Gomorra 5 la presentazione dell’ultima stagione è un omaggio alla storia del cult Sky

Gomorra 5 serie tv sky
Credit: Marco Ghidelli / Sky Italia
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Gomorra 5 Ultima stagione le dichiarazioni dei protagonisti dalla conferenza stampa

Nella cornice del Teatro Brancaccio di Roma è stata presentata la quinta e ultima stagione di Gomorra – La Serie, prodotto cult di Sky e NOW venduto in oltre 190 paesi del mondo (negli USA ora è su HBO Max), torna in tv e streaming dal prossimo 19 novembre. Appuntamento imperdibile per vedere come si evolverà la serie e soprattutto come finirà anche alla luce del film L’Immortale che ha riportato Ciro Di Marzo nella serie.

Qui trovate tutti i dettagli sulla trama, il cast e le immagini della serie. Durante la presentazione sono intervenuti i principali protagonisti sia vecchi come Salvatore Esposito, Marco D’Amore, che i nuovi come Mimmo Borrelli o Tania Garribba. Marco D’Amore è stato anche regista dei primi 5 episodi e del nono mentre i restanti sono di Claudio Cupellini. La musica è come sempre dei Mokadelic. I nuovi episodi sono stati girati tra Napoli, Riga e Roma. Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli sono head writer e come sempre il tutto è tratto da un’idea di Roberto Saviano.

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Le dichiarazioni dalla conferenza stampa

Antonella D’Errico (Executive Vice President Sky) “c’è voluto coraggio fin dall’inizio quando ancora io non facevo parte del mondo Sky, sia per il tema che per tutto quello che è stato messo in piedi, rappresenta l’archetipo di quello che è la serialità Sky, tra cui c’è anche la ricerca del talento. E’ la serie che ha portato la serialità italiana nel mondo, all’estero è la serie citata quando si parla di cult internazionali. E il coraggio è anche quello di interromperla all’apice del successo.”

Riccardo Tozzi (Cattleya): “Quando mi è stata portata Gomorra a Cattleya stavamo iniziando a entrare nel mondo delle serie e avevo capito che fare una serie è costruire un mondo. Poi come produttore è fondamentale non tener conto delle conseguenze. La traduzione in napoletano del testo ha comportato una trasformazione nella costruzione della sceneggiatura, ha una sintesi e una causticità che abbiamo trasferito anche alle altre serie. E’ stata un’esperienza fondativa, l’Italia oggi c’è nella serialità internazionale proprio grazie a Gomorra. L’Italia arriva da una tradizione di neorealismo, realismo scenico, per questo anche se complesso è fondamentale girare in loco.” Alla domanda perchè chiudere ora risponde “l’idea è morire da vivi, meglio rinunciare a qualcosa ma mantenendo energia narrativa, senza decadere”.

Nils Hartmann (senior director original productions): “Facemmo all’epoca tutto quello che nella serialità italiana non si faceva. C’è un prima e dopo Gomorra e resterà un faro anche dopo questa stagione. Ha creato un sistema produttivo.

Gina Gardini (Cattleya): “il punto di partenza era sempre fare indagini e poi costruire la storia intorno, abbiamo preso nel corso del tempo decisioni anche diverse a quelle previste, perchè Genny Savastano inizialmente doveva morire nella prima stagione. Poter prendere una decisione mentre si gira è fondamentale.”

Leonardo Fasoli (sceneggiatore): “nella creazione della serie abbiamo tolto Saviano per fare in modo che lo spettatore diventi lui; le prime volte che siamo andati a Secondigliano è stato travolgente facemmo con un esperimento con Saviano e fermammo 5 persone a caso chiedendo se avevano visto un omicidio nella loro vita e a tutti era capitato”

Maddalena Ravaglia (sceneggiatrice): “una persona che aveva fatto parte di paranze ci ha raccontato come prima di compiere un omicidio non bisogna mangiare e che poi rivivi quegli omicidi ogni giorno, è stato narrativamente portato nella serie perchè è una contraddizione umana, sono mostri ma sono anche loro persone”.

Marco D’Amore (attore e regista): “la mia esperienza da attore e poi da regista è stata come vivere costantemente in bilico su un filo, vivendo sempre con la paura di cadere. E’ stato tutto difficile, girare in quei luoghi, vivere per lungo tempo alle prese con questo materiale, mi ha cambiato nel profondo, mi ha migliorato come uomo, mi ha reso più comprensivo verso quella terra da cui scappai quando avevo 18 anni. L’incontro con Salvatore è stato incredibile, c’è stata subito un’attrazione fisica, chimica tra gli attori, forse noi sappiamo cosa è l’amicizia in quei territori, carnale, fisica e questo ha influenzato anche la sceneggiatura.”.

Roberto Saviano: “la serialità nasce dall’obiettivo di poter compiere il percorso del racconto, tutte possibilità per raccontare il potere in senso ampio. Un gruppo pop francese corso-algerino, citano spesso Gomorra, hanno girato a Scampia un videoclip ma non citando Gomorra. Scampia diventa la periferia del mondo, dando autenticità come attraverso l’uso del dialetto. Non un’operazione para-documentaristica, c’era l’obiettivo di costruire una narrazione profonda, per raccontare il nostro mondo o freghi o sei fregata, chi si vuole salvare prima o poi lo paga. Tutti messaggi che sono il continuo sotto-testo di ogni personaggio. E’ proprio il male che ti fa vedere la possibilità di luce, non c’è per questo il personaggio “via di fuga” il positivo in cui cercare rifugio. I protagonisti sono già sconfitti e lo sanno anche loro, tutti attendono solo quando morire, nessuno pensa di farcela. Il messaggio è che se agisci così hai già perso. Riprodurre la complessità del mondo senza dare delle indicazioni già nette. Il parlare vicino dei due personaggi Genny e Ciro è incredibilmente intimo ma anche un modo per impedire all’altro di vedere i movimenti dell’altro. Oggi non aggiungerei nulla al mio libro perchè le dinamiche sono ancora attive solo che non aprono i telegiornali non vi è sopra la luce. Forse Scampia è cambiata e sta cambiando.”

Claudio Cupellini (regista): “non penso sia quantificabile quanto mi ha dato Gomorra o quello che m’ha dato stare a Napoli; entrai nel progetto nella prima stagione in punta di piedi nuovo sia nel mondo della serialità che nella realtà che raccontava.

Salvatore Esposito (Genny): “potremmo citare i tanti effetti di Gomorra su noi attori, come quando ho incontrato Maradona e m’ha detto ‘è un onore’ e io ‘Diego ma stai pazziando’. Per me è come la fine di una relazione, all’inizio sei euforico, poi arriva un momento in cui riguardi il tempo trascorso e hai un pizzico di malinconia. Il rapporto tra Genny e Ciro è una storia d’amore”.

Ivana Lotito (Azzurra): “Gomorra è un’esperienza totalizzante, piano personale e professionale inevitabilmente si intrecciano. Azzurra in questa stagione vive una prigionia interiore, asfissiante, è sempre la “moglie di” ed è una condanna ma in ogni caso lei ci si sente sempre, anche se non sono liberi nemmeno di amare”.

Arturo Muselli (Sangue Blu): “tutto quello che gli è successo lo rende tipo anestetizzato, in una sorta di religioso silenzio, è un personaggio che ha bisogno di credere in qualcosa”

Quando arriva Gomorra 5 su Sky e Now?

Come anticipato la produzione della quinta e ultima stagione, composta da 10 episodi (due in meno rispetto ai canonici 12), si è conclusa a maggio 2021. Sky ha confermato che l’ultima stagione debutterà il 19 novembre 2021. Le prime due puntate sono state presentate a CannesSeries, gli abbonati con Sky Extra ogni settimana il martedì troveranno le puntate.

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