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The Regime, la terrificante dittatura farsesca con Kate Winslet è da non perdere

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Surfando sul world wide web le reazioni a The Regime sono abbastanza variegate. C’è chi esalta la nuova miniserie di HBO dal 4 marzo su Sky e NOW in Italia in contemporanea con gli USA, e chi l’ha detestata. Tutti però concordano sull’interpretazione di Kate Winslet gemma rara e che già la proietta tra le candidate ai prossimi Emmy e Golden Globe (in fondo ha solo già vinto sia per Milderd Pierce che per Omicidi a Easttown).

The Regime è scritta da Will Tracy e diretta da Stephen Frears (episodi 1, 2, 4) e Jessica Hobbs (3, 5, 6) e cosa rara in questo periodo non è tratta da nulla, forse dalla realtà che stiamo vivendo in cui non è così assurdo immaginare un dittatore come quello di Elena Vernham.

The Regime Il palazzo del potere

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Inizialmente il titolo della miniserie era The Palace ma probabilmente è stato visto troppo “lontano” da quel focus di natura dittatoriale che voleva far trasparire la serie. Però il palazzo è un personaggio centrale nella serie. The Regime è una miniserie claustrofobica, tutto (o quasi) si svolge all’interno delle mura di questo antico palazzo tipico dell’Europa requisito da Elena e trasformato nella sua residenza e sede del potere. Ma un palazzo che le è nemico nella sua testa, invaso dalla muffa, costantemente da disinfettare. Perché come tutti i dittatori, Elena teme di esser uccisa e quindi il controllo della salute diventa un’ossessione per lei medico e sposata con un medico francese.

C’è poco da dire della trama, è una serie sul potere e sulla follia del potere, su una dittatura di una donna sola che incute timore, è venerata e rispettata nonostante le sue follie. Nelle varie puntate la vediamo precipitare sempre più nelle sue ossessioni e nella mania di controllo. A complicare tutto c’è l’arrivo di un generale che la fa cadere sempre più in un loop di fissazioni e complicate relazioni interne ed esterne. Una tensione che diventa anche sessuale a rafforzare il concetto per cui chi è al potere può fare tutto, decidere tutto, controllare tutto.

Perché non è piaciuta?

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La critica prevalente, se vogliamo anche comprensibile, che è tutto un po’ troppo “too much”. La farsa è spinta fino all’estremo e tutto sembra troppo assurdo per essere vero. La parodia della realtà è così esagerata da risultare posticcia e poco realistica. Una sorta di favola sarcastica di un mondo distorto in cui alcuni paesi esistono mentre altri come quello della protagonista, sono inventati. Una nazione del cuore dell’Europa in cui si parla soltanto inglese e che sembra avere riferimenti culturali sovietici senza mai nominare la Russia.

Un gioco di specchi distorti di un mondo in cui USA e Cina esistono ma la Russia non viene mai nominata. Eppure è impossibile non vedere Putin dietro Elena. The Regime non è propriamente una satira politica perché è tutto talmente estremizzato che finisce per mancare quell’elemento di contatto con la realtà che avrebbe reso tutto più pungente. E allora i circa 60 minuti a episodio finiscono per essere troppi, dei racconti troppo lunghi di una storia che gira troppo su se stessa.

Assecondando e cedendo al tono farsesco, all’irrealtà di ogni personaggio, si può entrare nel gioco costruito da Will Tracy e godere a pieno di questo mondo così terribilmente assurdo e al tempo stesso così possibile. Elena è in realtà un’inetta che si erge a “superuomo”, circondata da inetti soggiogati da un’apparente sete di potere. E in fondo funziona così in ogni corte sia nelle democrazie che nelle dittature.

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The Regime

Una serie assurda su un regime distorto ma al contempo profondamente e terribilmente possibile. The Regime si regge tutta su una monumentale Kate Winslet

Voto:

7/10
7/10
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