Sopravvissute la storia della puntata stasera giovedì 29 aprile su Rai 3

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Sopravvissute su Rai 3 giovedì 29 aprile la prima puntata

Dopo Amore Criminale in seconda serata su Rai 3 prosegue giovedì 29 aprile l’appuntamento con il programma Sopravvissute con sei nuove puntate in cui raccontare storie di donne salvate da maltrattamenti, violenza psicologica, violenza fisica e tentativi di omicidio; anche in streaming su RaiPlay. 

Guidato da Matilde D’Errico il programma in ogni puntata racconta due storie di dipendenza affettiva dalla viva voce delle vittime che racconteranno con grande coraggio come sono riuscite a uscire da relazioni pericolose. In studio saranno presenti lo psichiatra Renato Ariatti e la psicologa clinica Silvia Michelini, che spiegheranno i meccanismi del narcisismo, della dipendenza affettiva e delle relazioni tossiche.

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Le storie della seconda puntata

Stasera Sopravvissute alle 23:20 su Rai 3 racconta le storie di Silvia e Katia. Dopo il matrimonio e la nascita dei figli, il marito di Silvia diventa geloso e possessivo, le vieta a Silvia di lavorare, pretende che si chiuda al mondo e vuole che gli dedichi tutte le attenzioni, trascurando anche i loro bambini. Stanca di quella situazione, Silvia comunica al marito la volontà di separarsi. L’uomo prima la minaccia di sottrarle i figli, poi mette in atto numerose violenze e maltrattamenti. Silvia lo denuncia e i giudici stabiliscono l’applicazione di una misura cautelare che dispone per l’ex marito il divieto di avvicinamento. Ma un giorno – in assenza di Silvia – l’uomo si intrufola nell’appartamento e dà fuoco agli abiti della moglie. L’incendio si propaga velocemente e il fumo denso avviluppa tutta la casa, raggiungendo la camera in cui si trova Marco, il figlio undicenne della coppia, che purtroppo non riuscirà a salvarsi.

La seconda storia è quella di Katia madre di tre figli che a Crotone ha fondato un’associazione per aiutare le donne vittime di violenza e prostituzione. Per la sua attività sociale Katia inizia a ricevere numerose minacce, che non sono sufficienti, però, a scalfire la sua determinazione. A gennaio 2018 un piccolo boss vicino di casa di Katia, entra nell’associazione e spara a Giuseppe, diciannovenne primogenito di Katia e lo uccide sotto gli occhi della madre. Katia per tenere in vita la memoria del figlio continua a battersi con la sua associazione in difesa delle donne vittime di violenza.

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