The Umbrella Academy 3 il caos organizzato che salva una stagione – La recensione

The Umbrella Academy 3
The Umbrella Academy. (L to R) Emmy Raver-Lampman as Allison Hargreeves, Elliot Page as Viktor Hargreeves, Tom Hopper as Luther Hargreeves, Colm Feore as Reginald Hargreeves, Justin H. Min as Ben Hargreeves, Aidan Gallagher as Number Five, David Casta–eda as Diego Hargreeves, Robert Sheehan as Klaus Hargreeves in The Umbrella Academy. Cr. Christos Kalohoridis/Netflix © 2022
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The Umbrella Academy 3 la recensione dei nuovi episodi su Netflix da mercoledì 22 giugno

The Umbrella Academy è tornata su Netflix con la terza stagione da mercoledì 22 giugno, 10 nuovi episodi per raccontare le avventure dell’imprevedibile banda di eroi che torna a far danni nel presente dopo gli eventi della seconda stagione. Il primo episodio della terza stagione è un po’ come se fosse l’appendice della seconda di ormai ben 2 anni fa.

Salvato il mondo nel 1963 i ragazzi riescono a tornare nel presente ma trovano la loro casa occupata non da abusivi ma dai nuovi figli di Sir Reginald Hargreeves che dopo averli incontrati nel passato, di fatto ha deciso di rimpiazzarli. Lo scontro iniziale tra gli Umbrella e gli Sparrow dà una vera e propria carica agli episodi, che ripartono così con quella spinta e quella verve che contraddistingue la serie. La scelta musicale è un altro punto di forza della serie, quel gusto per il classico moderno che dona ritmo e riferimenti senza tempo alle immagini della serie, smarcando The Umbrella Academy da quel target YA in cui sarebbe stato facile inquadrarla.

Non c’è pace per gli Hargreeves

I nostri eroi pensavano di poter tornare alla loro vita, ma ben presto si accorgeranno che quella vita non esiste più e che di fatto sono un’anomalia nel continuum temporale, come spiega sicuramente meglio Numero 5, anche in questa stagione tra i migliori personaggi della serie. Stanchi, delusi e alcuni infuriati per la nuova realtà che sono costretti a vivere dopo aver lasciato affetti in ogni linea temporale vissuta, il gruppo si raduna al misterioso hotel Oblivion che raccoglie i reietti del mondo. Intanto alla Sparrow (fu Umbrella) Academy inizia a formarsi una misteriosa palla di luce…

La nuova situazione in cui si trovano permette a The Umbrella Academy di offrire una stagione più intima e personale. Dopo aver affrontato aspetti storici e sociali negli anni ’60, in questa stagione la serie prende una piega privata, cercando di dare uno spessore più introspettivo ai personaggi. Come nel caso di Vanya che seguendo la transizione della sua interprete nel frattempo diventata Elliot Page, in questa stagione diventa Victor. Il passaggio assomiglia però più a un’aggiunta doverosa e necessaria per l’attore e meno un cambiamento del personaggio.

The Umbrella Academy e la Sparrow Academy

La dicotomia tra i due diversi stili di “accademia” resta, purtroppo, solo abbozzata. Un paio di riquadri giusto per far capire i diversi caratteri e la diversa impostazione, prima di passare ad altro, quasi come se si avvertisse il rischio di sviare il pubblico dal nucleo centrale dei personaggi. Peccato perchè sarebbe stato interessante osservare maggiormente all’opera i membri della Sparrow Academy anche andando oltre la rivalità con gli Umbrella. Soprattutto alcune scene riempitive dedicate ai membri degli Umbrella, spesso usate più come raccordo che con altre funzioni, potevano essere dedicate a inquadrare maggiormente i nuovi personaggi, cui si fa fatica ad affezionarsi.

Sebbene questa stagione prosegua quanto di buona fatto nelle precedenti, soprattutto dopo l’equilibrio trovato nella seconda, l’impressione è che The Umbrella Academy abbia delle enormi potenzialità soffocate da un impianto rigido e troppo teso ad assecondare i desideri del pubblico, cercando di rendere “educato” anche l’irriverente, gentile anche lo sfrontato. Anche l’elemento più disturbante, Klaus, sembra ingabbiato nella voglia di far maturare il personaggio, senza però farlo uscire dal percorso tracciato. Ne risente anche l’interpretazione di Robert Sheehan che ormai ripete stancamente un personaggio partito da Misfits e poi adattato in Umbrella Academy.

Complessivamente la terza stagione di The Umbrella Academy funziona, svolge a pieno il suo compito di intrattenere lo spettatore, tra colpi di scena, momenti sorprendenti, altri deliranti, battute pungenti e dialoghi brillanti. Peccato, però, che la parte centrale risulti un po’ debole, anche per la necessità di ampliare il respiro della narrazione suddividendo i vari personaggi. Ma la serie funziona nei momenti di caos organizzato collettivo, quando ci sono tanti personaggi, quando la confusione genera ritmo. Il finale apre le porte a una quarta stagione che, chissà, magari potrebbe anche essere l’ultima, forse è arrivato il momento di iniziare a pensare al finale.

É da vedere se…

…se avete visto le stagioni precedenti, lo stile vi piace perchè fermarvi ora? Ma The Umbrella Academy può piacere a chi ha visto serie come Deadly Class, Titans, Misfits. Per il resto vi consigliamo di scaricare l’app gratuita di TV Tips e di usare la funzione “Match” con la quale potete scoprire la prossima serie da guardare, con consigli legati ai vostri interessi.

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PANORAMICA RECENSIONE
Riccardo Cristilli
7
Per andare da A a B passereste prima per C? Se si perchè? e D? Non rischia di offendersi se non gli facciamo nemmeno un saluto? Ma soprattutto, che razza di bio è questa? Siete sicuri di volere una biografia? Mi trovate su Fb/tw/G+/pinterest/instagram/linkedIn come Riccardo Cristilli, il modo più semplice per farvi i fa....ehm conoscermi meglio. Per comunicati, eventi, news sulle serie tv scrivete a riccardo.cristilli@gmail.com o info@dituttounpop.it
the-umbrella-academy-3-la-recensione-della-serie-netflixThe Umbrella Academy 3 la recensione della serie Netflix, come sono i nuovi episodi? il voto, il commento, da vedere?