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Operazione Speciale: Lioness, la rivoluzione dei boomer di Taylor Sheridan continua

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Operazione Speciale: Lioness, il thriller militare diffuso ogni domenica da Paramount+ in Italia come nel resto del mondo, è una serie scritta da Taylor Sheridan, e si vede. L’attore diventato autore che con Yellowstone ha dato vita alla rivoluzione dei boomer pronti a conquistare anche lo streaming, prosegue la sua opera di conquista di spazi per chi era stato dimenticato dalle piattaforme, affannate nella corsa ai più giovani.

Eppure sono i boomer e i late millennials le fasce di pubblico più attratte dal mondo della tv, quelle cresciute con l’appuntamento settimanale, con serie tv costruite secondo certi canoni, in cui i buoni vincono, in cui le controversie sono poche, in cui i dubbi sono legati al colpevole. Non sono casuali i successi di The Night Agent, The Diplomat su Netflix, di Succession e di The White Lotus di HBO (e Sky). I teen drama saranno buoni per i meme sui social promossi da influencer pagati e che non sanno nemmeno quello di cui parlano. Ma oltre il rumore social è la massa di over 30 che acquista, che attiva gli abbonamenti, che guarda i prodotti.

Taylor Sheridan questo lo ha capito bene e crea ottimi prodotti destinati a un pubblico ben preciso. Operazione Speciale: Lioness rappresenta l’evoluzione naturale del percorso intrapreso negli anni e dopo il western drama, il gangster con venature comedy Tulsa King, arriva il thriller militare. Per completare la propria rivoluzione Sheridan decide di abbandonare i protagonisti maschili e prendere come protagoniste due donne Zoe Saldana e Laysla De Oliveira, che nulla hanno da invidiare agli eroi maschili che potrebbero stare nei loro stessi ruoli.

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Operazione Speciale: Lioness una serie furba e avvincente

L’operazione speciale di Taylor Sheridan si completa andando a pescare un programma di collaborazione tra CIA e militari in cui vengono infiltrati marine nelle fila del nemico per raccogliere informazioni dall’interno. Inoltre ha coinvolto due solidi nomi come la star Nicole Kidman anche produttrice, Morgan Freeman e un veterano del mondo spy/action/thriller quello che tutti identificano come di qualche agenzia governativa, Michael Kelly (certo nelle prime 3 puntate Freeman non si vede per nulla e gli altri due hanno spazi limitati).

La serie ha un’impronta ben chiara e ben definita. La protagonista (De Oliveira) fugge da un contesto di degrado e violenza latino (la fiera dello stereotipo) e trova salvezza nel mondo militare (i marine buoni che salvano tutti). Il nemico in cui infiltrarsi è naturalmente arabo, come 40/50 anni fa sarebbe stato russo, ma nonostante tutte queste semplificazioni, Sheridan prende ha due protagoniste donne e non bianche. La referente delle operazioni della CIA è sposata con un uomo bianco, medico importante, e ha una figlia adolescente spietata che arriva a dire al padre “te uomo bianco non puoi capire”. Sheridan sa che non sono più gli anni ’90 e quindi immerge furbescamente il suo Lioness nel presente.

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Operazione Speciale Lioness trova così l’equilibrio perfetto per farsi guardare dal pubblico più ampio possibile, è avvincente, adrenalinica ma sa anche entrare nella profondità delle vite dei personaggi. L’evoluzione di una serie da tv generalista con più azione, più violenza e qualche parolaccia, ma con in mente quella formula settimanale cara al pubblico di riferimento.

Operazione Speciale: Lioness

Operazione Speciale Lioness è una serie che sa perfettamente il pubblico cui si rivolge, avvincente, intrigante, carica d’azione ma capace di differenziarsi con la scelta di due protagoniste femminili, calate in ruoli maschili, senza allontanarsi troppo dagli elementi del genere in cui è inserita.

Voto:

7/10
7/10
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