Bang Bang Baby la serie tv italiana di Prime Video, le dichiarazioni

Bang bang Baby
Foto di Andrea Pirello ©️Prime Video & Amazon Studios
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Bang Bang Baby la serie tv su Prime Video dal 28 aprile: le dichiarazioni della conferenza stampa di Adriano Giannini e del resto del cast

Bang Bang Baby debutta giovedì 28 aprile su Prime Video con i primi 5 episodi (i restanti 5 arriveranno il 19 maggio), una serie tv italiana originale di Amazon, prodotta da  da Lorenzo Mieli per The Apartment e Wildside, entrambe società del gruppo Fremantle. La serie si annuncia come un teen dramedy crime ambientato a Milano negli anni ’80 con al centro il desiderio di una ragazzina di compiacere il padre che non conosceva.

La serie è stata presentata a Canneserie dove era in concorso. Bang Bang Baby è creata da Andrea Di Stefano, è diretta da Michele Alhaique (ep. 1-2-3-4-7-8), Margherita Ferri (ep. 5-6), Giuseppe Bonito (ep. 9-10), con la supervisione artistica di Michele Alhaique, scritta da Andrea Di Stefano, Valentina Gaddi e Sebastiano Melloni.

Il catalogo serie tv di Prime Video

Le dichiarazioni dalla conferenza stampa

Alla conferenza stampa di Bang Bang Baby hanno partecipato Arianna Becheroni, Adriano Giannini, Lucia Mascino, Dora Romano, Antonio Gerardi; il regista Michele Alhaique; Nicole Morganti (Head of Italian Originals, Amazon Studios) e Lorenzo Mieli (CEO The Apartment, società del gruppo Fremantle).

Nicole Morganti: il progetto è nato ancor prima che arrivassi io, portato da Lorenzo Mieli a Giorgia Brown che è capo degli originali europei. Lo abbiamo presentato ormai 2 anni fa, rientra nell’idea della nostra Home of Talents per dare visibilità a talenti emergenti e altri consolidati. In questo progetto ci sono tutti i valori della nostra linea editoriale, abbiamo la necessità di investire sui talenti. Ha chiaramente appeal internazionale.
Lorenzo Mieli: c’eravamo imbattuti nella storia vera di Marisa Merico, affascinati all’idea di un coming of age in un contesto disfunzionale come una famiglia criminale nella Milano anni ’80. C’è voluto tanto tempo, è uno stile, un genere che non è nostro, non ci sono stati punti di riferimento. Sono fiero di dire che è un prototipo, ha avuto tanti influssi ma non c’era nulla così. Un incrocio tra Sono pazza di Simon Le Bon nel mondo della criminalità.

Quanto è rimasto della storia di Marisa Merico?
Lorenzo Mieli: oggi donna, allora ragazza, crescendo con una madre single in Inghilterra, ha scoperto in tarda adolescenza che il padre non era morto ma membro di una famiglia calabrese a Milano con una “capa” donna. Così per capire le sue origine si è avvicinata alla famiglia ed è diventata una criminale.

Michele Alhaique: i copioni erano ricchi di generi e toni diversi, durante il lockdown ho avuto tanto tempo per lavorare a lungo e capire il tono giusto che tenesse in piedi il racconto. Davvero è un viaggio in un paese “non delle meraviglie” e ho deciso di stare molto vicino a lei con le inquadrature, con lunghe panoramiche provare a mostrare quello che vive lei. Non ci sono scene di passaggio, c’è sempre un movimento emotivo, la macchina si muove insieme alle emozioni.

Adriano Giannini chiede ad Alhaique che cosa ha studiato e a cosa si è ispirato: ho studiato molto i copioni che non riuscivo a capirli, sono interpretabili, forse un altro regista avrebbe fatto scelte diverse. Ho un approccio molto istintivo, amo la macchina a mano. Ci sono reminiscenze di Tarantino, di Lynch, dei fratelli Cohen, ma anche il film Tre Manifesti a Ebbing. 

I contrasti dei personaggi

Arianna Becheroni: Alice inizialmente è insicura, timida e mette tutto da parte per l’amore del padre, un’Alice fragile che poi cambia e dimostra che la determinazione può spingere a cambiare.

Lucia Mascino: la cosa che mi piace di Gabriella è che è una donna seduttiva, distratta, non così materna, giocosa, positiva, attratta da qualcos’altro. A me sembra che venga fuori una parte di grande solidità affettiva e mi ha sorpreso perchè pensavo fosse diversa come personaggio. Sul set ho sempre sentito un’ambizione molto importante.

Adriano Giannini: Santo ha il sangue da criminale e improvvisamente si trova a riorganizzare un amore per la figlia; è un cattivo manipolatore, seduttivo, cerca di salvarsi e lo può fare solo la figlia.

Dora Romano: nelle famiglie criminali, specialmente ‘ndranghetiste, la prima famiglia è quella criminale, poi quella di sangue. Questo è quello che avviene nelle famiglie di ‘ndrangheta, si giura anche di accettare di uccidere membri della famiglia se necessario. Una donna senza scrupoli, che accetta di accogliere la nipote nonostante gli impegni tra le gestione del traffico di eroina che degli appalti. Sono riuscita a entrare nella psicologia di questa donna e crearla.

Antonio Gerardi: il mio Nereo è un bambino nel corpo di un uomo, ha seri problemi e ne crea. Una produzione immensa quando sono arrivato sul set ho visto uno vestito come il mio personaggio e pensavo mi avessero sostituito, invece era il mio doppio. Il mio personaggio è un sognatore.

Altre dichiarazioni

Alhaique: ogni episodio ha un riferimento negli anni ’80, perchè vediamo tutto attraverso gli occhi di Alice che è cresciuta nella cultura pop di quel periodo. Quindi in ogni episodio ci sarà qualche riferimento culturale.

Mieli: Amazon ci ha sfidato a osare non ci ha mai frenato. Voglio aggiungere che Michele Alhaique ha reso centrali quelli che per altri sono solo riferimenti alla cultura anni ’80 che non sono solo elementi allegorici ma fulcro della serie.

Becheroni: è stato un grande onore, ma ho sentito subito il peso della responsabilità. Il percorso che mi ha guidato è stato molto facile e piacevole, mi sono stati tutti accanto, è stata un’accademia sia recitativa che umana. Insieme a Michele abbiamo iniziato a lavorare 3 mesi prima dell’avvio delle riprese, l’abbiamo costruita insieme.

Alhaique: già in sceneggiatura c’erano spunti musicali, poi al montaggio la storia si riscrive ma in questo caso filava già tutto molto liscio; abbiamo lavorato per accentuare il tono. Abbiamo usato solo brani fino al 1986.

Morganti: L’eccezione di Madame è la canzone simbolo della serie, creata dall’artista proprio per la serie e dopo aver visto la serie.

La trama

Alice è un’adolescente, ha 15 anni, timida e insicura che diventa il membro più giovane di un’organizzazione criminale, non per soldi, ambizione o desiderio di potere, ma per conquistare l’amore di suo padre. Arriva in città per cercare il padre che ha da poco scoperto essere un boss della ‘ndrangheta e si farà largo in un mondo maschile per sedere “alla destra del padre”. E sicuramente sarà curioso vedere questa commistione tra vita adolescenziale e criminalità organizzata.

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