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Spider-Man: Brand New Day è pura Cine-Cola – La recensione

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Il nuovo capitolo della joint venture fra Marvel e Sony dedicata a Spider-Man ha delle scarpe grandi da riempire: il precedente No way home è riuscito a piacere alla critica e a deliziare il pubblico, portandosi a casa l’incasso più alto del 2021. Riprendendo la storia da dove l’abbiamo lasciata e al tempo stesso provando a iniziare un nuovo ciclo, Spider-Man: Brand New Day ha già portato l’hype alle stelle: abbiamo di fronte un film capace di sfidare i blockbuster dell’estate o forse dobbiamo modulare le aspettative? Scopriamolo insieme al cinema dal 29 luglio.

Spider-Man: Brand New Day: la dura vita dell’eroe

Da quando il mondo si è scordato di lui, la vita è diventata più semplice e più difficile per Peter Parker. Da un lato Peter può dedicarsi a tempo pieno a combattere il crimine come Spider-Man, e New York ringrazia: le strade non sono mai state così sicure e la città (così come la sua forza di polizia) lo ama. D’altro canto però è un’esistenza solitaria, passata a guardare da lontano MJ e Ned andare al MIT e iniziare la vita che un tempo avevano sognato insieme.

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Insomma, Spidey è diventato un drogato di lavoro ed è una parte che decisamente non gli si addice, ma che continua a recitare per il bene della città.
Questo perlomeno finché un nuovo, misterioso nemico appare sulla scena, determinato ad attaccare il Department of Damage Control e armato di poteri apparentemente inarrestabili di controllo mentale che iniziano a svegliare effetti collaterali inaspettati nel dna di Peter.

La rivincita dei secchioni

Anche un film veramente brutto è un oggetto incredibilmente complicato da mettere insieme. Quindi quando dico che Brand New Day è un film secchionissimo, non prendetela come una nota di demerito: significa solo che ha fatto i compiti, e li ha fatti bene. È una macchina da intrattenimento che ticchetta con precisione svizzera, riuscendo a mantenere i nostri cervelli solleticati per tutte le sue due ore e venticinque di durata, che non pesano. Il film diverte, destabilizza, strizza l’occhio (pure troppo) e ci regala vedute di una New York al tempo stesso realistica e fiabesca.

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Pur sempre una marvelata

L’altro lato della medaglia è ovviamente che fare le cose a modino signifca lasciare poco spazio alla sperimentazione, ma che vi aspettavate? È alla fin fine sempre un blockbuster Marvel, togliergli punti per la prevedibilità sarebbe intellettualmente disonesto.
Ciò detto, il fatto che il genere supereroistico possa essere molto più di una semplice macchina solletica-neuroni è appurato, e di certo Brand New Day non ha nessun je ne sais quoi, nessuna salsa speciale capace di farlo trascendere.
Insomma: se certi film sono come bon-bon, pronti a sorprenderci e deliziarci, Brand New Day è più come una lattina di coca ghiacciata in piena estate. Fresco, facile, titillante, non particolarmente nutriente e assolutamente prevedibile. E, certe volte, esattamente quello che ci vuole.

Il cast

Tom Holland è il giovane Peter Parker, che dopo gli eventi di No Way Home ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla sua carriera di Spider-Man. Zendaya e Jacob Batalon sono MJ e Ned, rispettivamente ex fidanzata e migliore amico di Peter che lo hanno dimenticato. Ma New York è anche piena di super: Tornano Mark Ruffalo nel ruolo di Bruce Banner/Hulk, Jon Bernthal in quello di Frank Castle/Punisher (che si appropria di alcune delle scene migliori del film) e Florence Pugh in quello della Vedova Nera.
Nel cast anche Marisa Tomei, Tramell Tillman e Sadie Sink.

La recensione

Brand New Day è come una lattina di coca ghiacciata in piena estate: fresco, facile, titillante, non particolarmente nutriente e assolutamente prevedibile. E, certe volte, esattamente quello che ci vuole.

Voto:

7.5/10
7.5/10
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