Lucas Till star di MacGyver ha raccontato il clima ostile di Peter Lenkov sul set tra body shaming e pensieri negativi

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Lucas Till star di MacGyver racconta il clima sul set con Peter Lenkov

La star del reboot di MacGyver Lucas Till ha aiutato Vanity Fair ha chiarire i contorni del licenziamento di Peter Lenkov showrunner della serie così come di Hawaii Five-0 e Magnum P.I. avvenuto per comportamenti scorretti sul set nelle scorse settimane.

All’interno di una lunga inchiesta di Vanity Fair, Till ha spiegato come Peter M. Lenkov durante il suo primo anno sul set, lo abbia portato fino al punto di rottura spingendolo anche ad avere pensieri legati al suicidio. Atti di bullismo, abusi verbali, body shaming (quando si denigra l’aspetto fisico di una persona) sono queste alcune delle accuse che Till avrebbe riportato in un documento a CBS e che avrebbe contribuito a licenziamento del prolifico showrunner.

Non ho mai lavorato più duramente in vita mia, e mi piace il duro lavoro. Ma il modo in cui Peter tratta le persone è qualcosa di inaccettabile. Per il modo in cui mi faceva sentire, sono arrivato addirittura a pensare al suicidio. Ma il vero punto di non sopportazione, il punto di rottura, era legato al modo in cui trattava gli altri“. Ha raccontato Lucas Till al magazine che ha raccolto anche le rimostranze dell’avvocato di Lenkov che ha bollato queste come false accuse.

Till avrebbe descritto alle risorse umane CBS il body shaming operato da Lenkov: “C’era qualcosa sul mio aspetto fisico che non gli piaceva, come quando indossavo un camice ospedaliero, diceva che le mie gambe erano inguardabili e che non le avremmo più fatte vedere. Certo c’era una forma di ironia ma sarebbe potuto essere anche un tema più delicato e non è che non li toccasse. Come quando ha gridato a un regista “Porca miseria! Riempigli la maglietta sembra un fottuto bambino!” ho faticato a mantenere un peso da uomo durante lo show anche per lo stress e per il non poter fare esercizio fisico, avendo orari instabili per poter gestire un giusto allenamento“.

Vanity Fair ha anche raccolto la testimonianza di Sarah Goldfinger diventata nel 2010 collaboratrice di Lenkov a Hawaii Five-0 ma che si è dimessa dopo i 13 episodi del suo accordo iniziale per le urla, le ore al telefono a subire grida e insulti da Lenkov, definiti dalla donna, ora a sua volta showrunner, dei veri e propri abusi e non solo scambi di lavoro. L’autrice dell’inchiesta ha spiegato di aver parlato con oltre 30 persone e tutte le hanno descritto comportamenti simili ma la cosa peggiore è che sostengono come CBS sapesse, senza però far nulla. Aggiungendo così un clima di omertà, di protezione dei suoi “talenti” non così assurdo da credere.

Intanto Lenkov è stato licenziato.