The Bad Guy su Prime Video, una serie tv che sfonda la monotonia del genere e la banalità del presente – La recensione

The Bad Guy

Metti un po’ di scene leggere nel silenzio assordante Per non cadere dentro a un buco nero che sta a un passo da noi, rubo le parole del testo di Musica Leggerissima di Colapesce e Dimartino per parlare di The Bad Guy sorpresa firmata Prime Video che fa chiudere nel migliore dei modi l’anno alla piattaforma di Jeff Bezos. Mafia dramedy tutto italiano con Luigi Lo Cascio e Claudia Pandolfi, The Bad Guy si infila sulla scia di Bang Bang Baby, altra produzione della piattaforma che ribalta e mischia i generi, su una struttura narrativa riconoscibile.

Si conferma la voglia di Prime Video di portare in Italia qualcosa di diverso rispetto ai prodotti più convenzionali delle altre piattaforme che inseguono il pubblico della tv generalista invece di provare a sfidarlo. The Bad Guy prende un tema conosciuto e riconoscibile come quello della mafia, due volti stra-noti come Claudia Pandolfi e Luigi Lo Cascio e li inserisce in un mondo unico e in una struttura diversa dal solito. La serie è popolata da “scene leggere” comiche senza risultare parodistiche, “nel silenzio assordante” della serialità tutta uguale di oggi che ci farà finire dentro a un buco nero di infinite ripetizioni dell’uguale, di serie identiche, recensioni identiche.

The Bad Guy spariglia i generi – La Recensione

The Bad Guy diretta da Giuseppe G. Stasi e Giancarlo Fontana, creata e scritta da Ludovica Rampoldi, Davide Serino e Giuseppe G. Stasi, va oltre le convenzioni e gli stereotipi delle serie di mafia. Siamo in Italia, parliamo di mafia, di un procuratore del pool antimafia che dà la caccia a un pericolo latitante ed è sposato con la figlia di un magistrato morto proprio per mano della mafia. Ha pure una sorella che lavora in polizia nella sua stessa procura. Un conto però è dire che è una storia di mafia, una storia familiare, un altro è poi realizzarla. Perchè The Bad Guy non è simile ad altri prodotti, cerca una sua strada, la crea e la porta avanti fino ai colpi di scena che si inseguono negli episodi finali.

Nascono così le scene e le situazioni più leggere e divertenti che non ridicolizzano il tutto ma lo rendono unico rispetto al racconto convenzionale. In questo aiutano anche le interpretazioni, con un convincente Luigi Lo Cascio sia nel ruolo dell’eroe positivo, del magistrato impeccabile Nino Scotellaro che del suo alter ego cattivo il cugino Balduccio. Ma anche Claudia Pandolfi, che colora di spontanea romanità le atmosfere sicule della serie. Complessivamente la serie ha dei colpi di genio come il parco acquatico Wowterworld, triste monumento all’economia della mafia (di cui Colapsce e Dimartino hanno realizzato il jingle) e altri che è meglio non anticipare per non rovinare le diverse sorprese.

Perchè guardare Bad Guy?

Vi starete ora chiedendo, perchè guardare The Bad Guy su Prime Video, soprattutto temendo il pregiudizio degli attori da fiction o “dei vecchi attori del cinema italiano” (che bene o male soprattutto chi guarda la serialità internazionale HBO ce l’ha). La serie racconta la storia di un uomo, un procuratore integerrimo che ha costruito la sua vita sulla lotta alla mafia, che si ritrova incastrato da alcune intercettazioni e costretto a passare dall’altra parte della barricata, a diventare un “bad guy” (per altre informazioni dettagliate anche sul cast c’è la nostra scheda dedicata).

Ma The Bad Guy è da guardare perchè questa trama che sembra banale, in realtà si sviluppa in un modo che è l’esatto antitesi del banale. Laddove in altre occasioni si sceglie una strada consolidata, la serie Prime Video punta su quella alternativa, va a prendere quei dettagli che in altre “writers room” verrebbero scartate, punta sulla follia costruttiva che spezza la monotonia dei tempi moderni. The bad Guy osa. E osare è sempre un pregio visto che altrove si porta avanti un modello da ipermarket. Dal primo istante all’ultima immagine la serie sfida lo spettatore senza mai forzare una scena. Anche quelle più improbabili sono perfettamente incardinate nella struttura generale della serie. E tra carica innovativa, divertimento, interpretazioni, The Bad Guy vola tra l’olimpo delle migliori del 2022. Voto 9.

Riccardo Cristilli
Riccardo Cristilli
Per andare da A a B passereste prima per C? Se si perchè? e D? Non rischia di offendersi se non gli facciamo nemmeno un saluto? Ma soprattutto, che razza di bio è questa? Siete sicuri di volere una biografia? Mi trovate su Fb/tw/G+/pinterest/instagram/linkedIn come Riccardo Cristilli, il modo più semplice per farvi i fa....ehm conoscermi meglio. Per comunicati, eventi, news sulle serie tv scrivete a [email protected] o [email protected]