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Netflix a quota 167.1 milioni di abbonati in tutto il mondo – I (nuovi) dati su The Witcher e altro

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Netflix raggiunge quota 167.1 milioni di abbonati al 31 dicembre 2019. Rilascia nuovi dati, con un nuovo metodo di calcolo e parla di pubblicità.

Finito il trimestre è tempo di bilanci in casa Netflix, che ieri ha presentato i dati degli abbonamenti al 31 dicembre 2019, rilasciando qualche dato sui titoli che hanno debuttato da ottobre a dicembre. Ma con qualche novità nella metodologia utilizzata per calcolarli (avrà risolto gli annosi problemi? SPOILER: no).

Partiamo dagli abbonamenti, Netflix nell’ultimo trimestre ha aggiunto 8.76 milioni di sottoscrittori paganti in tutto il mondo. Il totale degli abbonati sale a 167.1 milioni in tutto il mondo. Sicuramente un dato importante, più di quello degli altri trimestri visto che negli Stati Uniti a novembre hanno debuttato due nuovi servizi streaming, Disney+ e Apple TV (quest’ultima disponibile anche in altri 99 paesi, tra cui l’Italia).

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Ma questo non esclude il fatto che la crescita negli Stati Uniti ha quasi raggiunto un punto di saturazione. Negli USA infatti Netflix è cresciuta di 420 mila abbonamenti, contro gli 8.33 milioni di abbonamenti aggiunti nel resto del mondo. L’azienda aveva previsto una crescita di 600 mila abbonamenti negli Stati Uniti e 7 milioni nei mercati internazionali, mercati in cui si può ancora crescere e sui cui Netflix sta investendo sempre di più.

Degli 8.33 milioni di abbonati paganti dei mercati internazionali. 4.42 milioni vengono dalle regioni EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), 2 milioni dai paesi dell’America Latina e 1.75 milioni dai Paesi Asia-Pacifico.

I Dati di The Witcher e il nuovo metodo di calcolo.

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Netflix, nella lettera agli investitori ha anche avvisato che ha cambiato il metodo di calcolo dei dati di visione che rilascia periodicamente. Fino a ieri Netflix calcolava una visualizzazione quando un utente aveva visto almeno il 70% di un film o episodio di una serie, causando vari problemi di interpretazione sull’ammontare reale del pubblico di una serie (che è composta da più episodi). Il nuovo metodo non risolve questo problema, anzi lo peggiora.

Da oggi infatti si parlerà di abbonati che hanno scelto di “provare” quel determinato titolo. E la classifica dei popolari rilasciata da Netflix a fine 2019 era una sorta di anticipazione di questa nuova metodologia. Quindi adesso i numeri rilasciati da Netflix includono gli abbonati che hanno visto almeno 2 minuti di un titolo: “un lasso di tempo sufficiente a indicare che la scelta di visione sia intenzionale” spiega Netflix. Questo metodo quindi includerà anche persone che hanno deciso di provare un titolo, perchè magari è popolare o ne hanno sentito parlare, ma poi hanno deciso di non continuare. Insomma, viene misurata la curiosità dell’utente.

Alla luce di queste precisazioni, Netflix ha comunicato che The Witcher, è stato scelto da 76 milioni di abbonati nelle prime quattro settimane dal rilascio. Quindi 76 milioni di abbonati hanno guardato almeno due minuti/hanno scelto di provarlo. Vediamo altri dati:

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  • 6 Underground,” il film di Michael Bay: 83 milioni di account hanno visto almeno due minuti nelle prime quattro settimane dal rilascio;
  • La seconda stagione di You è stata scelta da 54 milioni di account in quattro settimane.
  • La terza stagione di The Crown: 21 milioni di account nelle prime quattro settimane (+40% dalla seconda stagione) hanno visto almeno due minuti. In totale più di 73 milioni di persone hanno visto almeno due minuti di The Crown, dal lancio della serie.
  • Il film animato natalizio “Klaus”: circa 40 milioni di account nei primi 28 giorni dal rilascio hanno visto almeno due minuti

Netflix e la pubblicità

Per quanto gli analisti di Wall Street continuino a pensare che la pubblicità nello streaming diventerà una condizione necessaria per tutti i servizi streaming, l’azienda continua a pensarla diversamente.

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Google, Facebook e Amazon sono molto potenti nel mercato pubblicitario perchè hanno a disposizione così tanti dati che gli permettono di farlo,” ha detto l’AD Reed Hastings. “Credo che queste tre aziende saranno quelle che riusciranno a trarre benefici [economici] dal business della pubblicità.” Quindi se Netflix dovesse raccogliere almeno 5-10 miliardi da un potenziale servizio con pubblicità, dovrebbe combattere per togliere quote di mercato a quelle tre aziende. “Nel lungo periodo, non ci sono soldi facili da guadagnare in quel settore.

Inoltre, non trasmettendo pubblicità, Netflix non è esposto a controversie che possono derivare dalla delicata questione della privacy (come succede spesso a Facebook nell’ultimo periodo). “Abbiamo un modello di business così semplice, basato sullo streaming e sulla soddisfazione dei clienti,” ha detto Hastings. “Pensiamo quindi che il nostro modello possa garantire utili più elevati, proprio perchè non siamo esposti in un mercato in cui siamo svantaggiati, che è quello della pubblicità contro quei tre Big.

Hastings ha parlato di pubblicità perchè in seguito alla presentazione di Peacock (servizio streaming di NBC Universal), il tema della pubblicità in streaming è tornato tra i trending topic, visto che le azioni dell’azienda madre (Comcast), sono cresciuta nelle ultime sessioni a Wall Street, prevedendo una versione gratuita del servizio, ma con pubblicità.

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