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The greatest beer run ever, o la banalità della guerra – La recensione del nuovo film su Apple Tv+

The greatest beer run ever

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The Greatest Beer Run Ever il nuovo film Apple Tv+ con Zac Efron, Russel Crowe. Tutte le info utili

State cercando una commedia con un twist un po’ serio che parla della guerra ed è ispirata a una storia vera? Un po’ specifico forse, ma se è quello che volete, The greatest beer run ever è esattamente quello che fa per voi. La pellicola, diretta e co-scritta da Peter Farrelly, è ispirata al libro omonimo scritto da Joanna Molloy e John “Chickie” Donohue, il protagonista della vicenda che ha dell’incredibile.

Disponibile su Apple Tv+ a partire dal 30 settembre 2022, il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival il 13 settembre, e ha avuto un rilascio limitato nei cinema degli Stati Uniti il 23 settembre. La critica si è dimostrata divisa da questa pellicola, che in effetti è un po’ particolare.

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The greatest beer run ever, la storia incredibile di Chickie

New York, 1967, la guerra in Vietnam impazza e l’opinione pubblica statunitense è più che mai divisa. Nella grande mela, John Donohue detto Chickie ha 26 anni, è stato un militare per qualche tempo e lavora a sprazzi, soprattutto nelle navi mercantili. Chickie è un po’ un burlone, un incosciente, un nullafacente, uno che prende la vita come viene cercando sempre il modo di cavarsela facilmente. É conosciuto nel suo gruppo di amici per essere un simpatico scroccone che non fa mai quello che dice di voler fare.

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Un giorno, colpito dal numero di vittime che la guerra sta facendo nel suo vicinato, gli viene un’idea un po’ bislacca: vuole andare in Vietnam a portare delle birre statunitensi ai suoi amici al fronte, per dimostrargli che i cittadini sono con loro, e che hanno ancora degli amici e dei sostenitori a casa. A causa di una serie di fortunate (o sfortunate, dipende dai punti di vista) circostante, alla fine riesce a partire davvero.

Il suo viaggio attraverso la nazione in guerra è surreale, a tratti grottesco. Riucirà a regalare qualche birra e miracolosamente a tornare in patria illeso, ma sarà anche cambiato per sempre, da diversi punti di vista.

La banalità della guerra – La recensione

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Se questa storia non fosse successa davvero la bolleremmo come assurda e chiameremmo gli sceneggiatori di questo film dei matti. A volte, però, la realtà super di gran lunga la fantasia. La storia di Chickie, estrapolata dalla sua natura inverosimile, è una storia sulla visione del mondo e della guerra, sulla potenza dei mezzi di comunicazione (nel bene e nel male), sulla leggerezza dell’essere umano nei confronti di fenomeni talmente crudeli da risultare incomprensibili.

Quando pensiamo alla guerra, dal divano di casa nostra o dal bar, davanti alla televisione o attorno a un tavolo con gli amici, che cosa pensiamo? Probabilmente alle battaglie campali viste nei film o lette nei libri, alle gesta eroiche, alle esplosioni grandiose. Una grandiosità dolorosa, certo, ma in qualche modo adrenalinica. Una nazione giusta che lotta contro una nazione sbagliata, la difesa necessaria e inevitabile di tutto ciò che c’è di buono al mondo.

La verità che Chickie scoprirà a sue spese è che la guerra è disgustosamente banale, sporca, caotica. É fatta di notti nel fango, di bambini spaventati. Le parti non sono chiare e ovvie come ci aspettavamo, i confini sono sfumati. Le informazioni che riceviamo parziali. Nella maggior parte dei casi, non esistono buoni e cattivi. Non sul campo. Non quando si parla di famiglie, di lavoratori, di persone con un padre e una madre. Questa cosa forse è vera per tutte le guerre, ma lo è a maggior ragione per la guerra del Vietnam.

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Molti critici hanno imputato a The greatest beer run ever una certa superficialità, un appiattimento. È vero. La pellicola affronta tutto con una patina di distacco. Evita qualsiasi tipo di retorica, parla per immagini più che per effetti. Non è lacrimoso né tragico. È asciutto e straniante. Caciarone a tratti. Non si perde in chiacchiere. Forse è un difetto, forse è una modalità di racconto.

Questa distanza è la stessa che viviamo noi, completamente assuefatti alle notizie violente. La stessa che viveva Chickie, da casa, quando si sorbiva tutte le chiacchiere da bar sul conflitto e vi partecipava entusiasticamente, quasi come si stesse parlando di squadre. Lo stupore appannato di chi non ha idea di quale sia la profondità della faccenda. Le sue implicazioni. Le sue sfocature.

Il cast

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Ci siamo distratti un secondo e Zac Efron, che interpreta il protagonista John “Chickie” Donohue è diventato un attore vero. Questo ruolo gli si addice particolarmente, e lui di conseguenza risulta molto credibile. Russell Crowe è il giornalista Arthur Coates, che lo accompagna per un breve segmento del suo viaggio.

Jake Picking è Rick Duggan, uno dei tanti amici che Chickie ritrova in Vietnam. Kyle Allen è Bobby Pappas, Will Ropp è Kevin McLoone. E poi ancora Archie Renaux è Tommy Collins, Will Hochman è Tommy Minogue, Kevin K. Tran è Hieu ‘Oklahoma’, Ruby Ashbourne Serkis è Christine Donahue. Bill Murray è Il Colonnello. Nel cast anche Christopher Red Brown, Joe Adler, Macgregor Arney, Hal Cumpston, Kristin Carey e Paul Adelstein.

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Questa commedia racconta di una storia vera che supera in qualsiasi modo la fantasia. É stato bollato di appiattimento e superficialità. Forse è vero, forse però è un modo di veicolare il suo messaggio tramite la modalità di racconto. The greatest beer run ever, o la banalità della guerra - La recensione del nuovo film su Apple Tv+