Recensione The Good Fight 4, dal 18 febbraio continua la “follia” su TIMVISION

the good fight 4
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Recensione The Good Fight, la quarta stagione disponibile da giovedì 18 febbraio 2021 su TIMVISION. Una serie che punta sul coinvolgimento attivo dello spettatore.

Da giovedì 18 febbraio su TIMVISION arriva la quarta stagione, inedita in Italia, di The Good Fight, spinoff della nota The Good Wife, prodotto e creato dalla coppia Robert e Michelle King. La stagione è stata rilasciata lo scorso anno dal servizio streaming americano CBS All Access, ed è una delle serie che ha subito uno stop della produzione a causa del lockdown di marzo 2020. La serie sarà disponibile con due episodi a settimana ogni giovedì, dal 18 febbraio, su TIMVISION.

La quarta stagione, per questo motivo, sarà composta da sette episodi, anziché i 10 previsti, e non ha potuto salutare due dei protagonisti che avevano annunciato l’addio per la fine della quarta stagione: Cush Jumbo e Delroy Lindo. A oggi non sappiamo ancora se i due attori torneranno nella quinta stagione per chiudere le loro storie, o se resteranno, visto che Delroy Lindo aveva lasciato per un ruolo da protagonista in una serie ABC che poi non è stata ordinata (qui i dettagli). Ecco intanto un trailer della quarta stagione:

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The Good Fight 4, la trama

La serie segue le vicende personali e professionali degli avvocati dello studio Reddick/Boseman/Lockhart e affronta temi di attualità come l’alt-right, il movimento Me Too, le molestie online, la denuncia delle contraddizioni dell’America, le fake news e i brogli elettorali.

Nel primo episodio della quarta stagione, la protagonista Diane vive in sogno una situazione che in altri tempi avrebbe ritenuto ideale: Hillary Clinton vince le elezioni USA del 2016. In questa realtà alternativa, il paese ha perso un’opportunità sul dibattito dei diritti delle donne, non esiste il movimento Me Too e Weinstein è sulla cresta dell’onda in quanto amico e sostenitore di Clinton.

Recensione The Good Fight 4 – I Nostri Commenti

Su The Good Fight abbiamo sempre speso parole positive, la serie ha sempre portato in televisione una critica al sistema legale americano, più di quanto sia riuscita a fare la serie originale limitata dal mezzo che la trasmetteva. Quindi non vi tedio con l’elenco dei suoi pregi con una dichiarazione d’amore sulla sua ironia dissacrante, sulla sua genialità, sulla sua capacità di dire qualcosa senza dirla. The Good Fight è una serie profondamente radicata alla realtà, per questo l’arrivo in Italia a un anno dal suo rilascio americano, probabilmente complicherà ulteriormente la comprensione degli eventi.

La serie va vista conoscendo, almeno a grandi linee, gli argomenti trattati dalla serie che sono strappati alla realtà politica e culturale degli Stati Uniti. Per questo motivo The Good Wife non è una serie da divano, da relax, ma è una serie che richiede il coinvolgimento dello spettatore anche dopo la visione. Non è una serie per la massa, e meno male, perchè la generalizzazione dei prodotti televisivi ha quasi stancato. La necessità di standardizzare un processo per piacere a tutti, rendere una serie appetibile a una vastissima platea sono caratteristiche che The Good Fight non ha, ed è questo a renderla unica. Voto 9 Davide Allegra.

The Good Fight è una serie tv perfetta, da queste parti la amiamo in modo totalmente incondizionato per la sua capacità di prendere gli aspetti migliori di The Good Wife, averli ripuliti di tutte le necessarie lungaggini da generalista (compreso l’elevato numero di episodi) e aver creato un equilibrio ideale dando vita a un legal dramedy che sa essere profondo, leggero, ironico, incisivo, attuale.

Questo lo sappiamo e ce lo siamo già detti. C’è un però, giusto per non eccedere negli elogi: il rischio di scadere nella farsa surreale che si è fatto particolarmente sentire nella terza stagione. Sempre attenti all’attualità, l’eccesso di riferimenti al mondo Trump tra finte Melanie, video scottanti, tentativi di rivolta hanno fatto emergere quel lato folle/surreale di Robert e Michelle King che già si era visto in BrainDead e in Evil. E anche in questa quarta stagione questo aspetto ritorna. Una sorta di caricatura della realtà che può rendere la serie indigesta per alcuni. Voto 8 Riccardo Cristilli

La quinta stagione si farà?

La serie è stata rinnovata per una quinta stagione, già poco dopo il debutto della quarta nel 2020. Sarà sicuramente un rinnovamento per la serie, visto che dovrà in qualche modo affrontare l’addio di due personaggi principali, come anticipato in apertura. La quinta stagione ed è già in produzione da gennaio 2021. Non sappiamo quando andrà in onda negli USA, sicuramente entro la fine dell’anno su CBS All Access, che nel frattempo avrà cambiato nome in Paramount+, servizio streaming del gruppo ViacomCBS.

Dove guardarla in streaming

Come anticipato la quarta stagione sarà in esclusiva in streaming su TIMVISION dal 18 febbraio 2021, con un episodio a settimana. Le prime tre stagioni della serie sono già disponibili on-demand su TIMVISION, ma anche su Amazon Prime Video dove sono disponibili solo le prime due stagioni.

Il Cast

  • Christine Baranski;
  • Cush Jumbo;
  • Sarah Steel;
  • Nyambi Nyambi;
  • Michael Boatman;
  • Audra McDonald;
  • Delroy Lindo.
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