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Call My Agent – Italia 2: si allontana dall’originale francese, trova la sua strada e non perde la rotta

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Tu dimmi se c’è una forma di cinema più alta di una famiglia che si sbrana basta la citazione di Gabriele Muccino dalla seconda puntata per rendere tutto il senso di Call My Agent – Italia che torna con 6 nuove puntate che come sempre sono troppo poche e lasciano la voglia e l’attesa di un nuovo capitolo (che ci sarà ma con l’addio di Lisa Nur Sultan come sceneggiatrice). Dopo la conferenza stampa, la presentazione serale e tutto l’elenco delle guest star è arrivato il momento di commentare questa nuova stagione, e (spoiler) per noi resta una delle migliori produzioni italiane in circolazione.

Call My Agent Italia 2 – La Recensione 1/2: Stessa formula, stesso divertimento

Squadra che vince, non si cambia: questa regola vale nello sport, ma anche nella cultura pop. Ecco quindi che una serie come Call My Agent Italia, riuscitissima nella sua prima stagione, mantenendo la stessa formula anche nella seconda, funziona perfettamente. Diverte, distrae, intrattiene; è brillante, arguta e contemporanea: il risultato è una serie godibile al 100%, con un cast eccellente, un’ottima regia e una sceneggiatura convincente e accattivante. Call My Agent Italia si prende in giro, ironizza sul mondo dello show business con intelligenza e leggerezza, lo racconta in un modo affascinante e mai banale. Le guest star di ogni episodio stanno al gioco, senza prendersi troppo sul serio, si lasciano travolgere da questo acume divertente e inebriante. 

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Tutto funziona a meraviglia, senza mai abbassare il ritmo o la qualità del racconto, grazie a una coralità armoniosa e ben bilanciata. Certo, difficile immaginare la terza stagione senza l’indimenticabile Marzia Ubaldi, la sua assenza si sentirà e peserà quanto un macigno, come quel ringraziamento all’attrice che arriva come un pugno stomaco alla fine del primo episodio. Senza Elvira la CMA perderà un tassello importantissimo di quella coralità che da sola dà spessore e identità alla serie, e il destino del povero Marcellino (l’adorabile cagnolino di Elvira) sarà tutto da scrivere. Staremo a vedere.
Per chiudere, ovazione alla citazione di Gabriele Muccino nella seconda puntata che senza dubbio lascerà il segno e spiega perfettamente quanta ironia ci sia in Call My Agent Italia: “Tu dimmi se c’è una forma di cinema più alta di una famiglia che si sbrana”.
Voto 8 – Giorgia DI Stefano

…ma meno “francese” 2/2

Quello che salta subito all’occhio della seconda stagione di Call My Agent – Italia è la voglia di staccarsi dall’originale francese. Se la prima stagione la ricalcava sia nelle situazioni delle guest star che nella trama orizzontale degli agenti, in questa seconda si è scelta una via originale. Soprattutto nei momenti vissuti dalle varie guest star che sembrano pensati e ritagliati sugli attori/sulle attrici scelte e capaci di raccontare in modo ancora più profondo vizi e virtù dell’italiano. Non solo ma si prende una strada per cui le vicende delle guest star si innestano sulla vita dell’agenzia. Oltre al rispecchiarsi di situazioni, ci sono storie che vengono riprese anche durante le puntate successive.

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Alcune dinamiche della trama orizzontale inevitabilmente restano, altre vengono rinnovate quasi per voler dare una ventata di novità in più. Complessivamente l’impressione è che alla serie manchi un guizzo ulteriore, una scossa per portarla definitivamente a un livello superiore, come se ogni tanto si indugi troppo su una difficoltà quasi italiana di gestione del ritmo che deve prendersi delle inevitabili pause. Ma sono quelle sottigliezze che si segnalano alle persone cui vuoi bene, alle serie tv che ami e adori per non lasciare che prevalgano gli elogi. E allora nella gestione della trama orizzontale qualcosa manca, i personaggi sembrano reagire più che agire, manca loro un po’ di respiro fuori scena, come se fossero immobili finché non inquadrati.

Straordinari gli attori. Maurizio Lastrico è destinato a dominare la serialità italiana nel presente e nel futuro, Sara Drago si conferma, Michele Di Mauro è una certezza per versatilità e ricchezza di sfumature, Pietro De Nova e il suo Evaristo sono la sorpresa. Valeria Bruni Tedeschi è spiazzante, la puntata con Sabrina Impacciatore ha una delicatezza e profondità sottile convincente, Serena Rossi è magnetica, Claudio Santamaria istrionico al punto giusto. Ma i campioni veri sono Emanuela Fanelli e Corrado Guzzanti, lancio un appello impossibile: date loro una sit-com! Voto 8 Riccardo Cristilli

  • Riccardo Cristilli - 8/10
    8/10
  • Giorgia Di Stefano - 8/10
    8/10

Call My Agent - Italia 2

Diverte, distrae, intrattiene; è brillante, arguta e contemporanea: il risultato è una serie godibile al 100%, con un cast eccellente, un’ottima regia e una sceneggiatura convincente e accattivante. Se la prima stagione la ricalcava sia nelle situazioni delle guest star che nella trama orizzontale degli agenti, in questa seconda si è scelta una via originale. Soprattutto nei momenti vissuti dalle varie guest star che sembrano pensati e ritagliati sugli attori/sulle attrici scelte e capaci di raccontare in modo ancora più profondo vizi e virtù dell’italiano.

Voto:

8/10
8/10
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