Alfredino Una storia italiana la miniserie Sky e NOW racconta con garbo una tragedia ancora negli occhi di tutti

Alfredino
@Lucia Iuorio
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Alfredino – Una storia italiana su Sky e NOW il 21 e 28 giugno la miniserie in due parti sulla tragedia di Vermicino

Alfredino – Una storia Italiana è una miniserie in 4 parti (e due serate il 21 e 28 giugno) su Sky Cinema (Sky Cinema Due alle 21:45) on demand, in streaming su NOW, prodotta da Sky e da Marco Belardi per Lotus Production (società di Leone Film Group). Al centro la tragedia di Vermicino in cui il piccolo Alfredo Rampi caduto in un pozzo artesiano, morì dopo vani tentativi di salvataggio. Una tragedia collettiva che nel giugno del 1981 scosse l’Italia con la prima lunga diretta di cronaca ma che portò alla nascita del centro Alfredino Rampi e della protezione civili con Sergio Pertini, toccato in prima persona dalla vicenda, presente sul luogo, che ne istituì il ministero.

Proprio questo ultimo aspetto è il focus su cui cerca di concentrarsi la miniserie, non solo con l’ultima parte del quarto e conclusivo episodio, ma anche con lo stile con cui viene raccontata la tragedia. Evitando di sfociare nell’esaltazione del dolore, Alfredino – Una storia italiana ci porta dentro e intorno al pozzo, senza mai indugiare sul piccolo incastrato, senza tentare ricostruzioni esplicite dei tentativi falliti. La miniserie preferisce che siano i volti di chi attende a raccontare il fallimento.

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Una tragedia senza fronzoli

Quella di Vermicino è stata una tragedia emotivamente toccante e sconvolgente. Negarlo sarebbe superfluo. E proprio per quanto è stata capace di toccare l’animo delle persone, nessuno, finora, si era azzardato a trasformare questa vicenda in fiction. La nostra produzione seriale cerca sempre il buono, il bello oltre la tragedia, figure di santi, eroi, riempiono le prime serate Rai. Non siamo in grado di affrontare colpe e tragedie. Probabilmente in altri paesi starebbero già alla quarta miniserie o film tv della storia di Alfredino.

La scelta di Sky e Lotus è stata quindi una sorta di azzardo, un salto nel buio, ma anche in questo caso e nonostante la fine tragica, la miniserie è costruita sul bello e sulla speranza che nasce dal dolore. Il racconto del dramma è costruito per sottolineare i limiti organizzativi che poi portarono a un qualcosa di positivo e utile per tutto il paese. Le persone che affollavano la zona, i bar e i venditori che vi hanno speculato, sono visti con sguardo bonario, come parti di uno sguardo più ampio e collettivo. Sky ci porta sul bordo del pozzo facendoci vivere in modo asciutto la sofferenza, mostrandoci i limiti inevitabili dei vari avventori chiamati a risolvere una situazione senza avere mezzi e modi per farlo. Non ci sono cattivi, il “cattivo” è il pozzo. Ci sono i buoni su cui forse a tratti si indugia troppo tentando di allargare lo sguardo del racconto, come gli speleologi bravi ragazzi e volenterosi.

L’abito non fa il monaco come un progetto non fa una miniserie, così la visione di Alfredino spazza via pregiudizi e dubbi, soprattutto conferma quella linea popolare ma ricercata, con storie importanti e volti conosciuti intrapresa ormai da tempo da Sky e che ha già portato a Petra o Cops, dimostrando come è lo stile con cui si porta avanti una narrazione a rendere tutto possibile.

Il cast

  • Anna Foglietta (Perfetti SconosciutiLa mafia uccide solo d’estate, Noi e la Giulia, Un giorno all’improvviso), è la signora Franca Rampi
  • Luca Angeletti (Come un gatto in tangenzialeNessuno mi può giudicareNero a metà) è il padre di Alfredo, Ferdinando Rampi
  • Francesco Acquaroli (Smetto quando voglioDogmanSuburra – La serieFargo) è il comandante dei Vigili del fuoco Elveno Pastorelli;
  • Vinicio Marchioni (I predatoriTutta colpa di FreudRomanzo criminale – La serie) è Nando Broglio, il vigile del fuoco che provò a tenere compagnia e a motivare Alfredo durante quelle terribili ore;
  • Beniamino Marcone (Il giovane Montalbano20 sigarettePrima che la notte) nei panni di Marco Faggioli, uno dei pompieri accorsi sul luogo della tragedia.
  • Giacomo Ferrara (SuburraIl permesso – 48 ore fuori) è Maurizio Monteleone, il secondo degli speleologi che provarono a recuperare il piccolo;
  • Valentina Romani (Un bacioMare fuoriLa porta rossa) interpreterà la geologa Laura Bortolani; 
  • Daniele La Leggia (Gli equilibristi) è Tullio Bernabei, caposquadra del gruppo di speleologi e primo a calarsi nel pozzo;
  • Riccardo De Filippis (Romanzo Criminale – La serieUn Natale stupefacente) nei panni di Angelo Licheri, “l’Angelo di Vermicino”, ultimo a calarsi nel pozzo e a provare a salvare Alfredo.
  • Massimo Dapporto (Giovanni Falcone – L’uomo che sfidò Cosa Nostra, Amico mio) sarà invece l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini che si recò sul luogo dell’incedente in un momento rimasto nella storia dell’Italia.

Le dichiarazioni dalla conferenza stampa di Alfredino

Marco Belardi di Lotus: “avevo da tempo in mente questo progetto, da quando ho scoperto come la protezione civile nacque dopo la tragedia. Abbiamo girato spesso in condizioni pessime tra pioggia e fango oltre alle difficoltà della pandemia“. Nils Hartmann, Senior Director Originl Productions Sky ha spiegato come fin da subito avessero deciso di farlo con il centro Rampi, come ribadito da Antonella d’Errico, Executive Vice President Programming Sky Italia.

Rita di Iorio del contro Rampi “pochi hanno potuto elaborare la tragedia e capire che questa morte non è stata vana e il desiderio con questa serie era proprio questo”. “Come autori, la scoperta di quanto accaduto dopo la morte di Alfredo ci ha spinto a raccontare questa storia con un taglio diverso da quello che si potrebbe immaginare di fronte a un fatto di cronaca così drammatico. Abbiamo, infatti, scelto di non indugiare sugli aspetti più tragici della vicenda, privilegiando al contrario l’abnegazione, la determinazione e la speranza che spinsero le persone coinvolte a dare tutto ciò che avevano per un obiettivo comune” per la sceneggiatrice Barbara Petronio.

Il dramma, la scoperta della tragedia e di quanto avvenuto dopo e la difficoltà di avvicinarsi a quell’evento, sono tutte sensazioni emerse dalla voce degli attori. “Scendere a testa in giù per 2-3 minuti per le riprese è stato difficile, uno sforzo enorme, immaginare quello che hanno fatto loro è stato quindi molto forte” ha detto Giacomo Ferrara.

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