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Prisma 2 – La recensione: una magnetica tavolozza di colori ed emozioni dal respiro internazionale

La seconda stagione di Prisma è arrivata su Prime Video e ci ha subito colpito. La serie creata da Ludovico Bessegato (già autore di SKAM Italia) convince per la freschezza, la sincerità e la naturalezza con cui affronta le storie dei suoi protagonisti. Come leggerete nei nostri commenti noi ve la consigliamo!

Prisma una serie dal respiro internazionale

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Una serie poetica, una luce nell’oscurità di buona parte della serialità italiana
Quanta grazia e quanta delicatezza ci sono in Prisma, una serie tv illuminante e bellissima nel panorama italiano e internazionale. Quanta spontaneità e naturalezza negli adolescenti protagonisti che, anche se spaventati, si mettono in gioco ogni giorno; gli stessi adolescenti che si battono per una miriade di problemi che chi li ha preceduti gli ha lasciato sulle spalle, come un macigno sul loro futuro. I colpevoli, sono quegli stessi ottusi che pensano che il rosa sia un colore da “femmine” e che non capiscono questi ragazzi genuini e intelligenti, determinati a battersi per i loro diritti, per i diritti di tutti, e a mettersi in discussione su temi necessari e urgenti come sesso e identità di genere, accettazione della propria sessualità e rappresentazione, sempre più presenti nella loro quotidianità, come la serie racconta con estremo realismo.

Prisma 2 riprende egregiamente le fila della prima stagione (premiata con il Nastro d’Argento nella categoria “miglior serie dramedy” e il premio di “miglior serie tv italiana” ai Diversity Media) affronta con uno stile unico, delicato e dal respiro internazionale, le ansie e le paure degli adolescenti di oggi in maniera concreta e contemporanea, utilizzando con estremo tatto un simbolismo inedito per la serialità italiana. Una serie che è davvero un prisma: di colori, emozioni, sentimenti e sensazioni. Un tocco di poesia nel marasma dei contenuti che ogni giorno ci travolgono.

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Incredibile – ancora una volta, ancora e di più dopo SKAM – il lavoro immenso di Ludovico Bessegato, soprattutto sui personaggi e sul cast.
Un cast di talenti, tra cui spicca l’emergente – ormai non più – Mattia Carrano, astro nascente del cinema e della tv italiana, sono pronta a scommetterci e non credo di essere l’unica: incredibile la sua interpretazione dei gemelli protagonisti della serie.
Una serie capace di rendere fascino e giustizia anche ai dintorni di Roma, da Latina a Sabaudia, luoghi dov’è ambientata e dov’è stata girata. Che magia, questo Prisma di luce.
Voto 8.5 – Giorgia Di Stefano

Prisma 2

Magnetica anche per chi non ama i teen drama

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La seconda stagione di Prisma fa quello che dovrebbe fare qualsiasi seconda stagione: costruisce le storie sulle fondamenta allestite dalla prima. Il percorso di Andrea pur non potendosi dire concluso completamente, è stato in qualche modo affrontato e la sua storia ha fatto da innesco a un dedalo di altre vicende che non ruotano necessariamente intorno a lui. Se la prima stagione aveva, giustamente, al centro il tema della fluidità e della scoperta, in questa seconda stagione è la precarietà e la complessità della modernità a prendere il sopravvento.

Ci troviamo davanti a ragazzi cresciuti con lo smartphone in mano che usano in modo quasi inconsapevole, come chi ha girato il famoso video della festa. Ma che grazie a quello smartphone hanno la possibilità di conoscersi meglio e capirsi un po’ di più. C’è chi ha uno status da mantenere, chi non sa come affrontare quello che gli capita, chi cerca un’identità.

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Potrà sembrare assurdo ma in Prisma è difficile trovare una persona con cui empatizzare completamente, non c’è un eroe buono. Come spesso capita nella vita ciascuno di loro ha i propri difetti e non tutti possono star simpatici. Non esiste in Prisma l’eroe necessariamente buono, il bianco, in fondo, è associato al candore ma è anche l’assenza di colore. E nella sfumatura del prisma non può esistere un “non colore”.

Forse quello che più manca di più a Prisma è la figura dell’adulto, un genitore effettivamente presente nella vita dei ragazzi. Spesso sono troppo sfumati o introdotti in veloci passaggi e fin troppo definiti: o estremamente positivi o estremamente negativi. Mi si potrà obiettare che il focus devono essere i ragazzi, e posso essere d’accordo, ma nella vita di una persona esiste anche quella componente, soprattutto se si hanno tra i 16 e i 20 anni e in una contemporaneità in cui i genitori sono fin troppo presenti nella vita dei figli. Al netto di questo Prisma ha un fascino magnetico nella delicatezza con cui tratta le emozioni che la rende imperdibile anche per chi non ama i teen drama. Voto 8 Riccardo Cristilli

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  • Giorgia Di Stefano - 8.5/10
    8.5/10
  • Riccardo Cristilli - 8/10
    8/10

Summary

Una serie capace di rendere fascino e giustizia anche ai dintorni di Roma, da Latina a Sabaudia, luoghi dov’è ambientata e dov’è stata girata. Che magia, questo Prisma di luce. Prisma ha un fascino magnetico nella delicatezza con cui tratta le emozioni che la rende imperdibile anche per chi non ama i teen drama.

Voto:

8.3/10
8.3/10