Un Giorno in Pretura domenica 31 maggio su Rai 3, il caso dell’ultima puntata

un giorno in pretura

Che Ci Faccio qui e Un Giorno in Pretura temi e argomenti della puntata del 31 maggio su Rai 3

Doppio appuntamento della domenica sera con l’approfondimento e l’informazione su Rai 3. Domenica 24 maggio alle 20:30 prosegue Che Ci Faccio qui il racconto dell’umanità realizzato da Domenico Iannacone andando a raccontare Corviale a Roma. Subito dopo alle 21:20 l’ultima puntata di Un Giorno in Pretura che affronta due diversi casi.

Ma vediamo i dettagli delle due puntate.

Che ci faccio qui tema domenica 31 maggio

Attraverso un viaggio in due puntate del programma “Che ci faccio qui” – la prima domenica 31 maggio, alle 20.30 su Rai3 – Domenico Iannacone si immerge in una delle realtà più dure della periferia romana e dà voce a un’umanità tradita e amareggiata che non ha speranze. Arriva a Corviale un quartiere che è un grande edificio, un gigantesco blocco di cemento armato vivono più di 5.000 persone. Doveva rappresentare una nuova idea di periferia e di edilizia popolare, ma è diventato un luogo che porta addosso i segni dell’abbandono e del disagio sociale.

Ma proprio a Corviale, mentre tutto appare perduto, è nata un’esperienza rivoluzionaria: il calcio sociale. Massimo Vallati, con una spinta visionaria, ha creato proprio lì, in quel luogo difficile, il campo dei miracoli, un nuovo modello di comunità e coesione sociale, dove le regole dello sport sono completamente ribaltate. In questo campo, dove tutti possono giocare, non vince chi segna di più ma chi più si prende cura delle cose e degli altri.

Un Giorno in Pretura il caso dell’ultima puntata del 31 maggio

Domenica 31 maggio Un Giorno in pretura si apre con la storia di Giuseppe Bigella che si è autodenunciato per l’uccisione di Marco Erittu e trascina con sé Mario Sanna, agente penitenziario modello, un detenuto a un passo dalla libertà, Nicolino Pinna, e Pino Vandi, da lui definito boss del carcere di San Sabastiano. Ma quello di Bigella è un vero pentimento, o un terribile caso di simulazione e mitomania? Dopo due gradi di giudizio ancora alla domanda non c’è una risposta definitiva.

Nella seconda parte ci si sposta ad Alessandria, rione Cristo. In un caldo pomeriggio dell’estate 2016 un ingegnere viene trovato morto nella mansarda dell’abitazione della compagna. Il corpo è appeso a un palo, una catena intorno al collo, calze a rete, unghie smaltate. Viene accusata di omicidio preterintenzionale la donna con cui ha una relazione da più di dieci anni. Che si giustifica raccontando in aula di un gioco erotico finito male.