Quando l’improbabile diventa realtà tutto può andare meravigliosamente bene o strepitosamente male. E per fortuna l’improbabile idea di Chuck Lorre e Bill Prady è venuta meravigliosamente bene. Stuart Fails to Save the Universe è uno spinoff divertente, assurdo, curioso che si lascia guardare. Una serie tv fatta per divertire i fan di The Big Bang Theory ma soprattutto per divertirsi nel realizzarla, inventando cose sempre più assurde che sarebbero state impossibili altrove.
Grazie al supporto di Zak Penn, chiamato da Lorre e Prady per aiutarli nella parte più fantascientifica tra multiversi e viaggi nello spazio, Stuart Fails to Save the Universe prende i personaggi secondari di The Big Bang Theory e li mette al centro di un’avventura da nerd (nel senso più positivo e affettuoso possibile). Chi avrebbe potuto mai immaginare che Stuart Bloom, anonimo proprietario del negozio di fumetti dove passavano alcune puntate i protagonisti di The Big Bang Theory, potesse emergere dall’ombra diventando protagonista? Per non parlare di Bert, Denise o Barry.
E qui arriva il colpo di genio degli autori, che hanno voluto osare puntando su un mondo di successo come quello di TBBT ma stravolgendolo e portando la serie da un’altra parte. Non a caso è anche la prima serie di questo universo pensata direttamente per lo streaming. Una comedy inedita, fantascientifica che parte dall’idea che Stuart ha rotto una macchina creata da Sheldon e Leonard causando la rottura del confine dei multiversi ed è quindi l’unico in grado di salvare l’universo. Ma ci riuscirà?
Questa modalità innovativa non rende Stuart Fails to Save the Universe solo una comedy originale e unica nel suo genere, che gioca con i difetti dei suoi protagonisti per esaltarli e farne oggetto di commedia. Ma soprattutto lo rende l’unico veicolo possibile per le guest star di TBBT. Senza fare spoiler i fan saranno soddisfatti per ritrovare alcuni degli amati personaggi ma in vesti completamente diverse rispetto a quelle con cui li conoscevamo. Al di là del fatto che uno spinoff alternativo era inimmaginabile perché avrebbe voluto dire coinvolgere i protagonisti storici e riprodurre schemi già visti, senza andare a fare un prequel su Leonard o la giovane Penny.
Stuart Fails to Save the Universe permette agli autori di continuare a giocare con i modi di far ridere, passando dalla multicamera tra amici di The Big Bang Theory, la single-camera familiare di Young Sheldon, la multi-camera dal gusto antico di Georgie & Mandy’s First Marriage arrivando a una commedia sci-fi che si diverte con i fumetti, con chi li ha sempre letti e con i generi della tv. Settimana dopo settimana, alternando puntate da 15, 18, 25 minuti, gli spettatori saranno trascinati nel mondo di Stuart e della sua sgangherata e improbabile squadra e si ritroveranno davanti a un finale che li lascerà senza parole in attesa della stagione 2. Fidatevi.
Summary
Stuart Fails to Save the Universe è una comedy divertente, fresca, veloce che gioca con la fantascienza e si crogiola di quel mondo nerd e dei fumetti che è sempre stato l’ambiente naturale di The Big Bang Theory
Voto:
8/10