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Call My Agent Italia, il cast e gli autori presentano la nuova serie Sky

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Debutta venerdì 20 gennaio 2023 su Sky Atlantic, on demand e in streaming su NOW la prima stagione di Call My Agent Italia, remake della serie francese Dix Pour Cent formata da 4 stagioni e disponibile ancora per pochi giorni su Netflix in Italia (con il titolo di Call My Agent). Versione italiana dopo quelle inglese e coreana (sempre su Netflix quest’ultima), prodotta da Sky Studios e Palomar (con cui Sky realizza il BarLume) e scritta da Lisa Nur Sultan (Sulla mia pelle7 donne e un misteroStudio Battaglia), per la regia di Luca Ribuoli (Speravo de morì primaLa mafia uccide solo d’estateNoi).

Sky ha presentato Call My Agent in una conferenza stampa alla presenza di Antonella d’Errico, EVP Programming Sky Italia, Sonia Rovai, Senior Director Scripted Productions Sky Studios, Carlo Degli Esposti (Palomar), Luca Ribuoli (regista) e Lisa Nur Sultan (sceneggiatrice) e degli attori Michele Di MauroSara DragoMaurizio LastricoMarzia UbaldiEmanuela FanelliPaola BurattoSara LazzaroKaze.

Call My Agent Italia le dichiarazioni

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Antonella d’Errico: Esordire nel 2023 con Call My Agent Italia è motivo di orgoglio, soprattutto oggi in cui siamo al culmine dell’età dell’oro della serialità basta pensare che nei soli USA nel 2022 sono stati prodotti oltre 850 titoli. Questo impone una riflessione su quello che può davvero bucare questo rumore di fondo, è sempre più difficile affezionarsi. Pensiamo che Call My Agent abbia questa capacità di catturare pubblico e critica, sia perchè ha una storia di successo, ma anche perchè la versione italiana è riuscita in un esercizio difficile, portando uno humor francese ma su uno stile italiano. E poi è rilevante per le tante guest star.
La serie originale al momento è su Netflix fino al 21 gennaio, poi chi vivrà vedrà, al momento stiamo lanciando la nostra.

Sonia Rovai: Sky ha sempre puntato sull’originalità. Gli adattamenti per noi sono rari perchè cerchiamo di dare l’impronta Sky. Questo è l’eccezione che conferma la regola, anche per le caratteristiche del format che permetteva di essere plasmata. Abbiamo rivisto le storylines e le trame orizzontali e sono arrivate anche idee dai vari talent coinvolti e hanno lavorato con Lisa Nur Sultan alla rivisitazione delle storie plasmate su di loro. Anche per questo sono già al lavoro sulla seconda stagione.

Carlo Degli Esposti: Vedere la versione francese dava una certezza di poterci provare. La sfida di Palomar è sempre stata quella di poter trovare format su cui lavorare e da fare nostri. Il creatore di quella francese ha visto il montato e ha detto di essere quasi geloso per la qualità raggiunta.

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Luca Ribuoli: lavoravamo continuamente su un circuito realtà-finzione, anche Roma è parte di questo racconto, è la città del cinema. L’obiettivo era staccarsi dalla francese ma rispettandola. I talent passati hanno sottolineato il livello del cast, in particolare Paolo Sorrentino ha sottolineato il lavoro sul cast.

Lisa Nur Sultan: da un lato abbiamo lavorato anche con una certa incoscienza, poi sono arrivate le pressioni perchè c’è chi dice che non abbiamo le star, che la serie era intoccabile, che non c’è uno star system italiano. Il fulcro del racconto è un luogo di lavoro che diventa famiglia, in cui possono partire carriere o fermarsi.

Il Cast

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Marzia Ubaldi: io sono unica che dice sempre di no, io no ho visto l’originale, vivo in campagna, non ho Sky non ho piattaforme. Mi sono fatta raccontare tutto e l’idea mi è piaciuta. Ma il primo motivo per cui ho detto si è il regista con cui ho già lavorato, perchè è un pazzo creativo, capisce quello che fai. Sono contenta di lavorare con tutti è raro trovare un gruppo così affiatato. Durante le riprese ho preso il Covid ed è stato brutto spero di non riprenderlo. Sicuramente il nostro sarà migliore anche perchè a me la comicità francese non piace.

Sara Drago: Camille Cottin è un’attrice incredibile dalla serie è decollata la sua carriera, è stato il mio primo ruolo importante e mi sono ritrovata subito davanti a Favino. Riuscire a trovare l’ironia e non cadere nell’etichetta della str*, usando anche un po’ della mia natura brianzola.

Maurizio Lastrico: sono molto orgoglioso e felice del rapporto con tutti.
Michele Di Mauro: l’anima di Vittorio Baronciani è intrigante, ha un mondo complesso dentro, è marito/padre/uomo ma anche un professionista di un’agenzia che nemmeno esiste in Italia perchè non c’è un corrispettivo, un’agenzia fantastica in cui rappresentiamo i top dei top e in realtà siamo in difficoltà. Ero così coinvolto da quello che facevamo da non avere l’ansia di capire come era andata.

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Emanuela Fanelli: la mia Luana dà la colpa dei suoi fallimenti a Elvira ma alla fine c’è una svolta della sua carriera. Mi sentivo sempre di dover essere all’altezza di chi avevo davanti. Abbiamo pensato il personaggio con Lisa, mi piaceva molto giocare sulla mitomania.

Domande

Quale cosa che più stonava rispetto all’originale?
Siamo partiti dall’idea di cosa teniamo e cosa mi diverte raccontare.

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Difficoltà nello scegliere le star?
Non c’era la fila fuori perchè non l’abbiamo detto troppo in giro e i posti si sono riempiti praticamente subito e abbiamo le persone che avremmo voluto.

Domanda agli attori sul rapporto con gli agenti e sulla differenza tra realtà e finzione.
Di Mauro: noi in quanto attori stiamo costruendoci la possibilità di essere quello raccontato nella serie, avere quel rapporto, sono nostri difensori e promotori.
Drago: parlo con piacere della mia agente, cui devo ringraziare se sono qua, il loro primo lavoro è capire chi siamo, costruirci intorno un progetto.

C’erano paletti o imposizioni dalla produzione originale?
Degli Esposti: No perchè il format è nato da un produttore con cui eravamo legati e che oggi sono soci. Poi abbiamo usato delle esperienze loro per costruire il tutto. Giovanna Cau e Carol Levi, due storiche agenti del nostro sistema italiano, sono stati punti di riferimento della serie.

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La trama

Lea, Gabriele, Vittorio ed Elvira sono l’anima della CMA e a questa danno l’anima, pronti a tutto pur di far brillare le loro stelle. Manager, amici, confidenti e psicologi: un buon agente è tutto questo e anche di più. E loro, ognuno col proprio stile, sono i migliori. Tra giornate frenetiche e nottate mondane, a rimetterci è la loro vita privata… Ma in fondo si divertono troppo per accorgersene. Ma con la partenza del fondatore Claudio Maiorana le cose si faranno un po’ più complicate.

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