Tutta Colpa di Freud – La Serie, le dichiarazioni dalla conferenza stampa senza Claudio Bisio positivo al Covid

Tutta colpa di Freud
Foto di Andrea Miconi

Tutta Colpa di Freud – La Serie su Amazon Prime Video da venerdì 26 febbraio, in autunno (forse?) su Canale 5, la conferenza stampa in diretta

Il film Tutta Colpa di Freud diventa una serie tv con Claudio Bisio nei panni del protagonista, produzione Lotus Production per RTI Mediaset e Amazon Prime Video. Proprio Amazon Prime Video la rilascia in anteprima venerdì 26 febbraio con Canale 5 che la manderà in onda in autunno. 

Paolo Genovese si è occupato del soggetto di serie e delle sceneggiature di puntata con Chiara Laudani, Carlo Mazzotta tra gli altri mentre la regia è di Rolando Ravello. Si tratta della seconda serie che arriva prima su Amazon rispetto a Canale 5, dopo Made in Italy.

Tutta Colpa di Freud – La serie le dichiarazioni dalla conferenza stampa

Claudio Bisio non è presente perchè ha da poco contratto il Covid ma sta bene come ha raccontato lui stesso in alcune stories su Instagram. La conferenza stampa ha preso i contorni di una grossa seduta di psicanalisi collettiva tra lunghe dissertazioni sul senso della felicità tra le altre cose, di seguito le dichiarazioni principali dei protagonisti.

Paolo Genovese ha spiegato come l’idea di realizzare una serie su Tutta Colpa di Freud sia nata durante la realizzazione del film perchè il materiale a disposizione era tanto “Quando tre anni fa Mediaset cercava un family gli abbiamo presentato il progetto e le è piaciuta la storia”. Non tutti i film possono diventare serie per esempio glielo hanno proposto anche per Perfetti Sconosciuti ma lì non c’era altra storia da raccontare. Per una family comedy c’era tanto materiale a disposizione per raccontare la vita di una famiglia, di un padre con tre figlie. E c’era la possibilità di approfondire le interazioni e i rapporti tra i vari personaggi.

Luca Bizzarri racconta come “non ho imparato nulla degli influencer tra l’altro il mio personaggio è un principalmente un creativo”. Max Tortora, invece, è l’amico romano del protagonista, guida le auto a noleggio e spesso i suoi consigli basati sull’esperienza vissuta lo rendono quasi uno psicanalista improvvisato e finisce per dare all’amico quel supporto necessario ad andare avanti.

“Girare a Milano è stata una scelta per differenziarsi dal film ma anche perchè oggi a Milano si gira meno è tutto fatto a Roma o in Puglia” scherza il regista Rolando Ravello “inoltre ha permesso di far incontrare Tortora e Bisio che non si conoscevano prima e hanno dato vita a una coppia capace di costruire siparietti memorabili e soprattutto di raccontare le differenze tra Roma e Milano”; “differenze e non rivalità” ha sottolineato Tortora che ha raccontato come c’è stata molta improvvisazione “ma sempre da un’ottima base” per esempio nella scena della terza puntata in cui dovevano fare tai-chi e hanno chiacchierato per ore.

Il regista ha anche spiegato come proprio per rendere questi momenti improvvisati, queste chiacchierate lunghe e dinamiche, abbiano girato con due camere per riprendere tutto il più possibile e alla fine se il tutto è riuscito c’è anche una “buona dose di cul*”.

Paolo Genovese ha confermato come Amazon sia coinvolta nel progetto fin dalle prime fasi quindi anche per questo la serie prova a distaccarsi da certi stereotipi nazionali cercando di essere il più possibile internazionale “abbiamo cercato di non raccontare cose comprensibili solo nel nostro paese; penso sia un prodotto godibile ovunque, poi comunque è un’opportunità”. Poi ha spiegato come la scelta di non occuparsi della regia sia legata al fatto che “io l’avevo fatta questa storia e c’era bisogno di un occhio diverso, Ravello poi è molto abile a raccontare le relazioni umane quindi mi piaceva vedere come altri raccontavano queste storie.”

La serie è molto “al femminile” nonostante sia scritta e diretta da uomini ma che, come sottolinea Claudia Pandolfi, sono riusciti a costruire un mondo femminile ricco che circonda questo protagonista sviluppando dinamiche naturali possibili anche per l’enorme libertà che hanno avuto sul set, una libertà che è condizionata dall’avere una base di partenza ottima e ben realizzata.

Al momento non c’è una seconda stagione certa ma Paolo Genovese non nasconde come la storia si presti alla possibilità di andare avanti e di continuare a raccontare ancora le vicende dei protagonisti “quindi dipende dal pubblico”, sottolinea (soprattutto dipende da chi pesa di più tra Amazon e Mediaset nella decisione finale viste le croniche difficoltà delle fiction su Canale 5, ndr.)

Il cast

  • Claudio Biso: Francesco Taramelli
  • Caterina Shulha: Sara Taramelli
  • Marta Gastini: Marta Taramelli
  • Demetra Bellina: Emma Taramelli
  • Luca Bizzarri: Claudio Malesci
  • Magdalena Grochowska: Angelica Delony
  • Valerio Morigi: Filippo
  • Herbert Ballerina: Giulio
  • Claudia Pandolfi: Anna Cafini
  • Max Tortora: Matteo Tomamsi
  • Stefania Rocca: Chiara Leonardi

La trama

Partendo dall’idea del film Tutta Colpa di Freud – la Serie vede al centro la storia di Francesco psicanalista milanese, padre single di tre figlie ormai adulte che hanno ormai lasciato la casa del padre. La madre ha lasciato tutti da tempo, presa in qualche battaglia ambientalista in giro per il mondo, ha deciso di auto-escludersi da tempo dalla vita familiare.

Proprio quando la più piccola sta partendo Francesco si sente male e per una serie di circostanze si ritrova la sera stessa con tutte e tre le figlie di nuovo dentro casa. Marta è una dottoranda che ha una relazione con il preside di facoltà; Sara vicina al matrimonio ha una sbandata per la ragazza che si sta occupando proprio delle sue nozze; Emma è un’aspirante influencer che per caso incontra un cinquantenne titolare di un’agenzia web. Con questi presupposti la vita di Francesco non può che precipitare ulteriormente ma con l’aiuto di una collega incontrata in pronto soccorso sarà forse sulla strada giusta per trovare un suo nuovo equilibrio.