solano, suo fratello, conservato dallo stesso dopo aver scoperto un cancro. Dopo qualche settimana Jane si scopre incinta e, tra lo stupore e le confusioni iniziali che coinvolgono tutta la famiglia e le persone vicine a lei, decide di portare avanti la gravidanza e dare al legittimo padre il figlio una volta nato.

Da qui inizia la trama propria delle telenovelas narrata, nella versione italiana, da Massimo Lopez che ha il ruolo di narratore onnisciente con uno spiccato lato comico.

L’importanza dello storytelling

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A proposito di narratore, quello di Jane the Virgin è invasivo ma importantissimo. Verrà svelato nel corso delle stagioni il suo ruolo nella serie e ad un certo punto ce ne saranno addirittura due, un uomo e una donna, per un breve periodo, sempre giocando sul ruolo meta-televisivo e onnisciente degli stessi. La narrazione della serie gioca anche con i generi – come Hitchcock e altri omaggi in alcuni episodi – e con la stessa storia della tv – ricordiamo una battuta “A chi ha sparato JR?” che fa il verso alla celeberrima “Chi ha sparato a JR?” di Dallas, uno dei cliffhanger più famosi della serialità. O ancora quelli meta-narrativi: “Chi vuoi che si affezioni a un personaggio giunti a questo punto della storia?” riferito all’inserimento di una new entry importante nel libro di Jane così come nello show. La protagonista Jane è poi un’aspirante scrittrice e questo aiuta nel giocare con dialoghi, struttura narrativa e così via, previously (ovvero il “nelle puntate precedenti” tipico delle serie tv) compreso. Il narratore “invade” la narrazione con mille appunti scritti in sovrimpressione sullo schermo con font diversi, quasi fossero post-it.

Non è tutto: la serie celebra e prende in giro allo stesso tempo le telenovelas, anche attraverso il personaggio di Rogelio, padre biologico di Jane e celebre attore di una telenovela di successo che attende di trasporre il proprio successo in America. Lui è esagerato nella vita privata tanto quanto sul set ed è la classica star egocentrica e melodrammatica a cui però è impossibile non voler bene per l’affetto che dimostra verso i propri cari. L’immigrazione, l’integrazione e molti altri temi come la morte sono affrontati nella serie che, sotto una patina di dramedy leggera e di intrattenimento contiene non solo delle belle riflessioni e una prova d’attrice che a volte emerge (come per due monologhi di Gina Rodriguez sul finire dello show e la “villain che ha un cuore” Petra, di cui molti fan avrebbero voluto uno spin-off). Vengono infatti sapientemente utilizzati alcuni escamotage narrativi tipici delle telenovelas – come un gemello estraniato o l’amnesia temporanea – e allo stesso tempo si vuole percorrere tre generazioni al femminile di Villanueva, con le donne a metà strada tra l’indipendenza ricercata e l’essere comunque legate all’amore e al lieto fine dalle telenovelas. Ricordate insomma, mai giudicare una serie dalla copertina.

Premi e colonna sonora

Jane the Virgin ha ottenuto negli anni due nomination ai Golden Globe di cui uno vinto da Gina Rodriguez nel 2015 come Miglior Attrice in una comedy o musical, con un bellissimo discorso sull’integrazione che ricordava quello fatto da America Ferrera qualche anno prima per Ugly Betty:

Dolce e passionale è anche la colonna sonora della serie, curata fin dai titoli di testa, che da un certo punto in poi non dicono più “Jane the Virgin” poiché la protagonista non è più vergine e si inventano quindi mille nuovi modi per definirla, grazie sempre alle note che appaiono in sovraimpressione del famoso Narratore. Celebre anche la musica percussionista dall’anima latina dei titoli di coda e il tema principale dedicato a Jane, quando entra in scena e/o si innamora, che scopriremo essere stato composto nientemeno che da uno dei personaggi della storia.

Lo spin-off che non c’era

The CW prima della fine della serie, per far andare avanti il brand, annunciò il pilot di Jane the Novela, spin-off di Jane The Virgin che però poi non ordinò a serie, forse anche perché il blocco dramedy al femminile del canale chiudeva quell’anno insieme a Crazy Ex-Girlfriend (anche quella disponibile su Netflix).

Jane The Novela era descritta come una telenovela antologica, nello stille di Jane The Virgin, dove in ogni stagione si sarebbe raccontata la storia di uno dei libri scritti da Jane Villanueva, il personaggio interpretato da Gina Rodriguez nella serie originale. La prima stagione sarebbe stata ambientata a Napa Valley. La protagonista Estela (Jacqueline Grace Lopez), una curatrice d’arte che ha passato anni a vivere una vita tranquilla, senza strafare, un giorno, si troverà a dover vivere una doppia vita a causa di un segreto venuto a galla. Estela è combattuta tra due uomini: Luen il suo fidanzato e Felix, un’affascinante uomo ricco. Felix è il proprietario di un’azienda vinicola insieme alla madre, manipolatrice e glamour, Renata (Marcia Cross di Desperate Housewives), che è disposta a tutto per mettere al sicuro il futuro di suo figlio, anche se questo implica che a volte dovrà mettersi in mezzo tra lui è la sua felicità.

Il cast

Gina Rodriguez è Jane Villanueva
Andrea Navedo è Xiomara Villanueva
Yael Grobglas è Petra Solano
Justin Baldoni è Rafael Solano
Ivonne Coll è Alba Villanueva
Brett Dier è Michael Cordero Jr.
Jaime Camil è Rogelio De La Vega
Elias Janssen è Mateo Gloriano Rogelio Solano Villanueva
Anthony Mendez è il Narratore

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