Pubblicità
Dituttounpop > SERIE TV > Storia della mia famiglia: perché è il nostro This Is Us e dobbiamo andarne fieri

Storia della mia famiglia: perché è il nostro This Is Us e dobbiamo andarne fieri

Pubblicità

Una serie che faccia piangere e ridere nello stesso momento è una rarità, e per questo diventa un piccolo grande gioiello televisivo. Soprattutto se riesce a raccontare la vita quotidiana senza strombazzamenti ed eccessi, se non quelli dell’esistenza stessa.

Storia della mia famiglia è arrivata su Netflix in punta di piedi, senza presentazioni ultra meravigliose in qualche location acchiappa social, eppure racchiude dentro di sé più potenza narrativa ed emotiva di tutte le altre serie originali italiane della piattaforma messe insieme.

Se c’è un’altra serie che ha saputo come poche altre unire risate a crepapelle e la lacrime che scendono sulle guance, questa è certamente This Is Us di Dan Fogelman. La storia scritta da Filippo Gravino, affiancato da Elisa Dondi e Veronica Chirra, sembra essere la risposta italiana a quel fenomeno. Non solo: è riuscita nell’impresa titanica di creare un piccolo grande miracolo seriale, anche se meno strombazzato.

- Pubblicità -
Storia della mia famiglia
Cr. Chiara Calabro/Netflix © 2026

Come la vita, la morte, e tutto ciò che sta nel mezzo. Fausto (Eduardo Scarpetta) sta per morire per un cancro incurabile e quindi lascia disposizioni ad ognuno dei membri della sua famiglia allargata. O forse dovremmo dire “accrocco d’amore”, come viene deliziosamente definita nello show: la madre Lucia (Vanessa Scalera), allergica alle responsabilità e alla stabilità; il fratello minore Valerio (Massimiliano Caiazzo), fin troppo serio rispetto a Fausto che scherza su tutto, anche sulla propria malattia, per sopravvivere.

E ancora i migliori amici Maria (Cristiana Dell’Anna), da sempre innamorata di lui, e Demetrio (Antonio Gargiulo), cotto invece della donna. Nella seconda stagione anche il padre estraniato Gaetano (Sergio Castellitto). Il loro mondo cambia per sempre, ma non è detto che sia in peggio: potrebbero trovare un nuovo modo di volersi bene e rimanere uniti. Fausto interpella tutti affinché i figli Libero ed Ercole non vengano separati e non finiscano con l’ex moglie Sarah (Gaia Weiss), che soffre di malattia mentale.

Storia della mia famiglia 2, la recensione: che bello quando una bella serie non si perde per strada

Storia della mia famiglia: la (divertente e commovente) risposta italiana a This Is Us

Storia dalla mia famiglia è avvolgente come una coccola e trafiggente come un pugnale nello stomaco, proprio come This Is Us. Perché ha la stessa sensibilità di mescolare livelli e toni drammaturgici, non essere mai patetica e retorica, ma vera e genuina. Ha un cast corale nel vero senso del termine che ha fatto davvero click fin dal primo ciak. Contiene personaggi che si parlano sopra e non fanno necessariamente la scelta più scontata, ma sicuramente quella dettata dal cuore; interpretazioni profonde, sentite, respirate ad ogni battito.

Nella serie Netflix ci sono gli episodi monografici dedicati ad ognuno dei membri della famiglia. Ci sono i flashback che mostrano il prima e dopo la morte del protagonista. C’è la voce narrante di quest’ultimo come fil rouge che unisce tutto e tutti (anche se il collante vero è l’amore). C’è la colonna sonora così rock e familiare, ci sono le battute e le scene già cult. La new entry Sergio Castellitto poteva arrivare con tutta la sua potenza interpretativa, fagocitando tutti gli altri, invece si amalgama perfettamente al resto. C’è un finale in stato di grazia: la serie deve aver ricevuto l’ordine a due stagioni – forse anche girate insieme – e ha un finale, a proprio modo, chiuso.

L’unico difetto? Troppi pochi episodi – solo sei col nuovo formato seriale per risparmiare risorse e poter tornare annualmente – e troppe poche stagioni. Chi scrive ne vorrebbe ancora molte, molte di più perché la famiglia che ha “creato” Gravina è oramai anche la nostra, a tutti gli effetti. E ci vorremmo tornare già domani.

Pubblicità