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La cena delle spie su Prime Video un “pastrocchio” di film – La recensione

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La cena delle spie
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La cena delle spie recensione del film disponibile su Prime Video dall’8 aprile 2022

La cena delle spie è un film del 2022 diretto dal regista danese Janus Metz Pedersen alla sua prima esperienza con il genere thriller/spionaggio. Con Chris Pine e Thandie Newton, è disponibile su Prime Video dall’8 aprile 2022. Racconta la storia di Henry Pelham e Celia Harrison, due agenti della CIA che assistono per lo più impotenti al dirottamento del volo numero 127 da parte di terroristi somali. La faccenda finirà in tragedia a causa di una fuga di notizie. La CIA deciderà di riaprire il caso e manderà Pelham a indagare dopo anni. Tra i sospettati principali c’è proprio la sua Celia.

I due, a cena in un ristorante californiano elegantissimo, ripercorreranno la vicenda per filo e per segno, senza riuscire a lasciare da parte neanche un secondo l’amore pieno e passionale che li legava e che finì all’improvviso. Per altri dettagli su trama, cast produzione visita la nostra scheda cliccando qui.

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La cena delle spie, un film a due velocità

La cena delle spie recensione – Ci sono due velocità, in questo film, due modalità di percorrenza. C’è quella fluida, vischiosa e ambigua che permea i rapporti e le motivazioni dei personaggi, le dinamiche politiche e diplomatiche in atto, e poi c’è l’andamento delle scene, il ritmo della narrazione che tra passato e presente procede a scatti, a pezzetti, a scaglie, inciampando continuamente su se stessa. É la differenza che intercorre tra un fiume di petrolio e una frana rocciosa.

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Promettente in teoria, nella pratica stride in maniera quasi insopportabile e, insieme alla recitazione enfatica dei protagonisti (soprattutto di lei) e all’illuminazione inverosimile (sembra di guardare un lunghissimo spot di un profumo da uomo di lusso) rende l’esperienza se non spiacevole allora un po’ faticosa. Un pasticcio, un pastrocchio, una minestra che non funziona.

Spunti interessanti e finale

Uno spunto interessante è dato però dal fatto che in questo film, nonostante ci sia chiaramente un colpevole (la storia gira tutta attorno alla sua individuazione) non ci sono cattivi-cattivi e buoni-buoni. I criminali agiscono come rappresaglia per i crimini di guerra subiti e per vendicare gli affetti uccisi, la talpa è talpa per amore disperato, gli agenti della CIA sono tutti deboli, corrotti, egoisti, umani nel senso peggiore del termine. Si potrebbe quasi empatizzare con loro, se solo il film fosse abbastanza gradevole e d’intrattenimento da permettercelo. Il finale è quasi shakespeariano.

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