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The Crown 5 su Netflix, quel senso di delusione per un capolavoro banalizzato

The Crown

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The Crown arriva su Netflix il 9 novembre a due mesi e un giorno dalla morte della Regina Elisabetta che ha anche riportato la serie nelle Top Ten in vari paesi, Italia compresa. Tra vecchi e nuovi fan ritroviamo però una nuova regina interpretata da Imelda Staunton, e tutto il cast completamente rinnovato.

Una stagione completamente diversa non solo nel cast, ma anche nelle tematiche, come un Regina in disparte oscurata dalle storie che conosciamo bene, e che spesso sono associate alla famiglia reale. Vediamo quindi un po’ di commenti:

Che fine ha fatto Elisabetta II in The Crown 5?

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The Crown non è la serie tv su Elisabetta II e questo ci era chiaro fin dalla prima stagione. Ma in questo quinto capitolo è diventato fin troppo evidente. La Elisabetta di Imelda Staunton è relegata a un ruolo di rappresentanza con apparizioni significative ma pur sempre sporadiche. Il centro della scena è tutto per Diana e Carlo ma i momenti più interessanti e convincenti di questa stagione restano quelli in cui la famiglia è al completo, in cui assistiamo alle interazioni di Elisabetta, alle facce, ai discorsi di Elisabetta. E gli episodi migliori sono quelli più “storici” e politici come l’ultimo o quello dell’hannus horribilis della Regina.

La quinta stagione di The Crown è però fortemente deludente. Siamo lontani dal convincente capolavoro del passato. L’impressione è che avvicinandosi al presente si sia cercato di smussare alcuni angoli (francamente imbarazzante l’episodio in cui viene elogiata l’opera umanitaria del principe Carlo), evitando di entrare troppo a gamba tesa in troppe polemiche (che ci sono comunque state). Dominc West è inadeguato nel ruolo di Carlo, la carica virile dell’attore rende troppo vigoroso il personaggio, lontano da quello che avevamo visto nelle stagioni passate. Diana perfettamente incarnata da Elizabeth Debicki è troppo dimessa, dov’è quella Principessa che faceva innamorare le folle? Incomprensibile l’episodio dedicato agli Al-Fayed, un riempitivo arrivato troppo presto, ma che conferma quel senso di frammentazione che si respira in questa stagione.

Peter Morgan sembra aver ceduto alle pressioni di dilatare The Crown, inserendo passaggi di cui si poteva fare a meno e costruendo una stagione compressa in pochi anni per lasciare la morte di Diana alla sesta stagione. Non resta che sperare in un finale migliore. Voto 6.5 Riccardo Cristilli

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…eclissata dagli scandali proprio come nella vita reale

The Crown è partito con l’intenzione di raccontare le conseguenze che la Corona, il sistema, ha sulle persone, sulla Regina. Se le prime stagioni inevitabilmente volevano la Regina Elisabetta assoluta protagonista, con il passare degli anni la sua figura nella serie è stata accompagnata da altri personaggi, dal marito Filippo, dalla figlia Anna, da Carlo e infine da Diana che è l’unica ad averla oscurarla completamente. In questa stagione gli effetti del matrimonio con Carlo, per Diana, sono praticamente dominanti.

The Crown 5 è una sequenza di eventi che tutti conosciamo degli ultimi anni di Diana, come la famosa intervista concessa alla BBC che ha rubato completamente la scena a tutti anche con lunghi episodi di preparazione. Diana forse è il personaggio meglio interpretato della stagione perchè dominante, così dominante da oscurare quasi Carlo. Ma soprattutto la Regina, diventata il personaggio da scomodare quando qualcuno deve comunicarle le sue intenzioni, quando deve ricevere il Primo Ministro, quando le si deve comunicare l’ultimo articolo di giornale che parla di un suo famigliare. Per questo forse la Elisabetta di Imelda Staunton sarà ricordata, almeno per ora, come la Regina delle espressioni di rassegnazione.

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Insomma gli scandali prendono il sopravvento in The Crown, vuoi perchè probabilmente è quello che tutti si aspettano, vuoi perchè probabilmente sono la parte più documentata della storia moderna della monarchia inglese. Tra nascite, matrimoni, e funerali, le notizie non mancano e The Crown ha dovuto seguire l’evoluzione della monarchia inglese, senza essere troppo blasfemo, dall’essere rilevante alla trasformazione in processo di produzione per la macchina della comunicazione. Voto 7.5 Davide Allegra

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