Pubblicità
Dituttounpop > SERIE TV > Recensioni Serie Tv > Treason, Charlie Cox al centro di una spy story inglese da un binge-watching e via

Treason, Charlie Cox al centro di una spy story inglese da un binge-watching e via

Treason

Pubblicità

Arriva su Netflix la miniserie Treason, cinque veloci episodi da circa 40-45 minuti, che sicuramente attireranno la curiosità del pubblico degli abbonati Netlfix grazie alla presenza di Charlie Cox, che torna sulla piattaforma dopo l’esperienza di Daredevil. In attesa di tornare nel vestito del diavolo di Hell’s Kitchen nella nuova serie dedicata al personaggio per Disney+ (dopo aver mostrato il nuovo costume in She-Hulk), Cox è qui in “abiti civili” nei panni di un giovane vice-direttore dell’MI6 i servizi segreti britannici. Treason affascina tra colpi di scena e complotti ma resta un prodotto da un “binge-watching e via” senza poi richiamare il giorno dopo per un secondo appuntamento.

Treason la trama e il cast

Senza spoilerare la trama di Treason racconta la storia di Adam Lawrence, agente MI6 che ha avuto una carriera fulminea e si ritrova alla guida dell’agenzia dopo il malore di “C” il capo dell’agenzia. Mentre indaga sull’attentato, incontra Kara una spia russa caduta in disgrazia che conosceva ai tempi di una sua vecchia missione. Il suo arrivo stravolge la vita di Adam e di sua moglie Maddy. Tra reti di spie, segreti, relazioni politiche e diplomatiche, ciascuno cerca di difendere la propria vita e quella dei propri cari. Un gioco di segreti svelati e misteri irrisolti che terrà con il fiato sospeso.

- Pubblicità -

Il cast

Come anticipato il protagonista di Treason è Charlie Cox nei panni di Adam Lawrence. Nella serie creata da Matt Charman (già autore de Il ponte delle spie), troviamo Oona Chaplin in quelli di Maddy De Costa la moglie di origini spagnole di Adam, anche lei ex militare, Olga Kurrylenko è invece Kara. Ciaran Hinds è Sir Martin Angelis e Tracy Ifeachor è Dede l’agente CIA che avrà un ruolo fondamentale nella serie.

Treason la recensione

- Pubblicità -

Gli sceneggiatori, soprattutto quelli americani, non sanno più come convincere gli spettatori a seguire una serie tv, così spesso adottano la tecnica di iniziare la serie mostrando una scena particolare, magari in cui il protagonista è in pericolo o in difficoltà per poi tornare indietro prima di riportarci a quel punto. Il problema è che spesso, in Treason come anche in The Recruit di quella scena finiamo per dimenticarci rapidamente diventando quindi un espediente sostanzialmente superfluo ai fini della narrazione. Continuare a guardare la serie non diventa quindi condizionato alla voglia di scoprire come si arrivi a quella scena, quando dalla trama e dall’interesse verso il racconto.

Treason ha il merito di essere una veloce serie (cinque episodi che non superano i 50 minuti, alcuni anche meno di 40 sono ormai una rarità), adatta a chi ama il mondo delle spie e di 007, ma che finisce per essere uno di quei prodotti che una volta conclusi vengono in fretta dimenticati negli scaffali del grande magazzino Netflix. Ci sono troppe falle, troppe situazioni poco credibili per renderla una serie perfetta, una serie in cui la parte sentimentale ed emotiva sembra essere il centro dell’attenzione molto più della componente spy. Senza voler far spoiler ma dal primo all’ultimo istante emergono troppi dubbi sulla semplicità di alcuni risvolti e di alcune scelte narrative. Ma per una botta di binge-watching e via va più che bene. Voto 7

Pubblicità