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Where Are You? Dimmi dove sei da una foto di un barcone di migranti al documentario National Georgraphic

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Where are You? Dimmi dove sei su National Geographic il 20 giugno giornata Mondiale del rifugiato

La storia recente italiana ed europea è costellata di vicende migratorie. Le immagini e le storie di disperati in cerca di fortuna, annegati, affondati nel Mediterraneo resteranno per sempre nel cuore e negli occhi di tutti, anche degli indifferenti e dei rabbiosi.

Era l’estate del 2014. Nelle acque internazionali tra Libia e Sicilia, da un elicottero della Marina Militare italiana, Massimo Sestini scatta a un barcone carico di migranti una straordinaria foto zenitale diventata simbolo della crisi migratoria in Mediterraneo.

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Cinque anni dopo, il clamore attorno alla questione migranti non si è spento ma è anzi cresciuto, migliaia di persone continuano a rischiare la vita in mare ogni giorno.

Dopo quello scatto, nel 2016, Sestini, lancia un appello sul web Where are you? per scoprire dove siano finiti quegli uomini, donne e bambini., se siano ancora in Europa, se siano sani e salvi e abbiano cominciato una nuova vita. L’appello viene raccolto da National Geographic che decide di raccontare questa storia di disperazione e speranza con il documentario Where are you? Dimmi dove sei.

Proposto in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, Where are you? Dimmi dove sei sarà in onda su National Geographic (Sky, 403) giovedì 20 giugno alle 20:55. Non solo perchè lo stesso giorno alle 20:30 è prevista una proiezione del documentario a Roma al MAXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in una serata aperta al pubblico organizzata da National Geographic in collaborazione con MAXXI e UNHCR.

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A produrre il documentario per National Geographic è Doclab con la regia di Jesùs Garcès Lambert. Il progetto vede il patrocinio dell’UNHCR-Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e il sostegno di MIBACApulia Film Commission e Regione Lazio-Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

Le storie ritrovate di Where are You

Ansoumana viene dal Gambia e ora studia a Taranto. Quando sale sulla barca ritratta nella foto di Sestini ha solo 16 anni. Hajar è siriana, sul barcone era con la madre Amal, la sorella Shaza e la figlia di 4 mesi. Ora vive in Germania con il marito e la loro bambina.Ayman, anche lui siriano, era con il figlioletto Mahmoud. È stato separato dalla moglie e un altro figlio poco prima di imbarcarsi. Bakari viene dal Mali e attualmente vive in Francia. Ha lasciato casa a soli 12 anni.

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Ansoumana
Quando è arrivato l’elicottero le persone urlavano. Eravamo tutti contenti. I musulmani pregavano e i cristiani si facevano il segno della croce”

Ansoumana ha 21 anni e viene dal Gambia. Attualmente vive a Taranto. In Gambia viveva con lo zio, un sostenitore attivo dell’UDP (United Democracy Party), il partito di opposizione al presidente Jammeh. Quando nel 2013 lo zio lascia il Paese anche Ansoumana deve scappare per evitare ritorsioni. A soli 15 anni raggiunge da solo il Senegal, attraversa il Mali, il Burkina Faso e il Niger fino ad arrivare in Libia. Dopo pochi mesi dallo sbarco a Taranto, viene mandato a Terni dove prende la licenza media e inizia a studiare per il diploma. Quando compie 18 anni è costretto a lasciare la casa famiglia che lo ospita e decide di tornare a Taranto. Qui lavora come mediatore culturale in un centro di accoglienza, in attesa di potersi iscrivere al quinto anno di scuola superiore. Il suo sogno è diventare un procuratore di calcio.

Hajar
“Non credevamo che ce l’avremmo fatta. Pensavamo che saremmo morti. Fino a quando non è arrivato un elicottero. È stato come ricevere in dono quella speranza che ormai credevi di aver perso per sempre. Dio che gioia”.

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Hajar ha 21 anni e viene dalla Siria. Attualmente vive in Germania. Nel 2011 lascia la sua città con la famiglia e nel 2013 sale sul barcone con la madre Amal, la sorella Shaza e la figlia di pochi mesi. Sbarcata a Taranto parte per la Svizzera per riunirsi con il padre e il fratello. Qui impara l’italiano e studia per diventare parrucchiera. Ora vive in Germania con il marito e la loro bambina di 10 mesi, fa la casalinga e ha come obiettivo imparare il tedesco e lavorare come parrucchiera.

Shaza
“Avevo molta paura. Non credevo che il bambino che avevo in grembo sarebbe sopravvissuto”

 Shaza ha 25 anni e viene dalla Siria e attualmente vive a Caslano in Svizzera con i suoi due figli e i genitori è partita dalla Siria con sua figlia di pochi mesi, la madre Amal e a sorella Hajar. Quando sale sulla barca è al terzo mese di gravidanza. Si riunisce con il marito in Svizzera ma il loro rapporto precipita e dopo poco divorziano. Oggi si prende cura dei figli e offre servizio come volontaria presso la caffetteria del centro anziani di Caslano.

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Amal
È difficile da spiegare. Quando ho visto l’elicottero ho capito che eravamo salvi. Ho sollevato Alma per far vedere che avevamo una neonata. Ero sicura l’avrebbero vista”.

Amal ha 48 anni e viene dalla Siria. Vive in Svizzera con il marito è salita sulla barca con le figlie Hajar, Shaza e la nipotina Alma di pochi mesi, per raggiungere il marito.

Ayman e Mahmoud
“Quando è arrivato l’elicottero ho capito che eravamo salvi. Non so come dire, come quando sei morto e improvvisamente ritorni in vita. ”
“Tutti quanti hanno iniziato a urlare e a spingersi. Io avevo un po’ di paura ma papà mi ha preso in braccio e ho iniziato a muovere le braccia.”

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Ayman ha 34 anni e viene dalla Siria. Poco prima di salire sul barcone viene separato dalla moglie Renim e dal figlio. Parte per l’Italia con l’altro figlio Mahmoud. Per due mesi attende a Milano l’arrivo di Renim per riunire la famiglia. Attualmente vive in Germania con la moglie e i figli e lavora come macellaio.

Bakary
“Quando è arrivato l’elicottero le persone urlavano, sollevavano le braccia. Eravamo veramente felici”

Bakary ha 19 anni e viene dal Mali. Vive a Saint Étienne in Francia. Lascia il Mali a soli 12 anni. Dopo essere stato in un campo di prigionia in Libia viene portato fino al luogo dell’imbarco chiuso nel bagagliaio di un minivan dove rimane per giorni. Arrivato in Italia prende un treno verso Parigi. Qui entra in brutto giro e inizia a spacciare. Quando viene arrestato non può essere rimpatriato perché minorenne e il giudice decide di allontanarlo da Parigi. Inizia a frequentare la scuola di Saint Étienne e a lavorare come apprendista giardiniere paesaggista. Il suo sogno è finire gli studi e diventare un rapper.

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