Recensione Servant, stagione 2: quando si dice intrattenimento seriale settimanale…da paura!

Servant

Recensione Servant, stagione 2. I nuovi episodi, disponibili da venerdì 15 gennaio su Apple TV+, hanno tutte le caratteristiche dell’intrattenimento seriale settimanale.

Da venerdì 15 gennaio 2021, su Apple TV+ debutta la seconda stagione di Servant, l’horror psicologico prodotto da M. Night Shyamalan, che occasionalmente si occupa anche della regia di alcuni episodi, e scritto da Tony Basgallop su una coppia di Philadelphia alle prese con una tragedia che ha scosso le loro vite per sempre.

La seconda stagione, come la prima, è composta da 10 episodi che verranno rilasciati ogni settimana da Apple TV+, a partire da venerdì 15 gennaio 2021. Nel team creativo della seconda stagione entrano anche altri autori e registi, come la figlia di Shyamalan, Ishana che ha diretto e scritto alcuni episodi e Nina Braddock, che hanno aiutato Basgallop a scrivere la seconda stagione (la prima era interamente sceneggiata da Basgalop). Ecco un trailer in inglese della seconda stagione:

Servant, stagione 2 – La Trama

La serie segue la vita di una ricca coppia di Philadelphia che sta ancora piangendo le conseguenze di una tragedia che ha colpito le loro vite e il loro matrimonio, cambiandole per sempre. Dopo il finale della prima stagione la serie si addentra ulteriormente nel genere soprannaturale, rivelando pezzo dopo pezzo la mitologia della serie e la natura di uno dei personaggi più misteriosi della serie: Leanne, la tata.

Recensione Servant, stagione 2 – I Nostri commenti

Il finale della prima stagione di Servant lasciava con un dubbio atroce sulla sostenibilità di una serie così misteriosa, che dà allo spettatore troppo poco per farsi un’idea di quello che sta accadendo. La seconda stagione continua usando questo stile inconfondibile, fugando ogni dubbio sul suo futuro: Servant è quel tipo di intrattenimento che porta lo spettatore a fine stagione, a bramare l’episodio successivo e lo fa semplicemente un passo alla volta. Anzi, il modello di scrittura a più mani adottato nella seconda stagione ingrandisce notevolmente la portata di stili e di toni utilizzati in ogni episodio e a guadagnaci è proprio lo spettatore che così viene dolcemente accompagnato nello svolgimento della storia.

Questo modello ha quindi reso Servant più ironica, a volte anche divertente, per poi tornare sul necessario tono cupo e claustrofobico che caratterizza la serie, quando è necessario. La seconda stagione è un viaggio da intraprendere settimana dopo settimana, forse anche più della prima, e probabilmente per i più curiosi sarà un problema attendere l’episodio settimanale. Ma questo tipo di esperienza di visione era alla base della serialità prima dell’arrivo della “maratona”, quel tipo di serialità che ci ha portati a seguire per sei anni le vicende di Lost, giusto per citarne una, e Servant in questo aspetto non è da meno. Voto 8 – Davide Allegra.

Sono rari i casi in cui una seconda stagione di una serie tv è superiore alla prima. Servant è uno di questi. Se la prima stagione ha raccontato l’incubo claustrofobico di una famiglia alle prese con la perdita di un figlio, in questa seconda stagione la storia si evolve, mostra sfumature diverse ma senza uscire dalle quattro mura di una casa a più piani di Philadelphia. Non si esce dalla casa dei Turner e il mondo esterno ci appare filtrato attraverso uno schermo, come quello del notiziario in cui lavora la protagonista o quello di una telecamera per spiare presunti nemici.

Tutta la serie è poi percorsa da una forte componente ironica che rende assurdo un orrore che si veste sempre più di soprannaturale, regalando momenti imperdibili come quando Dorothy conduce il telegiornale parlando con la voce soffusa come una mamma farebbe al proprio bambino o nella scelta di chiamare la finta pizzeria messa in piedi dai Turner, Cheesus Crust al limite della blasfemia. Ma Servant sa essere anche horror come nell’episodio 2:00 (il quarto della seconda stagione). Un’intrattenimento da paura da godersi settimana dopo settimana per una serialità dal sapore antico ma che non si era mai vista prima. Riccardo Cristilli Voto 8

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Il Cast

  • Lauren Ambrose è Dorothy Turner, una reporter di un tg locale di Philadelphia
  • Toby Kebbell è Sean Turner, uno chef e marito di Dorothy
  • Nell Tiger Free è Leanne Grayson, una misteriosa tata assunta dalla famiglia Turner che si trasferisce dal Wisconsin.
  • Rupert Grint è Julian Pearce, il fratello di Dorothy