Recensione Gli Irregolari di Baker Street, la serie Netflix che porta Sherlock nel soprannaturale

Gli irregolari di Baker Street
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Recensione Gli Irregolari di Baker Street, la serie Netflix disponibile dal 25 marzo 2021 che porta Sherlock nel soprannaturale.

Da venerdì 26 marzo 2021 su Netflix è disponibile la serie “Gli Irregolari di Baker Street“. Composta da otto episodi la serie è scritta e prodotta da Tom Bidwell (My Mad Fat Diary) ed è prodotta dalla Drama Republic, con Jude Liknaitzky, Greg Bernman e Rebecca Hodgson. La regia è di Johnny Allan, con Joss Agnew e Weronika Tofilska.

Gli Irregolari di Baker Street, la trama

Ambientata nella Londra vittoriana, la serie segue una banda di adolescenti problematici spinti a risolvere crimini dal sinistro dottor Watson e dal suo misterioso socio in affari, lo sfuggente Sherlock Holmes. Mentre i casi prendono una terribile piega soprannaturale ed emergono poteri oscuri, toccherà ai ragazzi di Baker Street darsi da fare per salvare la città e il mondo intero.

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Recensione Gli Irregolari di Baker Street – I nostri commenti

Irregolari di nome ma non di fatto. The Irregulars – Gli Irregolari di Baker Street è quanto di più canonico ci si possa aspettare da Netflix. Si potrebbe prendere una lista dei temi più frequentati dalla piattaforma e iniziare a spuntare le varie voci: adolescenti + soprannaturale + amori + mostri + antichità + riferimento cult + diversità. Una serie amata dall’algoritmo perchè praticamente la può proporre in coda a gran parte dei prodotti già presenti. Non solo ma arrivando al finale si rischia un deja vu vista la somiglianza con scene e ambientazioni di Locke & Key.

Ancor più “regolare” è la costruzione della serie tv stessa, pensata come un procedurale in cui la storia orizzontale inizia a prender forma nel mezzo degli elementi verticali di puntata, finendo per risultare però piatta e superata anche dalla tv generalista. Gli Irregolari è un prodotto che non sarebbe potuto esistere prima di Netflix e che potrebbe esistere solo su Netflix (o su una sua piattaforma concorrente che provi a imitarla). Spiace notare come la caccia al mantenimento dell’abbonato porti a serie piene di temi già visti dalla solitudine del ricco, al riscatto degli ultimi ma in cui gli adolescenti vengono trattati da adulti. Questa volta nemmeno gli inglesi salvano dalla monotonia. Voto 5 Riccardo Cristilli

L’idea di mescolare così tanti generi e tematiche è sicuramente poco originale. Forse l’aspetto più interessante de Gli Irregolari di Baker Street era quello di portare il personaggio cult di Sherlock Holmes, ma anche Watson, in un universo soprannaturale. Purtroppo però il risultato non è stato dei migliori. Oltre a rispondere alle semplici richieste di un algoritmo, la serie rappresenta molto lo stile delle serie tv dello slot per famiglie della BBC, adatto un po’ a tutti e soprattutto con il mostro/caso della settimana. Il problema è che su Netflix non esiste “la settimana”.

Presentarsi con una storia, che per i limiti del genere, ripete a oltranza lo stesso schema: l’introduzione del caso a inizio puntata, lo svolgimento e la sua risoluzione, risulta un esperienza complicata che non si presta alla maratona. E gli episodi che cercano di espandere la mitologia della serie arrivano troppo tardi. Gli Irregolari di Baker Street sono frutto di uno standard replicato all’infinito in salse diverse, quei prodotti che potrebbero essere utili per passare il tempo, pieni di retorica e banalità e con personaggi nel passato che pronunciano frasi moderne. Quei prodotti che vanno dritti in quel limbo di serie di cui l’anno dopo non ricorderemo quasi nulla, se sarà rinnovata, o che non ci mancherà quando non avremo più notizie sul suo futuro. Voto 5 – Davide Allegra.

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