Il Molo Rosso – El Imbarcadero su Rai 2 la serie con il professore de La Casa di Carta

Il Molo Rosso dal 3 aprile su Rai 2 la serie spagnola con il professore de La Casa di Carta scritto dallo stesso autore

L’attesa per la terza stagione de La Casa di Carta (qui quando arriverà) è un po’ più dolce per i fan della serie visto che dal 3 aprile su Rai 2 potranno rivedere il Professore, Alvaro Morte, ne Il Molo Rosso – El Imbarcadero. 

Il Molo Rosso composta da 8 episodi e già rinnovata in Spagna, arriva in Italia a brevissima distanza dalla diffusione su Moviestar+ dove ha debuttato lo scorso gennaio, sulla scia del successo de La Casa di Carta. Da un lato la scoperta (o riscoperta) della fiction spagnola, dall’altro l’uso di nomi legati a La Casa de Papel come Morte o Alex Pina autore di entrambe le serie. Pina aveva scritto El Embarcadero ancor prima che La Casa di Carta divenne un fenomeno globale grazie al salto da Antena 3 a Netflix e alla platea internazionale.

Su Rai 2 le puntate saranno introdotte dal volto noto della rete Giampaolo Morelli.

El Embarcadero la trama

Ne Il molo rosso il punto di partenza è un classico triangolo amoroso attorno al quale ruotano i misteri delle relazioni sentimentali e la serie fa esplodere la forza dirompente della sensualità per mettere in discussione il politicamente corretto, intacca la granitica omologazione sociale che crede accettabili solo le relazioni convenzionali, quelle sempre prevedibili, mai destabilizzanti per il sistema, e tenta di non vedere l’ombra che si muove assieme ai  nostri corpi, l’anomalia latente che accompagna l’apparente normalità delle vite vissute.

Sul molo del titolo viene trovato il cadavere di Oscar, Alvaro Morte, lo vedremo solo nei flashback che scandiscono la vicenda. Sua moglie, Alejandra, che ha appena concluso un importante affare immobiliare, sa che suo marito è all’estero, ma viene svegliata nel cuore della notte per recarsi in una riserva naturale, appena fuori Valencia, per identificarne il corpo. Sembra un suicidio ma qualcosa non torna.

Oscar ha un’unghia laccata di blu e tra i suoi effetti personali c’è un secondo smartphone che rivela una doppia vita. Alejandra scopre così la lunga relazione che Oscar ha avuto con Veronica, dalla quale è nata una figlia che ha 8 anni. Ma tutto non andrà come si potrebbe immaginare e Alejandra decide di giocare tutto in modo diverso.

Alejandra decide di interpretare, come Oscar, un nuovo ruolo, entra nell’esistenza di Veronica sotto mentite spoglie, va a vivere con lei, vuole conoscerla, e mentre cerca di capire cosa rappresentava per Oscar, viene sedotta dalla sua sensualità. L’insopprimibile desiderio di scoprire perché tutto ciò è accaduto, la porta a riscoprire se stessa; la frequentazione della laguna, i suoi orizzonti aperti, i bagliori di una luminosità pervasiva fanno affiorare la propria parte nascosta.

Amore e morte, secoli di inconscio occidentale, precipitano in una serie curatissima nella scrittura, patinata e senza sbavature nella fotografia e caratterizzata da una grande sensibilità nella direzione di un cast, quasi tutto femminile, che sostiene con bravura la stratificazione di senso che si sedimenta e pian piano cattura in un crescendo di intensità e sorprendenti rivelazioni.

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