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Ted Lasso 4, la recensione: un ritorno all’insegna della leggerezza

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Ted Lasso è tornato. A più di tre anni dalla terza stagione che è stata a lungo considerata l’ultima, la serie tv di Apple TV creata da Jason Sudeikis, Bill Lawrence, Brendan Hunt, scritta con Brett Goldstein, e ispirata a un personaggio nato in uno sketch sportivo di NBC, è ripartita con una quarta stagione che è una sorta di nuovo avvio poggiato su solide basi. La quarta stagione ha visto la collaborazione alla sceneggiatura di Sara Walker e Phoebe Walsh.

Nella nuova stagione Ted è tornato nei suoi amati Stati Uniti per star accanto al figlio ma non ha perso il suo ottimismo caratteristico e soprattutto non ha dimenticato il calcio. Quando Keeley, Rebecca e Leslie gli propongono di allenare la neonata squadra femminile, nonostante i dubbi iniziali, Ted torna a Richmond per imbarcarsi in questa nuova impresa.

Ted Lasso 4 la recensione

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Dopo aver visto le prime quattro puntate di Ted Lasso 4 messe a disposizione in anteprima (ricordiamo che la serie dopo il debutto del 5 agosto proseguirà con rilascio settimanale fino al 7 ottobre) la sensazione è che sia un ritorno all’insegna della voglia di leggerezza. Ma non è detto che sia duraturo, potrebbe essere anche soltanto un modo per ripartire, quindi sarà importante capire come proseguirà la stagione.

Ma queste prime 4 puntate, ciascuna con una durata superiore ai 40 minuti, sono una vera e propria commedia, per lo più surreale perché ancor di più che nella sua prima versione, gran parte delle situazioni appaiono poco realistiche.

Lo stile

In fondo lo stile di Ted Lasso è questo, che è un po’ anche lo stesso di Shriking sempre di Bill Lawrence, scritto con Brett Goldstein, tratteggiare un mondo ideale in cui poter inserire la propria morale positiva e ottimista di fronte alle difficoltà della vita. I personaggi sono sempre tutti esagerati, eccessivi nel modo di parlare e nelle loro azioni, perché devono essere facilmente riconoscibili e identificabili.

Uno stile che alla lunga è esasperante soprattutto perché Ted Lasso non è una multi-camera comedy veloce in cui le vicende sono sempre diverse, ma una serie con un suo sviluppo e una sua trama orizzontale.

Ted Lasso 4

Ted Lasso ha sempre vissuto in un suo mondo ideale dai contorni della favola e a risultare vincente era stato il contrasto con le emozioni profondamente umane e psicologicamente impattanti dei suoi personaggi.

Una profondità che scavava oltre la superficie di questi personaggi di cui vedevamo soltanto la facciata che volevano mostrare. Nelle prime puntate della quarta stagione questa rottura non c’è stata, ma è facile immaginare che non si sia trasformata in una comedy pura con puntate da 40 minuti, ma che stia semplicemente preparando il terreno per nuovi crolli.

Il comfort show

Perché in fondo Ted Lasso è questo, un comfort show, un feel good show che fa bene al cuore, allarga lo spirito, non provoca ma asseconda lo spettatore, lo porta nel suo mondo per coccolarlo e farlo sentire accudito. Al di là di Tanya Reynolds, collaboratrice della squadra femminile, i nuovi personaggi non sono ancora stati approfonditi in queste prime puntate.

Feel good show

Un comfort show, che fa bene al cuore, allarga lo spirito, non provoca ma asseconda lo spettatore, lo porta nel suo mondo per coccolarlo e farlo sentire accudito.

Voto:

7/10
7/10
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