Recensione The Outsider, la miniserie tratta dal libro di Stephen King, dal 17 febbraio su Sky Atlantic

The Outsider

Recensione The Outsider, la nuova miniserie di HBO tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King, dal 17 febbraio su Sky Atlantic e NowTv

Da lunedì 17 febbraio su Sky Atlantic e NowTV arriva in Italia una nuova miniserie di HBO, The Outsider, che si ispira all’omonimo libro di Stephen King. La serie, composta da 10 episodi, andrà in onda a ritmo di due episodi a settimana, è scritta e prodotta da Richard Price, che ha creato un’altra miniserie di successo per HBO, The Night Of.


Nel team di produzione troviamo anche Andrew Bernstein, Jack Bender e Jason Bateman (Ozark) che si è ritagliato anche un ruolo nella serie. La serie è prodotta dalla Aggregate Films, Temple Hille Entertainment per MRC. Jason Bateman è regista dei primi due episodi in onda lunedì su Sky Atlantic e su Now Tv.

The Outsider, la trama

La serie racconterà di un’indagine per l’omicidio efferato di un bambino, e delle forse misteriose che aleggiano intorno al caso. Il protagonista è Ralph Anderson (Ben Mendelsohn, Bloodline), a capo dell’indagine per scoprire l’assassino di un bambino di undici anni mutilato, Frankie Peterson, ritrovato nei boschi della Georgia.

Le indagini porteranno Ralph, che intanto sta ancora soffrendo per la perdita di suo figlio, ad assumere un’investigatrice privata, Holly Gibney (Erivo), grazie alla quale spera di risolvere il caso, e di spiegare quello che sempre inspiegabile.

The Outsider, la recensione dei primi sei episodi

The Outsider è tutto quello che un fan del genere ha sempre desiderato. I libri di Stephen King sono adattati in televisione ormai da anni, con risultati più o meno soddisfacenti. Ma la serie riesce nella missione di raccontare una storia semplice, ormai abusata nelle serie, giocando proprio sulla sua appartenenza a un genere. E’ un thriller? è un crime? è un horror? Questo è già il primo mistero da scoprire, e in questo senso la serie fornisce indizi e sviluppi, prendendosi tutto il tempo che gli serve.

In The Outsider ritroviamo molti elementi di The Night Of, come la regia che si focalizza su piccoli oggetti, su sguardi e volti dei protagonisti. Una regia che ha la funzione di supporto al racconto, che aiuta a concentrarsi su determinati aspetti di una scena. Ritroviamo anche lo stesso ritmo, all’interno di un singolo episodio infatti, la serie alterna un ritmo eccessivamente lento, scene molto lunghe che accompagnano i personaggi, i loro pensieri, che causano anche qualche momento di noia (una scelta stilistica che da alla serie l’impronta d’autore che altrimenti non avrebbe); a momenti molto più “succosi” in termini di storia e accadimenti che fanno volare il tempo, e quindi molto più adatti a un thriller.

Forse 10 episodi sono troppi, certi aspetti raccontati dalla serie, come le dinamiche personali e familiari del protagonisti, pur aggiungendo colore a un crime, sono superflue e forse troppo dettagliate, e contribuiscono ad alimentare quel ritmo lento di cui si parlava. Questo è l’unico problema che si potrebbe attribuire alla serie, per il resto non vi resta che farvi avvolgere dal mistero. Voto 8 Davide Allegra.

Altre opinioni dopo la gallery

L’ignoto fa paura. Da sempre. Perché tutto quello che è sconosciuto è imponderabile, impossibile da controllare, da fermare in un qualsiasi modo. E The Outsider gioca su quello, sulla paura di tutto ciò che non riusciamo a controllare, innestandola in un contesto profondamente reale come quello di un classico procedurale che è un po’ lo stile delle prime puntate.

Il tutto è costruito in modo sapiente visto lo stile HBO e dei vari nomi coinvolti con una regia che indugia sui particolari per scatenare l’orrore più profondo. Una paura che matura con il tempo, puntata dopo puntata, tra le mura domestiche, nei rapporti interpersonali e che resta sempre sullo sfondo pronta a esplodere. La miniserie HBO si prende tutto il suo tempo, non accelera, non ha fretta di svelare ma solo la voglia di raccontare questa paura pronta a colpire. Voto 8.5 Riccardo Cristilli

The Ousider è una miniserie che ricorda i toni di True Detective e The Night Of. Presto però la piega che prende non è più solamente crime ma soprannaturale (parliamo pur sempre di Stephen King) e, essendo una miniserie, si prende tutto il tempo per destabilizzare lo spettatore nelle prime puntate, fargli provare una paura quasi ancestrale, verso il Male con la M maiuscola, per poi iniziare a permettergli di comporre il puzzle in quelle successive. Un climax narrativo che porta ad un appagamento, dato che gioca sul tempo quando finalmente i protagonisti, contro ogni volontà e contro ogni previsione, ammettono la possibilità che la “verità sia là fuori” e non nella scienza e nel raziocinio umani. Voto 8 perché appunto dopo tre episodi difficili, arriva l’appagamento negli altri tre e c’è la curiosità di vedere cosa succederà negli ultimi 4. Federico Vascotto

Il cast

  • Ben Mendelsohn è Ralph Anderson;
  • Bill Camp è Howie Gold;
  • Jeremy Bobb è Alec Pelley;
  • Julianne Nicholson è Glory Maitland;
  • Mare Winningham è Jeannie Anderson;
  • Paddy Considine è Claude Bolton;
  • Yul Vazquez è Yunis Sablo;
  • Jason Bateman è Terry Maitland;
  • Marc Menchaca è Jack Hoskins;
  • Cynthia Erivo è Holly Gibney.

Il trailer

The Outsider – Dal 17 febbraio la nuova serie ispirata al libro di Stephen King

La nuova serie tratta dalla penna di Stephen King: #TheOutsider, dal 17 febbraio alle 21.15

Publiée par Sky Atlantic Italia sur Lundi 27 janvier 2020