Un Piccolo problema è il sottotitolo che in Italia è stato aggiunto alla miniserie The Miniature Wife, peccato che la serie ha ben più di un piccolo problema. Anzi si potrebbe allargare il raggio dei problemi a Peacock, la piattaforma Universal che non ha davvero un’identità e che è rimasta legata ai soli USA, e a Sky Italia che con l’uscita dei titoli HBO ha diversi problemi, cercando di abbandonare il mondo autoriale del passato ma finendo per pescare in un bacino di titoli in seconda visione o dimenticabili.
The Miniature Wife rientra proprio in questo bacino di titoli dimenticabili. In questo caso il problema sta un po’ a monte, alla radice stessa del progetto tratto da un racconto e ordinato da Peacock. Perché fare 10 puntate? Ma ancora di più perché ordinare una serie come questa che non ha ben chiaro cosa voglia essere in un periodo in cui c’è una sovrabbondanza di serie tv? Probabilmente si aspettavano che Elizabeth Banks e Matthew Macfadyen potessero trainare pubblico e critica, magari far viaggiare la serie verso qualche nomination. La missione, però, non è riuscita, la miniserie è stata travolta dall’indifferenza e da critiche abbastanza negative negli USA.

Di base voleva essere una riflessione grottesca, a tratti surreale, della vita di una coppia di professionisti realizzati, di sognatori che cercano la gloria provando a tenere in parallelo in piedi un matrimonio. Lindy è una scrittrice premio Pulitzer che ha pubblicato un solo romanzo di successo e da 18 anni è bloccata in una crisi creativa, Les è uno scienziato che sogna il Nobel e ha trovato una formula per restringere il cibo peccato che non sa come farlo tornare grande. Dopo l’ennesima litigata, per una pura coincidenza, Lindy viene rimpicciolita e messa da Les nella Casa delle Bambole.
Una premessa che sarebbe stata perfetta per una stramba digressione comica alla Guerra dei Roses della durata di 90 minuti, 120 a dir tanto. Invece, nella follia contemporanea della serialità che trova più finanziamenti rispetto ai film, sono diventate 10 puntate con la necessità di infilarsi storyline diverse solo per allargare il racconto.
Il tono è più vicino al surreale che al reale, tutta la serie si muove in bilico tra serio e faceto senza riuscire a trovare una sua direzione. Tutto così finisce per sembrare forzato ed esagerato, comprese azioni e reazioni dei singoli, al punto che anche l’intento di analizzare la vita di una coppia e i suoi squilibri di potere, finisce per perdersi. Sarebbe stato un film tv carino e piacevole, per 10 puntate è più un sequestro di persona soprattutto considerato tutto il resto che c’è in giro tra le varie piattaforme.
The Miniature Wife, la recensione: una serie con più di un piccolo problema
Perché ci continuano a invadere con miniserie che potrebbero essere evitate? Troppo sopra le righe, troppo all’inseguimento del grottesco
Voto:
5/10