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Una Giornata Particolare di Aldo Cazzullo: Conquista e caduta dell’impero

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Doppio appuntamento speciale con Aldo Cazzullo e la sua Una Giornata Particolare su La7. Il giornalista si occuperà dell’avventura coloniale fascista in Africa con due puntate dal titolo Faccetta Nera – Gli Italiani in Africa in onda il 27 maggio e il 3 giugno su La7.

Novant’anni fa in questi stessi giorni Mussolini annunciava dal balcone di Palazzo Venezia il ritorno dell’Impero sui colli fatali di Roma. Fu il culmine del consenso al regime, ma in realtà fu un crimine e una tragedia. A quasi un secolo dall’ “impresa” che costò migliaia di vite italiane e africane, un reportage analizza luci e ombre di una pagina cupa e troppo spesso dimenticata della storia italiana. Per raccontare quella Giornata Particolare Aldo Cazzullo è volato in Eritrea e in Etiopia sulle orme di Indro Montanelli per un lungo viaggio di tre settimane nei luoghi in cui quella storia è cominciata e si è trasformata in conquista, occupazione, violenza, propaganda e memoria ferita.

Una giornata particolare

Una Giornata Particolare – Faccetta Nera: Conquista e caduta dell’Impero

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La puntata del 3 giugno inizia con il racconto della battaglia dell’Amba Aradam, uno degli episodi più sanguinosi della guerra d’Etiopia, il momento in cui l’avanzata italiana mostra definitivamente il suo volto più feroce; l’uso di gas tossici su vasta scala segna un punto di non ritorno nella crudeltà bellica. E poi la battaglia del lago Ascianghi, l’ultimo grande scontro prima della caduta di Addis Abeba, e l’attentato a Rodolfo Graziani, il generale che sostituì Badoglio. Da quell’attentato partirà una delle pagine più terribili dell’occupazione italiana: le repressioni, la strage di Addis Abeba e il massacro dei monaci cristiani di Debre Libanòs. Migliaia di civili, diaconi, pellegrini e innocenti vengono travolti dalla vendetta coloniale fascista, con l’approvazione di Mussolini stesso.

Da Asmara Cazzullo si immerge nella vita coloniale. La città, oggi patrimonio Unesco, conserva ancora il fascino ambiguo e potentissimo di quella stagione, segnata dall’apartheid coloniale, le leggi razziali, la segregazione e il confine imposto tra italiani e africani. Un viaggio fino agli ultimi atti dell’Impero: la battaglia di Cheren, l’eroica resistenza sull’Amba Alagi, la battaglia di Gondar e la fine del sogno imperiale fascista all’arrivo dei britannici.

Gli inviati Raffaele Di Placido e Claudia Benassi raggiungono i luoghi italiani dove l’esperienza africana riecheggia ancora. Visitano il Castello Reale di Racconigi per approfondire la figura di Vittorio Emanuele III, il re che avallò l’avventura coloniale e divenne imperatore d’Etiopia. In Via dei Fori Imperiali a Roma raccontano le ambizioni espansionistiche del Duce, il mito di Roma antica trasformato in propaganda, scenografia e promessa di conquista. E ancora: al Castello di Miramare a Trieste, all’Archivio Leoni di Genova e di nuovo nella Capitale, nel Quartiere Africano, dove la toponomastica ricorda ciò che resta ancora oggi di quella stagione.

Ad arricchire la serata le interviste esclusive al regista Luca Guadagnino, al direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e alla scrittrice Igiaba Scego.

Gli italiani in Africa

Nel primo dei due speciali si inizia con l’annuncio del Duce e dall’ingresso delle truppe italiane ad Addis Abeba, il momento in cui il regime fascista celebra il proprio trionfo imperiale. È questo il punto di partenza attraverso cui Cazzullo ripercorre l’intreccio tra ambizioni economiche, retorica patriottica, interessi politici e violenza militare che hanno accompagnato l’espansione italiana fin dai suoi esordi a fine 800.

La puntata rivive la battaglia di Adua, la più grande e clamorosa sconfitta subita da una potenza europea in terra africana e l’eccidio di Dogali. Un percorso che attraversa l’Italia liberale e arriva al fascismo, quando il sogno imperiale diventa ossessione di regime e la guerra d’Etiopia viene presentata come una missione di civiltà, mentre sul terreno si consuma una tragedia. Una ricostruzione storica senza filtri, in cui niente viene tralasciato: gli stupri, il madamato, i crimini commessi dai soldati italiani, l’uso dell’iprite, il gas vietato dalle convenzioni internazionali.

Gli inviati Raffaele Di Placido Claudia Benassi raggiungono i luoghi italiani in cui questa vicenda ha lasciato tracce decisive: da Palazzo Carignano a Torino fino a Piazza Montecitorio e Piazza del Popolo a Roma, e poi Grazzano Badoglio, il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, passando per il Galata Museo del Mare di Genova, l’Altare della Patria, il Museo delle Civiltà e l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi con la prima registrazione di Faccetta Nera.

La prima puntata si chiude nel febbraio 1936, con l’inizio della battaglia dell’Amba Aradam: uno degli snodi più drammatici della guerra d’Etiopia, il punto in cui la conquista dell’Impero mostra il suo volto più feroce.

Ad arricchire la serata le interviste esclusive al regista Luca Guadagnino, al direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e le scrittrici Dacia Maraini Igiaba Scego.

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